CHIESA E OMOSESSUALITA'
( Documenti ufficiali della Chiesa cattolica contro le persone omosessuali LEGGI )

10/09/08 - Dove nasce la violenza contro i gay. L'ultimo episodio di violenza a Roma contro due giovani che passeggiavano tenendosi per mano suscita riprovazione più o meno unanime e riporta il tema dell' omofobia all'attenzione dei media e della politica. Ma diciamolo una vlta per tutte, il luogo di origine di questo radicato e apparentemente invincibile odio è nelle strameledette religioni, e in particolare in quelle monoteiste. E' la MenzognaGlobale in tutte le sue versioni, la fonte che almenta l'omofobia. Ma non in tuti i paesi questa perversa e criminale propensione viene asscondata. In Israele, per esempio, dove gli integralisti ebrei non sono migliori di cristiani e musulmani nell'esercizio del loro odio anti-gay, uno Stato forte se ne frega dei fondamentalisti religiosi e riconosce agli omosessuali maschi e femmine tutti i diritti, ivi compresi quelli di coppia. Invece nei paesi musulmani e in quelli in cui la chiesa cattolica e alcune chiese protestanti hanno gli apparati statali al loro servizio tutto questo è proibito. Anzi, nei paesi dove vige la legge coranica, il solo fatto di essere omosessuale comporta la pena di morte. Anche in Italia e in Europa questo è stato possibile fino a pochi secoli fa e gli omosessuali finivano sui roghi accesi su disposizione delle varie chiese di Cristo. Ma grazie all'evoluzione della cultura, dopo l'affermazione dell'illuminismo l'Europa, si è in gran parte affrancata dalle pretese di egemonia culturale e politica delle chiese cristiane in generale, e in particolare della chiesa cattolica. E le legislazioni di moltissimi paesi hanno reso giustizia ai cittadini omosessuali riconoscendo tutti i diritti, perfino estendendo loro in molti casi l'intera legislazione matrimoniale senza tener conto del sesso anagrafico dei contraenti il vincolo. Non in Italia, dove la chiesa cattolica e il suo indotto poltico si oppongono a qualsiasi anche piccolo riconoscimento giuridico. E proprio qui è il paraddosso. La chiesa cattolica, nelle sue gerarchie a tutti livelli, rappresenta secondo molti osservatori la più alta concentrazine mondiale di omosessuali. Ma si tratta di omosessuali repressi che quando non vivono la loro condizione nella castità obbligatoria e psicologicamente devastante, praticano il sesso clandestino spesso travolti dai sensi di colpa. E quando la vivono "gayamente" salgono poi sul pulpito in chiesa a condannare l'omosessualità da loro esercitata magari mezz'ora nel loro letto. Vermi ipocriti ! Sono loro e i loro seguaci politici la fonte dell'omofobia in Italia.

20/05/08 - Natura e omosessualità. La chiesa cattolica è l'organizzazione sociale che secondo molti ricercatori conta a tutti i livelli della sua scala gerarchica la più alta concentrazione di persone omosessuali. Secondo le chiacchiere e le malignità dei gay frequentatori di saune, cinema, parchi, luoghi di incontro e siti porno nel web, questa percentuale sarebbe ampiamente maggioritaria. Ma si sa che le chiacchiere stanno a zero e mai vorremmo applicare a queste malignità il logoro detto di "vox populi, vox Dei". Invece è certo e documentato che le gerarchie cattoliche sono le più grandi avversarie dei diritti della persone omosessuali, e solo da pochi secoli hanno smesso di ammazzarli sui roghi lasciando l'esclusiva dell'assassinio e delle torture ai seguci di Maometto. Preti, vescovi e cardinali, però, non tralasciano di sparare continuamente anatemi sulla "innaturalità" dei rapporti omosessuali, alimentando in questo modo l'odio e la discriminazione contro i gay. Eppure sono proprio coloro che fanno voto di castità (ma sappiamo bene che è molto poco applicato) quelli che di fatto impongono a se stessi il più contro natura dei comportamenti. E nonostante che millantino grande rispetto per la scienza, quando su questo tema appaiono seri e documentati risultati di ricerche scientifiche che dimostrano l'assoluta "naturalità" dei rapporti omosessuali in tutto il mondo animale, tacciono come carogne. LEGGI

17/05/08 - B16, il Fuhrer dei cattolici e del Reich bimillenario del Vaticano, ieri si è scatenato contro la parità di diritti delle persone omosessuali. Guardatelo in questa foto su La Stampa, addobbato come un gigantesco mont-blanc, crisoelefantino come la statua di Pallade Atena dentro al Partenone, corrusco come l' Atena Pròmachos che guardava al Pireo, ieratico come le Cariatidi della Loggetta, potente come Hashepsut, la faraona che si mascherava da uomo per poter regnare, e bello come Nefertari la favorita di Ramses II. Ha approfittato ancora una volta dell'ennesima adunata degli idolatri cattolici, bisognosi di immagini e icone sfolgoranti d'oro e d'argento, per lanciare i suoi anatemi contro le rivendicazioni delle coppie omosessuali che si amano e che vogliono vedersi riconosciuti gli stessi diritti delle coppie etero. Che pena sentire quelle parole di avversione e discriminazione in bocca al sedicente vicario del dio dell'amore universale. Beati i tempi in cui l'unica divinità dell'amore era Afrodite che lo proteggeva in tutte le sue forme. Anche noi atei sappiamo apprezzare le immaginarie entità soprannaturali quando non fanno del male all'umanità. LEGGI

19/04/08 - Seminatore d'odio. Non poteva fare a meno B16 di dare ancora una volta dimostrazione della sua omofobia e dell'intrinseca malvagità delle gerarchie cattoliche verso le persone omosessuali. Ieri all' ONU, in mezzo al minestrone riscaldato di buoni propositi, ma arricchito delle consuete bordate contro la libertà di ricerca scientifica, infila un attacco ai "nuovi diritti" che contrastano con la sua idea di legge naturale. E' chiaro il riferimento alle rivendicazioni per la parità di diritti che in tutto il mondo civile, non oppresso dall' omofobia della Menzogna Globale, le persone omosessuali portano al successo. Tranne che nei paesi cattolici in cui la chiesa esercita ancora il suo pesante potere politico, e nei paesi islamici in cui vige la legge coranica dove i gay vengono addirittura messi a morte. Ma contro quelle legislazioni criminali il papa invoca solo la libertà religiosa, vale a dire il diritto a diffondere localmente senza impedimenti la sua versione della Menzogna Globale. E con un passaggio di grande impatto "economico" rivendica il ruolo pubblico dei sistemi religiosi, chiesa cattolica in testa. Ma ciò significa sostanzialmente due cose: le religioni possono fare apertamente politica e, soprattutto, a spese dei contribuenti. C'è' mancato solo che rivendicasse l' ottopermille mondiale riscosso a cura dell' ONU. LEGGI

3/01/08 - Cristianisti all' attacco dei diritti civili. Con un' esperienza nei meccanismi della propaganda superiore di duemila anni rispetto a quella del dilettante Goebbels, i cristianisti arrivano al terrorismo psicologico contro chiunque abbia un' idea diversa dalla loro del concetto di famiglia. E adesso le conquiste di civiltà del pensiero laico, che riconosce la pari dignità a tutte le coppie che si amano e che, sorrette delle leggi, si impegnano a sostenersi in un solido e duraturo rapporto affettivo, diventano una sorta di attentato alla "pace mondiale". Da qui ad esortare alla persecuzione di chi attenta alla pace nel mondo il passo è breve. Ma nell' immediato con queste parole si esercita e si alimenta di fatto la caccia alle streghe laiche, quelle persone cioè che si ispirano a una concezione del mondo non coincidente con il pesiero unico, totalitario e totalizzante, spacciato come proveniente da una immaginaria entità soprannaturale a cui tutti devono uniformarsi. «Quest'anno ho voluto porre in luce lo stretto rapporto che esiste tra la famiglia e la costruzione della pace nel mondo» in quanto «la famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è culla della vita e dell'amore e la prima e insostituibile educatrice alla pace. Proprio per questo la famiglia è la principale agenzia di pace e la negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace»… «Poiché l'umanità è una grande famiglia, se vuole vivere in pace non può non ispirarsi a quei valori sui quali si fonda e si regge la comunità familiare». (Ratzinger, Omelìa di capodanno).

19/12/07 - La "soluzione finale" per i gay proposta da monsignor Elio Sgreccia, autorevole consigliere di Ratzinger : caritatevoli cure cristiane in ospedale psichiatrico. Un commento di Edoardo Semmola. LEGGI - A margine di questa arrogante esternazione di Sgreccia vi proponiamo la lettera di Sergio Rovasio al Riformista : """" Sgreccia maramaldeggia. Caro direttore, non sorprende che esponenti autorevoli del Vaticano esultino per il risultato ottenuto, lunedì scorso, al consiglio comunale di Roma, contro l’istituzione del registro per le unioni civili proposto dai radicali insieme alla Associazioni lgbt con oltre 10.000 firme. Così come non sorprendono gli oltre quattro miliardi di euro che ogni anno alimentano direttamente e indirettamente il potere economico e politico delle organizzazioni facenti capo alla Cei e al Vaticano; a ciò si aggiunge la quasi totale genuflessione del potere politico italiano ai voleri di Santa Romana Chiesa, compresa quella parte politica che dovrebbe essere più innovativa, riformista, nuova e che invece, proprio per come ha votato a Roma, è di già il più vecchio partito italiano, più da anni ’50 che da nuovo millennio. Ciò che sorprende è l’offensiva che sempre più le gerarchie ecclesiastiche scagliano contro le persone lgbt. Da segnalare a tal proposito la dichiarazione fatta oggi su “Repubblica” da monsignor Elio Sgreccia sugli omosessuali: «Vanno aiutati con interventi di tipo psicologico e con terapie adeguate». Si vergogni. Sergio Rovasio Roma """"

23/12/06 - La Chiesa contro i gay. Editoriale di NO GOD
Ratzinger, il papa della discriminazione contro la parità di diritti per tutti i cittadini, è tornato ieri a tuonare contro il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Possiamo comprenderlo. Al di là delle giustificazioni date in nome della sua interpretazione di una presunta volontà divina c'è un pericolo concreto che minaccia uno dei più solidi strumenti di potere della Chiesa cattolica, il celibato ecclesiastico. La progressiva e inarrestabile secolarizzazione, vale a dire l'allontanamento dei cittadini dai precetti e dagli obblighi imposti dal cristianesimo, sta travolgendo anche la consistenza numerica del personale religioso. Negli ultimi anni sono quasi 150.000 i preti e i monaci che, seguendo i naturali stimoli dell' umana sessualità, anzichè viverla di nascosto hanno mollato tonaca e saio per prender moglie. E così, insieme al parallelo crollo delle vocazioni, l'esercito degli addetti al servizio esclusivo degli interessi della chiesa si sta riducendo drammaticamente. Ora, attraverso il riconoscimento giuridico generalizzato (matrimoni e pacs) anche i gay stanno ottenendo un riconoscimento e una omologazione che li libera dal cono d' ombra, dalla riprovazione sociale e dalla violenza che l'omofobia della chiesa ha alimentato per secoli. Questo significa che al pari dei colleghi etero, anche i preti omosessuali, una volta attenuata la pubblica riprovazione, potrebbero trovare in una vita di coppia regolamentata per legge il riconoscimento sociale della loro altrettanto naturale inclinazione sessuale. Se poi fossero attendibili le statistiche che accreditano percentuali altissime di omosessuali fra religiosi e religiose, qualora decidessero di vivere i loro rapporti al riparo delle leggi, l'emorragia di celibi e nubili (presumibilmente fino ad oggi sessualmente attivi, ma solo di nascosto) travolgerebbe la chiesa cattolica

17/12/06 - San Gennaro contro i gay ? Editoriale di NO GOD.
Non si è liquefatto il grumo di polvere ritenuto sangue umano rappreso che i fantasiosi napoletani ritengono sia sgorgato da un certo Gennaro. Un santo completamente inventato che un' apposita commisione vaticana tentò inutilmente di eliminare dagli elenchi ufficiali suscitando l'ira popolare. La liquefazione del grumo avviene regolarmente agitando l' ampolla in cui lo stesso è conservato, ma a volte il fenomeno non si verifica. Successe anche nel 1860 quando Garibaldì entrò a Napoli e il vescovo dell' epoca, scuotendo l'ampolla, non provocò il fenomeno. Bastò mettergli una pistola alla tempia che la polverina si trasformò immediatamente in un bel liquido rosso. Alcuni chimici sono riusciti a ricreare in laboratorio la stessa mistura che, sottoposta a scuotimenti, si trasforma in un liquido rosso facilmente confondibile con il sangue. Ma in questi esperimenti nessuno grida al miracolo. Per i superstiziosi partenopei la mancata liquefazione è sempre un segno di disgrazia, e spesso viene attribuita all' irritazione del santo per qualche peccato del popolo. Stavolta rischiano grosso i gay che, con la loro insistenza a voler essere riconosciuti cittadini con diritti uguali a quelli di tutti gli altri, pare non siano graditi nè all' entità soprannaturale di cui il papa si proclama vice-dio in terra nè. scendendo per li rami, a cardinali e vescovi, fra i quali quello di Napoli. Peccato che non ci sia Garibaldi a ricordargli che basta una bottarella in più perchè il presunto miracolo si verifichi immediatamente.

10/12/06 - Roma come Teheran : religione di Stato e a morte i gay. Comunicato di NO GOD.
Un' offensiva senza precedenti è stata lanciata dal Vaticano per sottomettere totalmente la Repubblica Italiana al potere pontificio. Si compie così la lunga marcia che dopo la Breccia di Porta Pia ottenne una prima vittoria nel 1929, quando con i Patti Lateranensi Mussolini sottomise l' Italia al potere religioso con due articoli che imponevano la religione cattolica come "unica religione dello Stato" e l'insegnamento della stessa come "coronamento" dei corsi di studio. La ri-presa del potere continuò con la Costituzione Repubblicana in cui all' art. 7 quei patti di sottomissione furono confermati. E non si fermò nemmeno quando con il Concordato craxiano del 1984 vennero solo apparentemente cancellati quei due articoli odiosi del precedente accordo. In realtà, nei fatti non cambiò nulla. Anzi assistiamo oggi alla pretesa di ripristino della "religione di Stato" con le dichiarazioni di Ratzinger che ordina di contrassegnare tutti i publici edifici con il crocifisso, simbolo del suo potere, mentre l'insegnamento della religione è congegnato in modo tale che pure i "non avvalentisi" ne pagano le conseguenze. Infatti è collocata spesso in mezzo all' orario in modo tale di impedire a chi non è interessato di entrare un'ora dopo o uscire un' ora prima. Così, impedendo migliaia di probabili rinunce a quell'insegnamento, gli stipendi pagati dallo Stato agli insegnanti scelti dai vescovi sono salvi. Ma l'irresistibile presa di potere del Vaticano sull' intero Paese arrivò alla penultima tappa nell' anno 2000, allorchè Wojtyla assestò un pugno in faccia all' Italia inventando un miracolo fasullo pur di beatificare Pio IX, il papa assassino di Italiani che fu il più feroce nemico della nostra unità. E infine il 14 novembre 2002 l' intero Parlamento (con pochissime eccezioni a cui rendiamo onore), appaludì l'insediamento dello stesso papa sul più alto seggio simbolico del potere italiano. E per celebrare quella presa di potere fu addirittura umiliata la Costituzione che proibisce la riunione congiunta delle Camere in casi diversi da quelli espressamente previsti. Quell' autentico tradimento della Costitizine fu operaro con la complicità dei Presidenti della Repubblica e della Corte Costizionale, presenti e paludenti ai piedi del Papa-Re, i quali accettarono che venisse fittiziamente e truffaldinamente inventata in quel giorno una "chiusura per manutenzione straordinaria" delle due Camere. La resa formale e senza condizioni della Repubblica Italiana al Vaticano era compiuta. Quello che succede oggi, l'ordine perentorio di non riconoscere parità di diritti ai cittadini omosessuali in materia di rapporti di coppia, è solo l' ennesima dimostrazione del potere effettivo, totalitario e totalizzante che le gerarchie religiose hanno sull' Italia. Né più né meno di quello che succede in Iran, cambia solo il nome del dio obbligatorio per tutti. Roma come Teheran, appunto.

9/11/06 - Ratzinger contro i diritti di gay e lesbiche. Comunicato di NO GOD.
Benedetto XVI , per grazia di dio Papa Re e Imperatore. non contento di regnare in Italia attraverso il Vicerè Camillo Ruini, adesso estende il suo dominio anche allo stato di Israele, le cui autorità civili hanno riconosciuto l'assoluta legittimità dei cittadini omosessuali di manifestare pubblicamente la loro esistenza e rivendicare i loro diritti. Ma questo è intollerabile per il monarca assoluto del vaticano, il cui Vicerè Ruini, già nell' anno 2000, aveva tentato di impedire il Gay Pride di Roma. All' epoca il tentativo si sopraffazione sui valori di democrazia e libertà non riuscì, nonostante l'appoggio ricevuto dagli ascari politici al servizio dell'intolleranza cattolica. Ora questa volontà imperiale ai danni di Israele, uno Stato indipendente e sovrano, emerge chiaramente da un documento ufficiale : "La Santa Sede comunica la sua viva disapprovazione per tale iniziativa perchè essssa costituisce un grave affronto ai sentimenti di milioni di credenti  ebrei, musulmani e cristiani, i quali riconoscono il particolare carattere sacro della città e chiedono che la loro convinzione sia rispettata. Alla luce di tali elementi e considerando che in precedenti occasioni sono stati sistematicamente offesi i valori religiosi, la Santa Sede nutre la speranza che la questione possa venire sottoposta a doverosa riconsiderazione". All'obiezione che un ordinamento democratico - quale lo Stato di Israele è - non può censurare una libera iniziativa dei suoi cittadini, la nota vaticana risponde: "Il diritto alla libertà di espressione è soggetto a giusti limiti, in particolare quando l'esercizio di tale diritto offende i sentimenti religiosi dei credenti". Ecco fatto, il Vaticano interpreta le leggi di Israele e ordina di adeguarsi. Ma non basta. Con un autonomo atto di volontà imperiale anche dal punto di vista religioso, il capo dei cattolici si rende portavoce persino delle correnti più estremiste dell' ebraismo e dell' islam. Un Papa Re e Imperatore che regna sugli Stati e anche sulle religioni altrui.

11/09/06 - Nuovo attacco del papa contro gli atei. Comunicato di NO GOD.
Nuovo attacco del papa contro gli atei, i liberi pensatori e tutti quelli che non credono alle verità rivelate delle religioni. Ratzinger ci fornisce un'ulteriore prova della santa alleanza con l'islam per contrastare gli unici veri avversari dei due sistemi religiosi più potenti del pianeta. Dice il papa che l'occidente, escludendo Dio dalla vita pubblica e irridendo i raccontini della Rivelazione, offende l'Islam che prova orrore per la nostra concezione del mondo caratterizzata dall'assenza di dio.  Ratzinger  rivendica poi il rispetto per il «sacro» in tutte le sue espressioni.  E così proprio la Chiesa, che si è sempre presentata come l'unica vera depositaria della rivelazione (extra ecclesiam nulla salus), si mostra oggi preoccupata per la nostra mancanza di riverenza  verso le altre religioni. Semplicemente incredibile. Dunque i senzadio occidentali potranno essere giustamente uccisi dai fondamentalisti islamici, come prescrive la loro religione contro i blasfemi,  se continuano a dire che Dio non esiste e che le rivelazioni divine, tutte le rivelazioni, sono solo invenzioni degli uomini. Ma la santa alleanza chiesa cattolica-islam che abbiamo sempre denunciato troverà un importante  suggello tra alcune settimane in Turchia quando diventerà evidente il comune sentire delle due religioni contro la libertà di pensiero e di espressione.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati

15/04/06 - Deus est amor ? Comunicato di NO GOD.
Ieri, nella spettacolare cerimonia al Colosseo il papa ha inaugurato una pericolosa Via Crucis per i gay lanciando un anatema che rischia di fomentare e giustificare la violenza contro uomini e donne colpevoli di vivere l'amore fuori dalle regole imposte dalla chiesa cattolica. «Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia». Non ci sono dubbi sul bersaglio che il papa indica con queste parole, che aggiungono una giustificazione teologica all'ordine perentorio da lui impartito nel 2003 ai politici cattolici di avversare e impedire il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Ma il nuovo anatema lanciato ieri sera rischia di innescare una vera e propria crociata contro i gay che potrebbe facilmente sfociare in episodi di violenza sanguinosa nei loro confronti dal momento che l'omosessualità di coppia, vissuta con dignità, alla luce del sole e con la tutela della legge, viene colpevolizzata al punto di farla rientrare addirittura in un disegno "diabolico". Non basta più all'ex Grande Inquisitore invocare "non ingiuste discriminazioni" contro i gay, come fra l'altro impedir loro alcune professioni come l'insegnamento. Questo indicava l'allora cardinale Ratzinger in un documento ufficiale del 1992. Vogliamo ricordare che proprio con l'esclusione dall'insegnamento le Leggi razziali fasciste del 1938 avviarono la criminale persecuzione contro gli ebrei. Non vorremmo che fossimo all' inizio di qualcosa di simile contro gli omosessuali. E pensiamo con grande turbamento alla stridente contraddizione fra la prima enciclica del papa dedicata all'amore di dio e l'avversione espressa ieri sera in nome dello stesso dio contro milioni di esseri umani.
Giulio C.Vallocchia Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati

30/03/06 Triplo ruolo per il papa. Comunicato di NO GOD.
Il Papa Re, Vicario di Cristo in terra, ha assunto oggi ufficialmente anche il ruolo di Segretario Politico del Partito di Dio in Europa. Davanti alla folla plaudente dei deputati cattolici eletti al Parlamento Europeo, Benedetto XVI ha dettato la linea politica che il Cardinale Ruini, Capo del Governo Ombra Vaticaliano, aveva già anticipato pochi giorni fa nel territorio di sua competenza come Viceré d'Italia. Tra le principali direttive c' è il rifiuto di riconoscere agli omosessuali la parità di diritti affermata per tutti gli esseri umani dalla "carta dei diritti dell'uomo", in particolare per quanto riguarda il divieto per due persone dello stesso sesso che si amano di veder riconosciuto con un atto pubblico lo "status" di famiglia come alle coppie di cittadini di sesso diverso. Questa odiosa discriminazione si aggiunge all'altra, non meno odiosa del 1992, con la quale la Congregazione per la dottrina della fede, presieduta dall'allora cardinale Ratzinger, testualmente definisce "non ingiusta discriminazione" tener conto della tendenza omosessuale nell'assunzione di insegnanti, oltre che per altri incarichi. Giova ricordare che le altrettanto odiose e criminali leggi razziali fasciste del 1938 affermano esattamente la stessa cosa contro i cittadini ebrei.
""""LEGGE 5 settembre 1938 - XVI, n. 1390. Art. 1. All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica """
Cambia il gruppo sociale oggetto della discriminazione, ma il contenuto è odiosamente identico. Ma il papa ha anche ribadito ai deputati cattolici altri obblighi, come quello di opporsi al diritto delle donne di decidere sul proprio corpo in caso di gravidanza non desiderata e al diritto di uomini e donne di decidere sulla propria vita. Terza importante disposizione politica impartita ai parlamentari è stata quella di difendere il ruolo pubblico della Chiesa cattolica, vale dire l'ingerenza negli affari politici degli Stati con il corollario, opportunamente non esplicitato, di cospicui finanziamenti statali che ovviamente possono essere pretesi da tutti i soggetti a cui quel pubblico ruolo viene riconosciuto. E infine non è mancata la reiterata sollecitazione ad affermare le radici cristiane dell'Europa che, se trovassero ufficiale riconoscimento in quel contesto internazionale, visto il pulpito da cui è partito l'ordine e il potere che ne verrebbe esaltato, trasformerebbe automaticamente il Papa Re in "Papa Re e Imperatore" d'Europa. Ripristinato quindi il Sacro Romano Impero, ma stavolta non sarà incoronato nessun Carlo Magno, la corona se la tiene il papa su nomina diretta di dio.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati

20/02/06 - La chiesa cattolica riapre l'offensiva contro i gay. Comunicato di NO GOD
Presso la Pontificia Università Lateranense inizia oggi un Seminario internazionale sui "rischi che comporta la negazione della differenza sessuale". Ma il vero obiettivo sembra piuttosto quello di impedire il riconoscimento giuridico dei rapporti affettivi delle coppie gay. Gli omosessuali possono anche avere il diritto di vivere, magari anche di convivere, ma solo in castità e senza che alle loro convivenze venga riconosciuto alcun diritto nemmeno lontanamente paragonabile a quelli delle coppie eterosessuali. L'avversione della chiesa cattolica contro chi non si conformi alla sua morale sessuale trova la sua più attiva, coordinata e continuativa espressione proprio contro quella minoranza sociale che le fornirebbe, secondo molti osservatori, una consistente parte del personale religioso, equamente distribuito in tutta la scala gerarchica della sacra istituzione. Viene quasi il sospetto che tanto attivismo contro i diritti degli omosessuali non sia affatto finalizzato a scongiurare la crisi della famiglia tradizionale come vogliono far credere autorevolissimi "pastori". Non si vede infatti che c'entrino le coppie gay (che peraltro in Italia non hanno alcun riconoscimento) con le doppie e a volte triple famiglie che anche autorevolissimi esponenti politici ed istituzionali hanno costituito negli ultimi anni senza alcun turbamento dell'ordine pubblico. Ma il vero pericolo per la chiesa cattolica forse consiste nel fatto che l'omologazione sociale delle coppie gay invoglierebbe gran parte dei suoi potenziali pastori a cercare la felicità nel rapporto di coppia anziché mediante la sublimazione della peccaminosa tendenza nel servizio sacerdotale. E in questo caso, se fossero vere le percentuali di gay in attività di servizio nella chiesa indicate in alcune pubblicazioni, il pericolo di vedere fortemente ridotti religiosi e religiose sarebbe veramente altissimo
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11/11/05 - I gay saranno esclusi dal sacerdozio.Comunicato di NO GOD
Sarà pubblicato prossimamente il documento della Chiesa cattolica in cui saranno codificati motivi e metodi per procedere alla discriminazione dei seminaristi sospettati di avere tendenze omosessuali. Dopo secoli di gaie presenze a tutti i livelli delle gerarchie cattoliche qualcuno pensa di aver trovato il modo per scoprire le odiate tendenze e di neutralizzarle prima che gli aspiranti al sacerdozio ricevano l'ordinazione. Nessun pericolo per i gay già accreditati al sacro servizio, che secondo maligne supposizioni rappresenterebbero una percentuale altissima. Desta curiosità tuttavia conoscere quali siano i metodi scientifici che la chiesa adotterà per accertare quelle colpevoli tendenze, dal momento che fino ad oggi nessuno è in grado di definire con certezza origine e livelli di omosessualità sia negli uomini che nelle donne. Desta stupore invece che le previste indagini sulle tendenze sessuali dei seminaristi escludano quelli eterossesuali. Se, come appare evidente, il vero motivo di questa nuova campagna anti-gay della chiesa cattolica è una conseguenza degli scandali mondiali dei preti pedofili non si capisce perchè l'esclusione dal sacerdozio debba riguardare solo i seminaristi omosessuali dal momento che i numerosi abusi sessuali denunciati hanno riguardato sia i bambini che le bambine. E quindi tutti i seminaristi, omo ed etero, dovrebbero essere sottoposti a quei preventivi accertamenti. A meno che non si ritenga che le violenze sulla bambine siano meno gravi di quelle sui bambini.
Giulio C.Vallocchia Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati

“Nessun diritto alle coppie gay”. Firmato Ratzinger • da Il Giornale del 15 settembre 2005, pag. 7 di Andrea Tornielli 

C'è un documento divulgato nel luglio 2003 che porta la firma dell'allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger. S'intitola «Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali» ed è stato approvato da Giovanni Paolo II. Alcuni passaggi di quel testo, che fece scalpore ravvivando una vampata di polemiche estive, sono direttamente collegati al dibattito suscitato in questi giorni dalle dichiarazioni di Romano Prodi.

Se infatti è vero che i Pacs riguardano tutte le coppie di fatto e che queste sono al 95 per cento composte da un uomo e una donna, è altrettanto vero che questi «patti di convivenza civile» sono richiesti e promossi soprattutto dalle organizzazioni omosessuali: la coppia di fatto eterosessuale, infatti, quasi sempre «sceglie» di non sposarsi e dunque di non avere diritti e doveri derivanti dal matrimonio. Lo stesso non accade per le persone dello stesso sesso e non è un caso se la polemica è scoppiata a causa delle assicurazioni date da Prodi al presidente onorario dell'Arcigay Franco Grillini.

«Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio – si legge nel testo firmato due anni fa dal futuro Benedetto XVI – significherebbe... offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità». «Le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali – afferma ancora il documento - sono contrarie alla retta ragione perché conferiscono garanzie giuridiche, analoghe a quelle dell'istituzione matrimoniale, all'unione tra due persone dello stesso sesso.

Non è vera l'argomentazione secondo la quale il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l'effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini. In realtà, essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse».

Inequivocabile l'appello circa il comportamento che i parlamentari cattolici dovrebbero tenere su questa materia.

«Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali – si legge nella nota – i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria». Nel caso in cui la normativa approdi per la prima volta in Parlamento, il deputato cattolico «ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale».

Ieri è intervenuto sull'argomento anche il cardinale brasiliano Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo del Brasile, presente all'udienza di Benedetto XVI, che non ha nascosto la sua preoccupazione per il moltiplicarsi di normative che minacciano la famiglia. «Io non voglio entrare nello specifico del dibattito italiano a proposito del riconoscimento delle coppie di fatto, poiché spetta solo ai vescovi italiani intervenire in materia – ha detto –. Mi limito a fare un discorso più in generale, prendendo in considerazione quello che sta accadendo in tanti paesi del mondo. E dico che c'è bisogno di molti appoggi affinché la famiglia possa realizzare sua missione e la sua vocazione. E quando dico appoggi intendo soprattutto appoggi normativi. Servono leggi adeguate a suo sostegno. È importante in prospettiva, per la società e il suo sviluppo».

COMUNICATO STAMPA - ARCI GAY Roma - 20/07/05

ReteGay, la talk-radio glbt in onda in streaming su www.retegay.it, trasmette da mercoledi 20 luglio un lungo speciale dedicato alla fiaccolata svoltasi nella sera del 19 luglio a Roma, in ricordo di Paolo Seganti, omosessuale 35enne barbaramente assassinato a Roma, ultimo di una lunga serie.
Da Piazza del Campidoglio in onda una serata commossa e partecipata, con gl'interventi di:
-Fabrizio Marrazzo, Pres. Arcigay Roma
-Comunità "La sorgente", gruppo cattolico gay al quale Paolo apparteneva
-Vanni Piccolo, storico esponente del movimento gay
-Ass. Mariella Gramaglia, Comune di Roma
Il Pres. Arcigay di Roma ha annunciato, tra l'altro, come si stia valutando la possibilità d'intitolare l'area verde teatro dell'uccisione, alla memoria di Paolo Seganti.
L'Ass. Mariella Gramaglia si è impegnata in un "patto con la città, perchè un episodio come questo non deve succedere più".
Al termine degli interventi si potrà ascoltare anche la madre di Paolo, che ha deciso di rivolgersi ai tanti intervenuti invitando alla comprensione altrui ("per poter capire ho dovuto, ho voluto aprire le mie idee da bacchettona e volere capire") e ancora, nonostante il dolore, il suo ultimo messaggio è stato teso all'accoglienza, rivolgendosi alle persone omosessuali: "non andate verso la disperazione, accogliete anche voi le persone che vi vogliono aiutare e indirettamente vi vogliono bene..un abbraccio con tutto il mio cuore".
Sono seguiti lunghi minuti di applausi.
La trasmissione è stata realizzata grazie al supporto tecnico prestato da Arcigay Roma.

5/07/05 - Guerra santa contro i gay. Comunicato di NO GOD.

"Intrinsecamente malvagi", così nel catechismo di Ratzinger vengono definiti i comportamenti omosessuali. Ma non potendo più arrostirli sui roghi come ai bei tempi della Santa Inquisizione, la chiesa oggi si limita ad avallare contro i gay ogni "giusta" discriminazione. Attenzione, la formuletta che si legge nel catechismo è molto più subdola e ipocrita. Lì si dice in realtà che la chiesa è contro le "ingiuste" discriminazioni, il che vuol dire che se ci sono motivazion "giuste" gli omosessuali possono, anzi devono essere discriminati. Naturalmente i criteri per stabilire ciò che è giusto o ingiusto li stabilisce la chiesa stessa. E così la chiesa ha deciso, niente matrimonio per i gay. Non solo quello religioso, ma neppure quello civile sul quale la chiesa non ha nessuna competenza ma sul quale pretende di interferire e addirittura legiferare. E questa esclusione dai diritti di cui godono tutti gli altri cittadini è condivisa da autorevoli personalità come Pera e Casini, per i quali la laicità delle istituzioni e l'indipendenza di queste dai dettami del catechismo sembra un optional comunque subordinato al parere espresso al riguardo dalle gerarchie vaticane. Ma la cosa più insopportabile è che alcuni di quei personaggi, che vedono nel riconoscimento giuridico delle coppie gay un ipotetico quanto inesistente "pericolo" per la famiglia tradizionale, non hanno avuto nessuna esitazione a sfasciare la propria cattolicissima famiglia e costituirne una nuova.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati - Ateismo è Libertà


7/03/05 - Arrivano i catto-gay. Comunicato di NO GOD

Dopo i catto-comunisti, di storica e consolidata presenza, e dopo i catto-atei che come Marcello Pera, Giuliano Ferrara e Ferdinando Adornato si richiamano espressamente alle radici cristiane e addirittura ai dogmi del cattolicesimo grazie alle apparizioni e folgorazioni, rispettivamente, di Ratzinger Buttiglione e Berlusconi, irrompono ora sulla scena politica i catto-gay.
Li rappresenta Nichi Vendola, già ricco di preziosa esperienza in Parlamento, rilanciato ora al Congresso di Rifondazione nella difficile battaglia elettorale per la presidenza della regione Puglia. Dice Vendola, con una felice e accativante espressione, "accettatemi con tutte le mie diversità". Ma la diversità più difficile da accettare non è certo la sua orgogliosa omosessualità, bensì quella sua dichiarata doppia identità di cattolico e gay. Forse se si fosse dichiarato "cristiano e gay", riferendosi genericamente a quei vangeli dove non appare da nessuna parte una condanna esplicita del suo o di qualunque altro orientamento sessuale, non ci sarebbe stato nessun motivo di scrivere queste righe. Ma un gay che fa politica e si dichiara seguace di quella chiesa cattolica che fino a pochi secoli fa bruciava vivi gli omosessuali sui roghi, e ancora oggi ordina ai politici cattolici (quindi anche a Vendola) di ostacolare in ogni modo il riconoscimento giuridico della parità di diritti per gli omosessuali che convivono, lascia quanto meno perplessi. Cosa può spingere comunisti, atei e omosessuali a riconoscersi in una religione che non ha mai smesso di condannarli per la loro scelta ideologica o addirittura , come nel caso dei gay, per una condizione data dalla natura stessa ? L'attrazione verso il proprio persecutore o sequestratore, di cui abbiamo avuto paradigmatiche descrizioni in "Buio a mezzogiorno" di Koestler e "1984" di Orwell, viene definita "sindrome di Stoccolma"; cominciamo a temere che questo fenomeno fino ad oggi studiato in pochi casi esemplari stia diventando un'epidemia.

31/07/03 Ratzinger apre il fuoco sulle coppie gay - Comunicato di NO GOD

Il cardinale Ratzinger, con l'approvazione del Papa, ordina ai politici cattolici di tutto il mondo di ostacolare il riconoscimento giuridico delle coppie gay.
Non potendo più bruciare gli omosessuali sui roghi, o ammazzarli con i metodi previsti dalla concorrenza islamica, la chiesa cattolica si accontenta di renderli cittadini di serie B.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) chiede ai pochi politici italiani laici, anche se minoritari rispetto ai cattolici che dominano maggioranza e opposizione, di far sentire la loro voce a difesa dell'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini.
Almeno un sussulto di dignità laica, contro la deriva clericale che investe il nostro Paese:
milioni di euro elargiti con leggi statali, regionali e altri provvedimenti provinciali e comunali alle parrocchie;
migliaia di insegnanti assunti dai vescovi ma pagati dallo Stato;
leggi come quella sulla procreazione medicalmente assistita così restrittiva da essere praticamente inservibile per la fecondazione, ma molto utile per rivedere e forse scardinare la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza ;
per non parlare dell'esorbitante e ossessiva presenza di preti, vescovi e cardinali in tutte le emittenti pubbliche e private indipendentemente dai contenuti delle trasmissioni;
e infine l'ottopermille di cui viene versata alla chiesa cattolica, percentualmente, anche la quota di chi non ha firmato per nessun destinatario.
Ma viviamo in una democrazia o in una teocrazia ?

 


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