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CULTURA
CINEMA
Magdalene,
di P Mullan 2002, drammatico.
Storia vera ambientata negli anni sessanta in una cattolica
Irlanda. La vita quotidiana di alcune ragazze costrette a
passare la loro gioventù in un convitto cattolico gestito
da suore. Ragazze madri o solo ragazze con la voglia di vivere.
Il film è sostanzialmente la storia di continue vessazioni
e soprusi perpetrati da suore malvage e ottuse verso queste
ragazze, ree solo di non avere seguito l'ipocrita morale cattolica.
Un film duro, un film di denuncia. Ma non solo, la forza del
film è quella di evidenziare un ambiente sociale meschino
e reazionario come conseguenza di una educazione e di una
"CULTURA CATTOLICA" dilagante. Assolutamente da vedere; ancora
in qualche cinema d essai. (R.Vilmercati)
L'età
dell'oro (L'age d'or), di Luis Bunuel 1930. Impietosa
decrizione della meschinità umana e travolgimento dei valori
tradizionali, in special modo della religione. Il film rappresenta
il conflitto presente nella società tra il sentimento dell'amore
e qualunque altro come le convenzioni religiose. I personaggi
sono reali; le azioni, animate sempre da un sano egoismo,
escludono sempre il controllo o qualsiasi sentimento. L istinto
sessuale e il senso della morte formano la sostanza del film.
Un vero capolavoro. A volte in qualche cinema d essai.
(R.Vilmercati)
L'ora
di religione (Titolo originale: L'ora
di religione) Nazione: Italia Anno: 2002 Genere:
Drammatico Regia: Marco Bellocchio Sito ufficiale: www.luce.it/loradireligione
Cast: Sergio Castellitto, Jacqueline Lustig, Chiara Conti,
Gigio Alberti, Piera degli Esposti. Produzione: Film Albatros
- Rai Cinema Distribuzione: Istituto Luce Trama: Protagonista
della storia è Ernesto Picciafuoco, quarantenne, separato,
pittore di talento, per sopravvivenza illustratore di libri
per bambini. Alla notizia del processo di beatificazione di
sua madre, tornano i Fantasmi del passato: la famiglia cattolica,
la famiglia borghese, la famiglia tradizionalista... In concorso
a Cannes il nuovo film di Bellocchio racconta il percorso
interiore di un artista dichiaratamente ateo dal momento in
cui scopre che è in corso un processo di beatificazione della
madre. Con un argomento indubbiamente provocatorio il regista
piacentino analizza il rapporto dell'artista che si professa
ateo e per cui questa mancanza di religione è intesa come
libertà sia professionale sia creativa, con una società in
cui il cinismo dilagante e un'incredulità diffusa spinge alla
necessità di sentirsi appoggiati da una qualsiasi forma di
potere piuttosto che affidarsi ad un puro e sincero sentimento
religioso.
I
banchieri di Dio - Il caso Calvi Nazione:
Italia Anno: 2001 Genere: Storico/Drammatico Durata:
130' Regia: Giuseppe Ferrara Cast: Omero Antonutti, Pamela
Villoresi, Giancarlo Giannini, Alessandro Gasmann, Rutger
Hauer. Produzione: Sistina Cinematografica Distribuzione:
Columbia Tristar Data di uscita: 01 Marzo 2002 Sette anni
dopo "Segreto di Stato" in cui denunciava i guasti dei servizi
segreti italiani, Ferrara ritorna sulla storia politica d'Italia
degli anni '80, tra bancarottieri, monsignori e faccendieri,
e racconta la storia di Roberto Calvi, presidente del Banco
Ambrosiano dal 1975, arrestato nell' '81 per il fallimento
del Banco, condannato a 4 anni di reclusione e 15 miliardi
di multa, fuggito all'estero e infine trovato impiccato il
18 giugno del 1982 sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra.
Dopo aver raccolto una enorme mole di dati ed informazioni
non solo su Calvi ma anche sul Banco Ambrosiano, lo IOR, l'Opus
Dei e la Massoneria, Ferrara si inerpica per le ripide pendici
di un caso sul quale la giustizia italiana non ha fatto ancora
oggi piena luce, nelle cui maglie era rimasto, sebbene per
poco, intrappolato persino il Vaticano. Un film nel quale
c'è tutto: dalla P2, all'attentato al Papa, alla guerra delle
Falklands. Passano sullo schermo personaggi politici come
Andreotti, Craxi, o bancarottieri come Michele Sindona e la
vicenda di Calvi si dipana, o sarebbe meglio dire si complica,
tra agenti segreti tuttofare come Francesco Pazienza e ambigui
faccendieri come Flavio Carboni, mentre i responsabili della
banca vaticana Paul Marcinkus e il suo braccio destro Mennini
si assicurano la salvezza con giochi di firme e di potere.
Amen
Nazione: Francia/Germania Anno: 2002 Genere:
Drammatico Durata: 132' Regia: Costa-Gavras Sito ufficiale:
www.amen-lefilm.com Cast: Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz.
Produzione: TF1 Films Productions, Le Studio Canal+, KC Medien
AG Distribuzione: Mikado Uscita: 19 Aprile 2002 Trama: Due
sistemi: la mcchina nazista...la diplomazia del vaticano e
degli alleati. Due uomini che lottano dall'interno: un ufficiale
delle SS, Kurt Gerstein, e un giovane gesuita, Ricardo Fontana.
Amen Contrariamente al resto dell'Europa qui in Italia non
avremo la possibilità di vedere il manifesto dell'ultimo film
di Costa-Gavras, per le strade delle nostre città. Manifesto
ideato dal fotografo italiano Oliviero Toscani che suscitò
molte polemiche alla sua presentazione al Festival di Berlino,
ma che riassume magistralmente l'essenza provocatoria del
film. Storia del passato, incentrata sul silenzio delle potenze
internazionali e della Chiesa cattolica, di fronte alle notizie
dello sterminio degli ebrei (senza dimenticare degli zingari
e degli omosessuali) operato dalla Germania di Hitler. "Metafora
sui silenzi della nostra società" come lo ha definito lo stesso
regista, in cui si sottolinea il ripetersi, oggi come ieri,
di eventi drammatici, quali le oppressioni di etnie e di intere
popolazioni, davanti all'indifferente silenzio del resto del
mondo. Adattando una pièce teatrale che fece scandalo alla
sua apparizione nel 1963, "Il Vicario" del tedesco Rolf Hochhut,
Costa-Gravas torna allo scontro dell'individuo con la macchina
politica. Rievoca la responsabilità di coloro che si rifiutarono
di sapere cosa accadeva nei campi nazisti. A partire dal Vaticano
che nella figura di Pio XII non partecipò in alcun modo, né
si adoperò per tentare di fermare quel terribile massacro.
Il film ruota attorno a due importanti apparati di potere:
la macchina di morte ben oliata e organizzata dei nazisti
e la diplomazia del Vaticano, e racconta la lotta di due uomini
contro questi due apparati. Da una parte Kurt Gerstein, chimico
e ufficiale delle SS, personaggio realmente esistito, che
fornisce i campi di sterminio del terribile veleno Zyklon
B usato nelle camere a gas. Una figura tragica che tenta disperatamente
di denunciare i crimini che si svolgono nella sua patria avvertendone
gli alleati, il Papa e persino la stessa popolazione e, pur
mettendo a repentaglio la propria vita e quella della sua
famiglia, resta inascoltato. Dall'altra Riccardo, giovane
gesuita, personificazione delle migliaia di preti cattolici
che ebbero il coraggio di lottare apertamente contro la ferocia
dei nazisti e la crudeltà del silenzio di tutti gli altri.
Denuncia senza compromessi, in cui il regista di origine greca,
risparmiando allo spettatore le immagini tragiche e indimenticabili
dei campi di concentramento, non lesina nell'accusare l'indegno
silenzio. La disperata ricerca dei due protagonisti di qualcuno
che li ascolti, è così ritmata dal continuo passaggio degli
infami treni merci che attraversando continuamente l'intero
territorio della Germania, evidenziano l'insistente imperturbabilità
nazista e l' indegna indifferenza mondiale.
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