CONSULTA LAICA

4/03/08

Ai candidati a Sindaco di Roma

Consulte: una risorsa culturale e civile per la città di Roma

Gentile Candidato,

Le scriviamo in rappresentanza della “Consulta delle religioni della città di Roma” e della “Consulta per la libertà di pensiero e la laicità  delle istituzioni” istituite, sulla base di un protocollo d’intesa firmato dal Comune di Roma con diversi enti ed associazioni, presso l’ufficio per le “Politiche della multietnicità e dell’intercultura” affidato alla delegata Franca Eckert Coen, che unanimemente auspichiamo confermata nell’incarico.

Come sa o come potrà agevolmente verificare, l’attività delle due Consulte è stata intensa e qualificata: pubblicazioni, mostre, convegni, video, concerti, eventi che hanno coinvolto migliaia di persone e permesso a decine di associazioni  di lavorare insieme, tutto  ciò ha contribuito a costruire l’immagine di Roma come città del dialogo, del pluralismo e della convivenza tra diverse tradizioni culturali, laiche  e religiose. E’ significativo che altre città o regioni italiane -  Genova e la Toscana, per fare solo due esempi – sulla base dell’esperienza romana  hanno  istituito consulte analoghe.

Rileviamo con piacere, inoltre, che le consulte hanno incoraggiato la nascita di nuove esperienze di  incontro e dialogo come, tra le altre, la manifestazione “Roma reale, Roma plurale” giunta alla sua terza edizione e l’osservatorio “Donne di fede in dialogo” che ha promosso importanti incontri che si sono realizzati nei mesi scorsi

Roma è ormai una grande capitale multietnica: le nostre Consulte sono state strumenti importanti di una politica attiva della multiculturalità e del pluralismo favorendo la partecipazione alla vita sociale di decine di comunità etniche e religiose.

Abbiamo sperimentato che spesso i bisogni coincidono e che quindi non c’è dicotomia tra religiosi e non credenti, pertanto il nostro impegno è stato anche quello di far sì che venissero costituiti dei  tavoli di concertazione con le istituzioni preposte al fine di adeguare le strutture cittadine ai bisogni espressi  dalle diverse componenti della nostra società.
 
Le Consulte al tempo stesso hanno promosso il valore fondamentale della laicità, che definisce il quadro culturale e giuridico nel quale possono convivere diverse visioni del mondo, nella reciproca conoscenza e nel continuo dialogo.

In questa prospettiva riteniamo che la prossima amministrazione della città, nell’ambito delle politiche per la multietnicità e dell’intercultura, debba confermare le due Consulte che noi rappresentiamo e, con esse, promuovere ulteriori iniziative educative, sociali e culturali.

Le scriviamo quindi per chiedere un suo preciso  impegno in questa direzione, fiduciosi che nel suo programma elettorale saprà dare ampio spazio al tema della laicità e del pluralismo religioso, in quell’ampia prospettiva multiculturale che deve essere propria di una grande e moderna città europea come Roma.

Nel chiederle quindi un incontro già nel corso della campagna elettorale, le porgiamo i migliori auguri e i nostri distinti saluti.

Consulta delle religioni                                                        Consulta per la libertà di  pensiero
della città di Roma                                                               e la laicità delle  istituzioni

Roma 25 febbraio 2008

 

18/02/06

Nell'ambito di "Roma reale, Roma plurale. Laicità: tutela e garanzia della diversità",

la Consigliera Delegata alle Politiche della multietnicità del Comune di Roma,
Franca Eckert Coen
presenta il libro:
“Le voci della laicità”
Ventidue autori impegnati in altrettante associazioni laiche. Ventidue loro contributi, ognuno su una posizione laica riguardo settori strutturanti la società civile: la famiglia, le discriminazioni, la libertà religiosa, l’educazione dei ragazzi. Questo è “Le voci della laicità” un testo che raccoglie contributi di membri della Consulta per il libero pensiero e la laicità delle Istituzioni, nata nel 2004 nell’ambito del mandato della Consigliera Delegata alle Politiche della multietnicità, Franca Eckert Coen.
Il libro, a cura di Raffaele Carcano, è il primo sforzo collettivo fatto in Italia per presentare il pensiero laico contemporaneo.
Non tutti parlano la stessa lingua. «Accenti diversi in unico coro che chiede di esprimersi in libertà in uno stato laico che sia anche plurale e garante dei diritti e delle libertà di tutti – dice Franca Eckert Coen».
Il libro (edizioni Edup) contiene un’antologia del pensiero laico e di una introduzione di Sergio Laricccia.

Domenica 18 febbraio - ore 18
Roma, Libreria Croce - Corso Vittorio Emanuele II, 156

Interventi di:

Franca Eckert Coen - Consigliera delegata alle politiche della Multietnicità del Comune di Roma
Raffaele Carcano – responsabile del sito Uaar
Esponenti della Consulta per il libero pensiero e la laicità delle istituzioni

Questo il Contributo di NO GOD

CERIMONIE LAICHE

(Contributo di Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD – Atei per la Laicità degli Stati))

Si associano a volte all’esperienza religiosa, connotandoli non del tutto erroneamente di “ritualità”, quei festeggiamenti e quelle cerimonie come compleanni, eventi particolari o anniversari in occasione dei quali amici, parenti o cittadini uniti da un comune interesse o affinità si riuniscono periodicamente per testimoniare la loro partecipazione emotiva o simbolica al significato dell’evento.

Certo, avvenimenti tradizionali come la commemorazione annuale di date storiche o persino i compleanni con lo spegnimento delle candeline di una torta, hanno qualche parentela - nella ripetitività di gesti, musiche o canti tradizionali - con le funzioni religiose, ma non suscitano timori di usurpazione del copy-right da parte dei detentori in tonaca e saio di altre o consimili liturgie.

Ma quando ad esempio un consigliere comunale di Bologna a luglio del 2004 chiese di usufruire di una prestigiosa sala del Comune per presentare ai concittadini il suo ultimo nato, il locale arcivescovo Caffarra protestò vivacemente, subito seguito dal coro dei politici cattolici, accusando quel genitore di voler scimmiottare, svilendola, la cerimonia del battesimo cattolico. E il sindaco si allineò al coro definendo il tentativo di “battesimo civile” una : «Iniziativa estemporanea, irrituale, offensiva per i cattolici» .

Naturalmente non era il festeggiamento in sé che scatenava l’ira dell’austero prelato ; se si fosse svolto nell’ambito ristretto di un luogo privato nessuno se ne sarebbe accorto. Era piuttosto il timore che quel trasferimento in ambiente pubblico (e probabile estensione del fenomeno) della presentazione di un bambino alla comunità cittadina di appartenenza potesse aprire un nuovo fronte nella concorrenza fra cerimonie civili e religiose che, per esempio, nel campo dei matrimoni mostra un’ irresistibile tendenza alla fuoruscita dal sacro. Con tutte le conseguenti perdite economiche e, soprattutto, di potere nella società.

Ma non è tollerabile che la chiesa pretenda l’esclusiva di certe cerimonie.

Come è noto sono cinque i momenti di passaggio fondamentali nella vita di ogni persona, tre di carattere naturale (nascita, pubertà, morte) e due di carattere esclusivamente giuridico: maggiorità e matrimonio.
A questi cinque momenti corrispondono ritualità di carattere religioso e civile che possono essere obbligatorie (denunce o modifiche anagrafiche) o legate alle legittime convinzioni religiose o altre concezioni del mondo dei cittadini interessati.
Ma nel caso della presentazione di un bambino alla comunità di appartenenza, mentre l’iscrizione anagrafica è obbligatoria per chiunque, non si capisce perché ci si debba scandalizzare se i genitori atei, o semplicemente laici, richiedano di usufruire del pubblico edificio che appartiene anche a loro per compiere una cerimonia che nessuno si sogna di contestare ai genitori cattolici nelle loro chiese.

Il problema delle cerimonie laiche è stato affrontato a Roma dalla Consulta Laica limitatamente, per ora, ai matrimoni e ai funerali, ma alcune associazioni aderenti sono interessate all’ampliamento delle relative tematiche. In particolare No God, ha aperto un contenzioso con il Comune per quanto riguarda la disponibilità di pubbliche sale da mettere a disposizione dei cittadini che rivendicano il diritto di festeggiare, come comunità non religiosa ma legittimamente componente della più vasta comunità cittadina, gli stessi eventi che altri hanno la possibilità di celebrare in edifici costruiti a spese dell’intera collettività nazionale o locale.


MATRIMONI E FUNERALI LAICI

MATRIMONI

Quello dei matrimoni civili è stato un campo di intervento della Consulta Laica con una serie di obiettivi particolarmente interessanti, il primo dei quali è la sollecitazione al reperimento di sale idonee a quel tipo di celebrazioni anche presso i singoli Municipi.
Vale la pena di ricordare che per sale idonee non si intende la semplice disponibilità di un locale purchessia, ma anche un dignitoso arredo dello stesso in modo da offrire ai nubendi una celebrazione che costituisca, nella circostanza immediata e nella memoria, la consapevolezza e il ricordo di un atto significativo nella vita degli interessati e della comunità cittadina.

Attualmente sono disponibili per i matrimoni civili due belle sale adeguatamente attrezzate dal Comune e due sale presso i Municipi IX e XIII .

Il secondo e importantissimo obiettivo della Consulta Laica consiste nella ricerca di strumenti giuridici e amministrativi che offrano ai nubendi la possibilità di celebrare il loro matrimonio anche in locali o luoghi diversi da quelli a ciò deputati a cura dell’Amministrazione comunale e dei Municipi.

In effetti tale possibilità non è affatto esclusa dalle normative vigenti, ma è legata esclusivamente allo stato di salute anche di uno solo dei nubendi.

Tale possibilità è stata clamorosamente utilizzata nel 2005 da una nota attrice romana che ha convolato a nozze con un altrettanto noto finanziere semplicemente denunciando una sciatalgia che le impediva di recarsi nella sala comunale il giorno previsto per la cerimonia. Quel matrimonio è stato celebrato secondo tutti crismi della legge, ma nel luogo privato appositamente scelto (e pagato) dalla doviziosa coppia.

Per evitare che questo evento costituisca un precedente pericoloso per le possibili emulazioni (che fatalmente incentiverebbero la produzione di certificati medici di dubbia veridicità) la strada scelta dalla Consulta Laica è quella di interpretare o modificare le normative vigenti in modo che la possibilità di sposarsi nei luoghi di maggior gradimento degli interessati sia offerta a tutte le coppie, ovviamente con le relative spese completamente a loro carico.

Trascriviamo qui sotto il testo della Mozione predisposta al riguardo dalla Consigliera Delegata Franca Eckert Coen che potrà essere presentata in Consiglio Comunale a completamento del lavoro di ricerca giuridica per superare gli attuali impedimenti.

“””””””””””””””””””””
MOZIONE

Considerato che la città di Roma vanta una varietà etnica, culturale e religiosa che si esprime nel pluralismo etico delle diverse concezioni del mondo e nel rispetto del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato ;

premesso che il matrimonio civile può essere celebrato in Campidoglio, nella ex chiesa di Santa Maria in Tempula, a Villa Lais e nei Municipi, siti insufficienti a garantire in tempi brevi tali celebrazioni ;

avuto riguardo al fatto che la maggior parte delle richieste per tali matrimoni si concentra nelle giornate prefestive e festive provocando liste di attesa che possono essere smaltite in tempi molto lunghi ;

considerato che i matrimoni in regime concordatario o regolati dalle ontese possono essere celebrati in molteplici luoghi a scelta degli interessati ;

tenuto conto che lo Statuto nella delineazione dei principi generali (Cap. 1, art. 1, c. 1 e 2) impegna il Comune di Roma a tutelare i diritti individuali delle persone, salvaguardare e garantire il carattere multietnico della città e le relative diversità culturali, promuovere tra i popoli il dialogo e la pacifica convivenza

IL CONSIGLIO COMUNALE

Impegna il Sindaco e l’Assessore competente a rimuovere tutti gli impedimenti che ostacolino la possibilità di scelta – prevista invece per i contraenti il matrimonio concordatario e per quello regolato dalle intese – di quei cittadini che, volendo contrarre matrimonio civile, desiderano che la sua pubblica celebrazione avvenga in luoghi di loro gradimento.

“”””””””””””””””””””””””””””””

Sarebbe peraltro auspicabile che la possibilità di officiare la cerimonia del matrimonio civile su delega del Sindaco a cura di persona particolarmente importante per la coppia interessata (ipotesi consentita dalle norme vigenti ma non molto utilizzata e pubblicizzata) potesse essere ampliata senza particolari impedimenti e difficoltà burocratiche.

La Consulta Laica esprime infine l’auspicio che questo tipo di celebrazioni possano essere estese, come in Olanda e Spagna, a qualunque coppia di cittadini che si amano indipendentemente dal sesso anagrafico o, quanto meno, venga riconosciuto giuridicamente con atto pubblico il rapporto di convivenza delle coppie di fatto.

Indipendentemente ed in attesa dal necessario procedimento parlamentare la Consulta Laica si attiverà nel frattempo perché a livello romano (Comune, Provincia e Regione Lazio) si possano istituire pubblici registri delle coppie di fatto che non prevedano discriminazioni legate al sesso anagrafico degli interessati.

Infine, sempre in tema di legislazione matrimoniale, la Consulta Laica si ritiene impegnata a sostenere nelle sedi opportune ogni proposta tesa a semplificare le procedure necessarie allo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, ad abbatterne i costi e a ridurne gli attuali tempi di attesa.


Informazioni dettagliate su modalità e procedure da seguire per la celebrazione del matrimonio civile nel territorio del Comune di Roma si posso facilmente reperire dalle apposite pagine del sito www.comune.roma.it

FUNERALI LAICI.

Per quanto riguarda la possibilità di celebrare funerali in ambienti non caratterizzati da particolari simbologie religiose la Consulta Laica è attivamente impegnata perché vengano realizzate, oltre alle già agibili “Sale del Commiato” situate nei Cimiteri del Verano e Flaminio, anche altre sale nei cimiteri periferici della Capitale.
Ci sembra utile ricordare la riattivazione del cosiddetto Tempietto Egizio del Verano, luogo tradizionalmente riservato ai funerali laici che era caduto in disuso per lungo tempo, la cui inaugurazione è avvenuta l’ 8 aprile 2003.

Al riguardo vale la pena di riproporre la relativa scheda informativa :

””””””””””””””””””””
Aprile 2003. Funerali laici : anche a Roma è oggi possibile celebrare esequie non religiose in ambienti appositamente attrezzati.

Forse per un'atavica forma di pigrizia o per una diffusa e acritica abitudine ai riti della religione cattolica, nel nostro Paese non si è mai consolidato il ricorso a cerimonie funebri di tipo laico per quei cittadini che, magari per tutta la vita, si sono professati atei o laici convinti. Oggi però la richiesta di questo tipo di cerimonie si sta ampliando grazie anche all'impegno profuso dalle associazioni atee e laiche per ottenere dalle autorità responsabili la predisposizione di luoghi adatti allo scopo.
A Roma, in particolare, sono già state appositamente attrezzate due "aule del commiato" di tipo laico, sia al Verano (il cosiddetto Tempietto Egizio) che presso il cimitero Flaminio, in una sala adiacente all'area crematoria.
Le due aule sono state attrezzate in modo semplice e sobrio, senza sovrastrutture o decorazioni richiamanti simbologie di tipo religioso, in modo da poter essere utilizzate sia per cerimonie di commiato riguardanti cittadini atei, che credenti di fede diversa da quella cattolica.
Con una sensibilità di cui va dato atto al Comune di Roma e all'Agenzia competente (AMA) sono state previste anche apparecchiature audio/video per coloro che intendono arricchire la cerimonia con discorsi commemorativi, immagini o musiche significative.
E stata avanzata richiesta perché anche gli altri cimiteri romani vengano dotati di aule del commiato adeguatamente attrezzate.
Tale situazione non è però riscontrabile nella generalità dei comuni italiani, salvo poche e lodevoli eccezioni.
Tuttavia, sia per le pressioni esercitate dalle associazioni atee e laiche che anche per la crescita rapidissima di richieste provenienti da credenti non cattolici in rapido e cospicuo aumento, è prevedibile che - compatibilmente con la proverbiale lentezza delle pubbliche amministrazioni italiane - si ampli la disponibilità di aule del commiato laiche e multifunzionali.
Cresce parallelamente anche la possibilità della cremazione, grazie anche alla legge N. 130/2001 che fra l'altro prevede anche la possibilità di conservazione o dispersione delle ceneri in luoghi diversi da quelli prima obbligatoriamente deputati, i fornetti dei cimiteri. Il che fra l’altro significa un notevole crollo economico dell'indotto relativo : costruzione e gestione dei siti e pratiche di intermediazione per le cerimonie funebri.
Ricordiamo che chiunque sia interessato ad un funerale laico deve dare precise disposizioni testamentarie al riguardo, anche per evitare che eredi o familiari troppo legati a tradizioni di tipo religioso tradiscano la volontà del defunto.
Diciamo infine, come curiosità, che a differenza delle cerimonie funebri cattoliche che seguono una precisa ed immodificabile ritualità, la cerimonia di tipo laico può essere articolatamente definita e personalizzata anche nel testamento.


Successivamente, in data 22/06/2005, sempre in tema di cerimonie funebri laiche o comunque non di rito cattolico, la Consulta Laica ha collaborato ad una serie di iniziative di cui offriamo una sintesi tratta da una Relazione a firma della Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multienicità Franca Eckert Coen.

“”””””””””””””””””””””””

Dai sopralluoghi effettuati nei cimiteri e dagli incontri con i Responsabili dei servizi funebri e cimiteriali, con i rappresentanti della “Consulta delle Religioni”, della “Consulta per la Libertà di Pensiero e la Laicità delle Istituzioni” e dell’Associazione romana cremazione è stata elaborata la seguente relazione finalizzata ad un globale miglioramento e adeguamento dei servizi alle attuali esigenze locali.


I luoghi del Commiato

Premessa
In una società multiculturale come la nostra, il rito funebre dovrebbe consentire l’espressione di credenze e visioni del mondo alquanto eterogenee. E’ oggi fortemente avvertita l’esigenza di avere a disposizione spazi aperti, multiconfessionali o aconfessionali che permettano il ricorso a simboli, gesti, pratiche e parole differenti.
Il rito funebre, infatti, è una potente espressione di identità sociale. L’apertura, la tolleranza e l’accoglienza si esprimono dunque anche nella capacità di consentire, attraverso il rito funebre, il dispiegarsi di altre logiche culturali.
Una realtà sfaccettata, in gran parte secolarizzata, decisamente incanalata nella pluralità dal punto di vista culturale, etnico e religioso non è necessariamente antiritualista: quando abbandona i grandi riti collettivi perché non riesce più a riconoscersi in essi, tende a percepire come problema la mancanza di ritualità e ad inventare altre forme per esprimere contenuti che sono cambiati, ma che rispondono comunque al bisogno di uno spazio, di un tempo e di un linguaggio rituali per la condivisione del dolore.
Ecco quindi che la richiesta di aree cimiteriali e di sale di commiato destinate a onorare degnamente i defunti non proviene soltanto dalle minoranze religiose presenti nella città ma anche dal fermento del mondo civile che, sempre più secolarizzato, chiede ai suoi amministratori di dargli la possibilità di celebrare riti non religiosi, personalizzati, volti a commemorare la vita di chi è scomparso.
Presso l’Ufficio della Consigliera Franca Eckert Coen hanno sede 3 Consulte: quella dei laici, delle religioni, delle cittadine straniere. Ognuna di queste realtà necessita di attenzione specifica in relazione al commiato, ecco perché le esamineremo separatamente.

Il rito laico

Gli uomini del nostro tempo, anche quando hanno perso i legami con la propria tradizione, continuano a manifestare l’esigenza di un trascendimento della morte, mediante gesti e parole simboliche, mediante un rito.
Essi esprimono una nuova tendenza che è quella di commemorare i propri morti in modo più personale, parlando di chi non è più, ricordando la sua vita, i suoi affetti, le sue preferenze, il segno da lui lasciato su questa terra. Si tratta di una memoria che ha il suo luogo di elezione nella mente e nel cuore di chi rimane, oltre che nelle tombe o nelle cellette cinerarie di un cimitero o di un crematorio.
Inoltre il rito, che riunisce parenti e amici intorno al morto, sottolinea l’appartenenza di quest’ultimo all’umanità, lo reintegra nel gruppo sociale e familiare, attribuendo così un significato alla sua vita, malgrado quel limite, a dispetto della finitezza.
Infine il rito permette, nella condivisione del dolore, di far percepire ai sopravvissuti che la loro solidarietà alimenta il desiderio di una continuazione della vita, li sottrae alla sofferenza bruta e senza nome, consente di riconoscere e accettare l’accaduto.
L’esigenza di un rito laico volto a commemorare la persona quale era in vita risponde alla cultura della nostra epoca, che molta importanza attribuisce all’individualità di ciascuno. Indipendentemente dalle fedi religiose, molto avvertita è l’esigenza di avere un momento privato per dire addio ai propri cari nel modo che si ritiene più idoneo a commemorare ciò che lo scomparso fu e rappresentò per coloro che lo hanno amato.
La nostra società è fondata sulla convinzione della unicità e insostituibilità di ogni individuo: è pertanto comprensibile che l’addio sia pensato come una commemorazione del significato dell’esistenza, del ruolo sociale, delle relazioni amicali e affettive di chi è scomparso.
Gli elementi di questo rito del commiato potranno essere l’ascolto di musica, il silenzio e la riflessione, la lettura di brani poetici o letterari, i discorsi o gli elogi funebri, alcuni gesti che assumono per ognuno di coloro che li scelgono un significato simbolico.


Annotiamo qui di seguito alcuni brevi punti comuni a tutti i richiedenti, siano essi laici, appartenenti a minoranze religiose o etniche e già dibattute e concordate con i referenti dell’A.M.A.

- Creare delle sale di commiato in tutti i municipi e nei cimiteri ove non siano ancora state allestite
- Creare dei luoghi dove poter esporre le salme a livello locale
- Rendere la cremazione più dignitosa e ottenere almeno due luoghi dove poterla effettuare
- Istituire la figura del cerimoniere
- Pubblicizzare adeguatamente luoghi e possibilità a disposizione

La Consulta Laica, in particolare, ha richiesto la realizzazione o il potenziamento delle seguenti strutture :
• sale per commiato laico
• forni per la cremazione
• aree per lo spargimento delle ceneri


A conclusione di questo capitolo dedicato ai funerali laici ci sembra utile ricordare che per quanto riguarda la cremazione sono state approvate recentemente normative molto innovative soprattutto per quanto riguarda la dispersione e anche la conservazione delle ceneri a cura dei parenti del defunto.

Informazioni sulle cerimonie laiche e sulla cremazione, relativamente al Comune di Roma, possono essere richieste all'AMA - Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) Via del Verano, 74 tel.: 06.492361 oppure in internet dai siti :
http://servizifunebri.amaroma.it/ e http://servizifunebri.amaroma.it/contattaci/
o via e.mail servizi.funebri@amaroma.it

“”””””””””””””””””””””””””””””””””

Considerazioni di carattere statistico in ordine al numero di cittadini romani di ispirazione laica.

Pur non essendo possibile quantificare i cittadini in base al generico termine di “laici” esistono informazioni di insospettabile fonte cattolica e indagini statistiche di seri istituti di ricerca demoscopica che offrono un panorama significativo per quanto riguarda i cittadini atei, agnostici o non appartenenti ad alcuna specifica religione. Nel 2003 la Pontificia Università Urbaniana, ad esempio, nel citare gli atti di un Convegno rilevava una percentuale complessiva delle tre categorie pari al 18% della popolazione italiana. Abbiamo invece dati molto più precisi per quanto riguarda la città di Roma dove, da una ricerca curata nel 2004 dal prestigioso Istituto Piepoli per conto della Fondazione Roma-Europa presieduta dal prof. Giuseppe De Rita, risulta una percentuale del 6,2 % riferita però ai soli cittadini dichiaratamente atei. Anche se limitatamente a questa categoria si tratterebbe quindi di circa 200.000 romani. Se aggiungiamo poi i cittadini che, pur non essendo atei, rivendicano il rispetto della loro ispirazione laica e si può facilmente ipotizzare una cifra doppia se no addirittura tripla. Riteniamo che a questi cittadini debba essere riservata la stessa attenzione dedicata non solo alla presumibile maggioranza cattolica, ma anche relativamente alle pur legittime aspettative delle molto più esigue minoranze religiose alle quali, giustamente, viene riservata ogni doverosa e legittima attenzione.


Giulio C.Vallocchia
Presidente di NO GOD – Atei per la laicità degli stati
www.nogod.it




COMUNICATO STAMPA
Presso la Sala Rossa - Campidoglio è stato siglato oggi il Protocollo di intesa sull'istituzione e sul funzionamento della CONSULTA PER LA LIBERTA' DI PENSIERO E LA LAICITA' DELLE ISTITUZIONI tra la Consigliera Delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità on. Franca Eckert Coen e le seguenti Associazioni laiche : Associazione Democratica Giuditta Tavani Arquati, Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno, Democrazia Laica, Italia Laica, Liberauscita, NO GOD-Atei per la laicità degli Stati, Società Laica e Plurale, UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
Le associazioni firmatarie sono impegnate nella difesa della libertà di pensiero e della laicità - valore fondamentale costituzionalmente affermato - e nella promozione di iniziative tese a renderne praticabili tutte le potenzialità.
Oltre alle Associazioni che oggi hanno firmato il Protocollo di intesa, possono chiedere di aderire alla Consulta le associazioni attive a Roma, regolarmente registrate con atto pubblico, impegnate nella difesa della laicità delle istituzioni.
La Consulta promuove le seguenti attività: seminari sulla libertà di pensiero e la multiculturalità, seminari sul tema della laicità, eventi culturali attinenti alla libertà di pensiero, visite guidate ai luoghi e ai monumenti significativi nella storia della libertà di pensiero e della laicità, attenzione sulla correttezza delle notizie attinenti ai temi della Consulta, rapporti con realtà simili in Italia e all'estero.
La Consigliera Franca Eckert Coen ha siglato, nel dicembre del 2002 un analogo protocollo denominato Consulta delle Religioni nella città di Roma.
Schede delle Associazioni firmatarie, protocollo e attività dell'on. Eckert Coen sul sito www.roma-intercultura.it
6 febbraio '04
Per maggiori informazioni su questo protocollo:
Tiziana Ficacci 3394847240
Ufficio della Consigliera Delegata alle Politiche della Multietnicità



PROTOCOLLO D'INTESA - COMUNE DI ROMA

Protocollo di intesa sull'istituzione e sul funzionamento della
"CONSULTA PER LA LIBERTÀ DI PENSIERO E LA LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI"
tra la Consigliera Delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità e i rappresentanti delle seguenti associazioni laiche:
Associazione Democratica "Giuditta Tavani Arquati",
Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno",
Democrazia Laica,
Italialaica.it,
Liberauscita,
NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati,
Società Laica e Plurale,
UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti;

premesso che la pluralità di opinioni e la libertà di esprimerle e viverle coerentemente, nel rispetto delle leggi, è un valore irrinunciabile garantito dalla Carta Costituzionale;

e che le plurali concezioni del mondo che si fondano sui valori della laicità e della democrazia hanno tutte pari dignità e diritto al rispetto da parte delle Istituzioni;

tenuto conto che il Comune di Roma intende dialogare e collaborare con tutte le comunità e associazioni di cittadini regolarmente costituite nel territorio, indipendentemente dall'ispirazione ideale che le caratterizza;

che le Associazioni firmatarie sono impegnate sia nella difesa della libertà di pensiero e della laicità, come valore fondamentale costituzionalmente affermato, che nella promozione di iniziative tese a renderne praticabili tutte le potenzialità;

che stanti queste premesse, tutte le parti sopracitate intendono stipulare il presente Protocollo d'Intesa che istituisce la "CONSULTA PER LA LIBERTÀ DI PENSIERO E LA LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI" e ne stabilisce le modalità di funzionamento attraverso il presente statuto:


Articolo 1

È costituita, presso l'Ufficio della Consigliera con delega del Sindaco di Roma alle Politiche della Multietnicità, la "CONSULTA PER LA LIIBERTÀ DI PENSIERO E LA LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI".


Articolo 2

Oltre alle associazioni firmatarie del presente Atto, possono chiedere di aderire alla CONSULTA le associazioni attive nel territorio della Capitale regolarmente registrate con atto pubblico, ispirate alla libertà di pensiero e che per statuto siano impegnate nella difesa della laicità delle Istituzioni e nella promozione di iniziative tese ad attuarne le potenzialità.


Articolo 3

Le richieste di adesione pervenute alla Delegata dei Sindaco da parte di nuove associazioni, sentito il parere della CONSULTA, saranno perfezionate, in occasione della prima riunione utile, mediante la sottoscrizione del presente Atto con le modalità di cui al successivo art. 4.


Articolo 4

Le rappresentanze delle diverse associazioni, nominate con comunicazione scritta a cura del legale rappresentante delle stesse, sono composte da due membri, di cui uno solo con diritto di voto.


Articolo 5

La Consigliera con delega del Sindaco alla Politiche della Multietnicità convoca la CONSULTA per stabilire il programma delle iniziative tenendo conto delle proposte ricevute e approvate e delle risorse finanziarie disponibili.
L'Ufficio della Consigliera garantisce la stampa e la diffusione del programma delle attività della CONSULTA.


Articolo 6

La CONSULTA promuove le seguenti attività:
- incontri e seminari sul tema della libertà di pensiero e della multiculturalità;
- incontri e seminari sul tema della laicità delle Istituzioni e delle iniziative tese a estenderne il valore e le potenzialità;
- eventi culturali e artistici attinenti alla libertà di pensiero;
- visite guidate ai luoghi e ai monumenti significativi nella storia della libertà di pensiero e della laicità;
- formazione di operatori nelle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi comunali finalizzata allo sviluppo della libertà di pensiero e della laicità;
- diffusione di informazioni nei media e osservazione sulla correttezza delle notizie attinenti ai temi di interesse della CONSULTA;
- rapporti con realtà similari sia in Italia che all'estero;
- qualunque altra iniziativa che venga ritenuta utile ai fini della diffusione della conoscenza della CONSULTA e al raggiungimento delle sue finalità.

Per il Comune di Roma: La Consigliera Delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità
Franca Eckert Coen

Per l'associazione Democratica "Giuditta Tavani Arquati":
Sandro Masini

Per l'associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno":
Maria Mantello

Per Democrazia Laica:
Enrico Modigliani

Per Italialaica.it:
Mirella Sartori

Per Liberauscita:
Antonio Scaglione

Per NO GOD - Atei per la laicità degli Stati:
Giulio Cesare Vallocchia

Per Società Laica e Plurale:
Enzo Marzo

Per la UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti:
Sergio D'Afflitto


Roma, 6 febbraio 2004


Visite dall' 1/09/06
Free web counter