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21/08/08 - Scrive D.G. sulla Lista _di_Geopolitica "...Scrive R. A. M. di Genova e da Genova: |
| 10/07/08 - Waste armando gnisci Noialtri letterati diciamo che l’Ulysses di Joyce ha travolto e reinventato il romanzo e che il poema di Thomas S. Eliot, The Waste Land (che traduciamo senza alcun dubbio da decenni, da Praz in poi, La terra desolata) abbia rappresentato lo stesso valore per la poesia. Ma ”Waste” sta scritto sui cassonetti della spazzatura in UK e quindi oggi sappiamo veramente, dopo quasi un secolo, dove è “La Terra della Mondezza”, l’Italia. (I due testi cardinali uscirono entrambi nel 1922). Ieri ho scritto “ a prescindere da di Pietro, Flores d’Arcais, Grillo e tutti gli altri” e così via, oggi torno sull’a prescindere, e lo cancello. Voglio parlare proprio della “spazzatura”, parola di Doppiopetto G8 in missione nel Hokkaiddo, usata per definire la manifestazione di Navona 2008 contro di lui e la sua faccia di corno. Tutti i partiti e movimenti, istituzioni e boccheaperte (vedi Cicchetto, Bocchino, Veltroni ecc.) televisivi si sono indignati al massimo, seguendo il vessillo nipponico di Silvio. Festa della Monnezza a Piazza Navona, di Pietro infame e fuorilegge, Guzzanti demente, Camilleri ‘na pena, Grillo transumante verso l’inferno, non c’è più la democrazia e la vera opposizione non si sa…; abbasso i comici e i satiri ecc. Il circuito della monnezza si è chiuso a Piazza Navona e nella oscenità della “polemica” seguente: il Doppiopetto ha prodotto spazzatura in politica (prima di lui abitata da larve clericali – Andreotti aeternus – e da vecchi antifascisti intrattabili – Pertini ai mondiali dell’82) dalla sua discesa libera in campo a ridosso di Craxi e di Mani pulite. Da lui prende consistenza e produzione la monnezza in Italia e ne discende tutta; la Manifestazione a Pza Navona è, quindi, l’unica opposizione vera contro di lui: monnezza; ma cambiata un po’ di segno: ora, necessaria e surrealista, metafisica e grottesca, infatti, essa torna a colpire il ricco mandante e il principio fetente, proprio alla sua altezza e stringe il fermaglio della trappola del truman show che avvita tutti noi. Veltroni è un discendente delle larve, immemore e svagato, buono solo per la mondanità e per la rotta perduta per l’Africa, matrix è il suo refrigerio, nido e sito. Pza Navona, insomma, conferma che l’opposizione non esiste in Italia: è una mummia larvale in Parlamento e un carnevale disarticolato (voglio dire, non un caos robusto) di grilli e flores in piazza. Resta una sola via per opporsi: intellettuale e di massa critica, di resistenza e di inimicizia assoluta (sic) verso il quadrilatero della Monnezza/Waste: la menzogna, il dissesto/ingiustizia, la volgarità e gli uomini vuoti che ci camminano sulla testa. 10 luglio 2008 |
9/07/08 armando gnisci |
20 Maggio 2008 - dal nostro amico D.C. La strambata della cARFAGNA L'approssimazione dell'ultima esternazione del Ministro delle DISpari opportunità mi lascia quasi indifferente. Nulla di più potevo aspettarmi da una persona che arriva ad affermare una ipotetica quanto strampalata sterilità costituzionale di molti (tantissimi) cittadini omo/bisessuali. Il patrocinio non è effettivamente un contentino, né un regalo come e non è un'elemosina. Il patrocinio è la condivisione ufficiale, l'appoggio istituzionale alla manifestazione e ai suoi princìpi. In tutta la sua coerenza, il Ministro cARFAGNA non può che negarlo. I modi, i tempi e i toni sono asolutamente riprovevoli, degni di critica e certamente insufficienti sul rendimento sociale del dialogo tra le parti. Il clima di "minimization" attuato dal Ministro delle DISpari opportunità e a tratti scandaloso. Obiettivo: Ridurre il problema fino a farlo apparire inesistente, fino a farlo apparire pretestuoso. E' scandaloso prima di tutto perché ammette l'inesistenza di discriminazioni basandosi su dichiarazioni di suoi amici omosessuali. E' vecchia la storia che tutti noi abbiamo amici omosessuali e che tutti i nostri amici omosessuali sono NORMALI. Però da essere normali a sostituirsi a indagini, statistiche e studi di categoria elaborati da associazioni che nel tema ci vivono quotidianamente, credo che di differenza ce ne sia. A questo punto, in piena coerenza con la millantata discriminazione, aboliamo, cancelliamo e perseguitiamo tutte quelle associazioni cialtrone che non vogliano ammettere la pacifica integrazione degli omosessuali nella nostra società. Le dichiarazioni si vestono di scandalo e incredulità anche quando la stessa cARFAGNA, appoggiata a ruota da lUCA vOLONTé dell'UDC, ammette che non appoggerà nessuna proposta di riconoscimento di quelli che "la sinistra gay chiama diritti » ma che effettivamente sono « i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali » (vOLONTé dixit http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24452&sez=ELEZIONI2008 ) Non c'è bisogno di interpretazione autentica per capire quanto le dichiarazioni mirate a « minimizzare » la questione, stiano andando verso lo stravolgimento delle parti. Ebbene si, adesso si sta andando verso un deciso cambiamento di rotta sulla questione che porta ad una traslazione dei ruoli. Adesso sono le famiglie e gli eterosessuali ad essere discriminati. Mi limito solo a ripetere che tutti coloro che affermano ciò non specificano « come, dove, quando e perchè » avvenga questa presunta discriminazione ad opera degli omosessuali a scapito degli etero. La strambata si completa con la ciliegina sulla torta arrivata proprio mentre sto scrivendo queste righe. Ecco l'ultima dichiarazione del Ministro cARFAGNA : « I GAY SONO DISCRIMINATI e sarà cura del suo dicastero sollevare ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali. Il Ministro è anche cosciente delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle universita' e nei luoghi di lavoro e crede che l'Italia abbia il dovere di contrastarle con fermezza ». Sembrano così lontani i tempi in cui la medesima credeva « che l'omosessualità non sia più un problema », i tempi in cui cercava « omosessuali non assunti o licenziati per la propria condizione » e dichiarava a pieni polmoni che « l'integrazione nella società esiste ». Invece sono bastate solo poche ore per affermare l'esatto contrario. Spero solo che gli amici omosessuali della cARFAGNA (sempre che ne abbia) si rendano conto di quello che hanno combinato durante l'ultimo té delle cinque preso a casa del Ministro. Articoli di riferimento : http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_arcigay_a0dca186-25ab-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Roma-15:55/3129188/7 |
14 maggio 2008 - "Il ministro delle disPARI opportunità" (riceviamo dal nostro amico D.C.) E' da un po di tempo che non prendo spunto da articoli che attirano la mia curiosità. Questo non è certamente dovuto all'assenza di articoli pseudo-omofobici-pro-clericali. Navigando a memoria, ricordo ad esempio la "tenebrosa" vicenda di quella "torbida" storia torinese della "losca" sauna dove gli avventori giravano ADDIRITTURA seminudi e coperti solo con un asciugamani attorno alla vita. Roba da non credersi! Chissà se nelle saune degli antichi romani si girava in frac o in black tie. Non può che sovvenirmi anche l'intervento di pAPA bENEDETTO XVI con il quale detta tempi e (ovviamente) modalità della mia attività sessuale. Sorrido maliziosamente, invece, se penso all'appello di qualche giorno fa dell'Osservatore Romano che lamenta l'assenza nell'attuale Governo di esponenti di estrazione cattolica. La malizia alberga comodamente nei miei pensieri se mi soffermo a riflettere su tutte le dichiarazioni degli attuali "governanti" in tema, per esempio, di diritti civili o di aborto. Sempre ad esempio, non sono lontanissime nel tempo le dichiarazioni di.. come si chiama.. quella soubrette che fece quel calendario tutta ignuda (foto artistiche, si intende). Colei che adesso è al governo.ah ecco, la Sig.ra cARFAGNA, ovvero il MINISTRO DELLE disPARI OPPORTUNITA'. Quanti di noi hanno gia dimenticato le sue dichiarazioni sui gay "costituzionalmente sterili". Se ci soffermassimo attentamente sulla sola analisi delle parole, potremmo tranquillamente, senza timore di vedercela respinta, avanzare una mozione di sfiducia alla neonominata, per palese conflitto di attribuzioni con l'aggettivo "PARI" che è parte integrante della denominazione del suo compito istituzionale. La Costituzione sarà pure sterile ma di fatto è anche INERTE nei confronti di tali situazioni. Eppure il tutto risale solo allo scorso febbraio e non credo che possa essere sopraggiunto un cambiamento tale da poter giustificare un cambio di rotta della sua personalità a tal punto da farle guadagnare quel posto da Ministro. Non ce l'ho con lei, non con chi l'ha nominata e nemmeno con chi l'ha votata. Il mio sdegno va tutto a chi non ricorda, non sottolinea e non rispolvera le sue dichiarazioni. A chi non ricorda che l'attuale Ministro delle disPARI opportunità si rivolgeva al deputato lUXURIA con locuzioni di indubbia connotazione maschile come "il collega Guadagno", ignorando volontariamente così la palese volontà di genere sessuale della diretta interessata. Com'è possibile che nessuno porti alla ribalta dell'opinione pubblica l'imperdonabile incoerenza della carica di "Ministro delle pari opportunità" con la sua dichiarazione di "sterilità costituzionale dei gay" dovuta alla impossibilità genetica di riprodursi, ignorando del tutto così la terrifica similitudine con una legge di hitleriana memoria che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi ? E mi fermo qui senza entrare nei dettagli genetici della indiscutibile possibilità reale per lesbiche e gay di riprodursi al di fuori della propria unione omosessuale senza per questo mutare il proprio orientamento sessuale : Serebbero briciole per nutrire i colti e rocce da digerire per gli stolti. La mia malizia mi porta ancora a sorridere delle dichiarazioni dell'Osservatore anche se penso al Ministro bONDI, che si differenzia dalla bINDI solo per una lettera del cognome. Benchè il suo esordio politico lo vede sindaco comunista, non ha mai fatto segreto del suo profondo sentire cattolico. Una conferma, benchè non determinante, del suo interesse verso una filosofia non certo nemica alla dottrina clericale, la abbiamo anche nella scelta di laurearsi in filosofia all'Università di Pisa con una tesi su Leonardo Valazzana, predicatore agostiniano e avversario di Girolamo Savonarola. Forse la punta della sua radice politica è effettivamente macchiata di rosso comunista ma di certo tutto il resto del fusto, fino all'estremità della chioma, non può certo dirsi anticlericale. Dopo tanta malizia, una recriminazione però me la si permetta. Perchè l'Osservatore non si è lagnato della imponente presenza cattolica nel precedente governo di centro-sinistra invece di cassare con sentenza definitiva e senza rinvio la nomina di Capezzone, ex radicale, a portavoce di Forza Italia ? Per carità, non chiamamola ingerenza, ormai questa definizione è stata bandita dalla politica, dalla critica, dalla satira e, prossimamente, anche dal dizionario della lingua italiana. Del resto, l'Osservatore si può consolare con la dichiarazione del Presidente del Consiglio Berlusconi che, come buon auspicio al suo quinquennio, invoca l'aiuto del « buon Dio » (ammettendo di fatto l'esistenza di divinità « cattive ») senza specificare, da buon politico, a quale « Dio » rivolge il suo appello e, inoltre, affidandosi alla laicissima « sorella fortuna », antitesi perfetta del volere divino. Alla stessa fortuna, che per un popolano come me si può tranquillamente definire « culo » , rivolgo il mio personale appello a non vedere cestinato irrimediabilmente il mio diritto di essere rispettato, tutelato e amministrato in quanto cittadino non legato necessariamente a presupposti religiosi, sessuali o razziali. Ho avuto il culo di nascere in un paese civile, laico e democratico. Che questo mio culo non si limiti solo sulla carta. D.C. |
5/05/08 - Informazione pescata in una mailing list. Il peer to peer "ruba" i redditi on line. E i dati fiscali ormai restano in Rete |
22/04/08 - I diritti umani non discendono da alcuna immaginaria divinità Ospite dell’istituto di studi americani a Roma, Ronald Dworkin, considerato uno dei filosofi viventi più interessanti, ha presentato uno studio su Religion and the Foundation of Human Rights nello stesso giorno in cui il papa interveniva all’Onu. Di seguito riportiamo stralci dell’intervento dello studioso americano tratti da un commento di Mario Ricciardi per il Riformista … Dworkin sostiene che non c’è bisogno di un fondamento religioso per l’idea di diritti umani e che anche i credenti dovrebbero ammettere che i principi della moralità politica – incluso quello che protegge la libertà di culto – hanno una giustificazione indipendente dalla religione. … Benedetto XVI rivendica l’autorità divina per giustificare l’esistenza di diritti che precedono quelli stabiliti dalla legge positiva e limitano il potere dei legislatori. La posizione ufficiale della Chiesa cattolica delinea un modello di rapporti tra religione e diritto che Dworkin respinge come incompatibile con il liberalismo. … Il diritto di libertà religiosa concepito in questo modo non presupporrebbe alcun diritto più generale da cui esso discende. Non presupporrebbe un diritto generale a decidere nelle materie che sono di importanza etica fondamentale per ognuno di noi: il diritto di abortire, o di essere omosessuali senza incorrere in sanzioni,… una società tollerante non può accettare un resoconto così ristretto del fondamento della libertà religiosa. … Dal punto di vista liberale, la giustificazione normativa della libertà religiosa si trova in un principio fondamentale che non dipende dalla religione stessa e genera una concezione più generosa delle sfere di valore in cui gli individui devono essere lasciati liberi di scegliere per sé. … una società tollerante non confessionale deve trattare la libertà religiosa come un caso di un più generale diritto di libertà non solo religiosa ma etica. |
16/01/08 - Il papa alla Sapienza. Pubblichiamo due commenti in ordine di ricevimento e ringraziamo gli autori. 15/01/08 - Contributo di Paolo Dune sulla controversa vicenda del papa alla Sapienza. Da www.paolodune.it Non si fa a tempo a commentare una notizia, che ne esce un'altra... Il papa è stato invitato dal rettore dell'università di Roma "la Sapienza" all'inaugurazione dell'anno accedemico. Galileo aveva dato forfait all'ultimo minuto e il rettore non sapeva come occupare il palinsesto. L'alternativa era tra invitare un comico o una ballerina, e si è pensato che la verve del papa fosse più indicata alla circostanza. Ovviamente il papa è stato lieto di accettare l'invito, essendo previsto anche un rinfresco. Ma la cosa ha deluso alcuni docenti ed alcuni allievi, che preferivano ascoltare Galileo. L'accoglienza poco calorosa ha quindi offeso il Vaticano, abituato ad inni di giubilo, e l'onorevole Gasparri ha fatto subito da eco proponendo l'arresto degli infedeli. Inaugurazione dell'Anno Santo, presso la Basilica di San Pietro:- ore 10,00: Apertura dei lavori da parte del papa, che benedice i presenti e introduce gli ospiti; L'articolo completo è disponibile su www.paolodune.it 16/01/08 - Un contributo di Stefano Faraoni sulla controversa vicenda del papa alla Sapienza. da http://loscientista.blog.kataweb.it/ “Il processo a Galileo fu ragionevole e giusto.” Ratzinger all’Università e una definizione dell’amore. Prescindiamo da valutazioni e riflessioni articolate, a carattere più o meno politico, sull’invadenza mediatica del pontefice e sui rapporti fra Stato e Chiesa. L’onnipresenza papale, di divina derivazione, sui telegiornali e sui giornali è ormai un dato acquisito; così come le quotidiane incursioni del Vaticano nella vita dello Stato. Quello su cui vorremmo principalmente soffermarci è l’aspetto culturale della presenza religiosa nel nostro Paese; su questo vorremmo auspicare una sorta di “valutazione di impatto culturale”, sulle cui conseguenze a nostro avviso non si ragiona abbastanza. Come le ben note, e sovente disattese, “valutazioni di impatto ambientale”, prima di accedere con nonchalance alla acquiescente e pacificatrice tesi del diritto di ognuno ad esprimersi (ivi compreso il Papa, sul cui diritto siamo ovviamente d’accordo), è bene si faccia una disamina approfondita e preventiva di “con chi abbiamo a che fare e di quali idee sia portatore”. Proprio come nelle valutazioni preventive di impatto ambientale, questo è l’unico modo per prevenire disastri sulla cui irreversibilità ragioneranno le prossime generazioni. Partiamo dei fatti, o meglio, dalla scomparsa dei fatti, come ci racconta Travaglio nel suo omonimo bel libro. In tempi un po’ meno sospetti, all’incirca un paio d’anni fa, denunciammo con veemenza il ritorno di un modo di ragionare, o sragionare, assunto come atteggiamento etico per secoli, mortificante per la crescita umana, sintetizzato dalla ora conosciutissima affermazione di Ratzinger, pronunciata all’università di Parma in una lectio magistralis: “Il processo a Galileo Galilei fu ragionevole e giusto.” Come un fuoco che cova sotto la cenere, qualcuno ogni tanto soffia per ravvivare la fiammella dell’intolleranza (quella vera) per illuminare i contorni di una visione dogmatica e asfittica dell’esistenza, pervasa da un modo di pensare che volta le spalle alla ragione (quella vera) ed alla libertà. Nello stesso modo in cui papa Ratzinger l’altro giorno ha detto messa voltando le spalle ai fedeli in occasione dei battesimi ( e questo non è un richiamo alla spiritualità, ma un richiamo al distacco). Pronunciare quella frase vuol dire alcune cose. Innanzitutto la legittimazione dell’inquisizione come metodo di giudizio: cioè legittimare la costrizione; il reato d’opinione; l’inversione dell’onere della prova (prima sei colpevole, sta a te dimostrare che non lo sei); l’impossibilità di difendersi adeguatamente; l’utilizzazione di mezzi violenti per raggiungere il risultato. Su quest’ultimo punto ci sia consentito, nonostante le smentite più o meno ufficiali sulla tortura di Galileo, riportare un passo della sentenza di condanna che non sembra lasciare dubbi in proposito: “ E parendo a noi che tu non avessi detto intieramente la verità circa la tua intenzione, giudicassimo esser necessario venir contro di te al rigoroso esame; nel quale, senza però pregiudizio alcuno delle cose da te confessate e contro di te dedotte come di sopra circa la detta tua intenzione, rispondesti cattolicamente.” Il rigoroso esame è la tortura. Per l’appunto, il processo a quest’uomo fu ragionevole e giusto. Il secondo punto che ci preme sottolineare è quello che riguarda il fatto, il merito del processo, l’oggetto della condanna: “ Diciamo, pronuntiamo, sentenziamo e dichiariamo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S. Off.o vehementemente sospetto d’heresia, cioè d’haver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle sacre e divine scritture, ch’il sole sia centro della Terra e che non si muova da oriente a occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo…omissis . “ Cioè a dire, Galileo è stato condannato per aver sostenuto che non è il Sole che gira intorno alla Terra, ma è la Terra che gira intorno al Sole. E il processo a Galileo fu giusto e ragionevole. Ora, ci permettiamo sommessamente di ricordare che Galileo Galilei è universalmente conosciuto e riconosciuto come il padre della scienza moderna. Il metodo sperimentale, la ricerca della prova, la minuziosità comportamentale del lavoro scientifico, sono i prodotti della sua intelligenza, della sua caparbietà, della sua voglia di conoscenza, di superare il limite, di andare oltre. Di essere uomo. Se oggigiorno lavoriamo col computer, ci spostiamo con la macchina, comunichiamo coi satelliti, diagnostichiamo in tempo malattie una volta ritenute incurabili, lo dobbiamo in gran parte a lui. Ebbene, la culla della scienza, l’università “La Sapienza” di Roma, ospiterà il suo più grande detrattore, colui che a quasi quattrocento anni dal processo, non ha trovato di meglio che confermare l’inquisizione e la giustezza di quell’atto malvagio di condanna. Che è la condanna della scienza. Se un Papa dice ai biologi che non bisogna prendere sul serio Darwin oppure che è inammissibile rifiutarsi di ascoltare le tradizioni della fede cristiana, ha diritto di parola all’università? Ha diritto, come lo hanno tutti; ma parimenti tutti hanno il diritto, ed anche il dovere morale, di sapere con chi si ha a che fare, di quale tradizione e cultura cristiana egli è portatore. Hanno il diritto e il dovere di sapere che la religione non è l’unica portatrice di valori e che se i valori sono questi, il compito civile ed etico di ogni cittadino è di allontanarsene e cercarne altrove. Nonostante tutto, la Terra gira e continuerà a girare intorno al Sole, le malattie incurabili diverranno sempre più curabili, e la scienza, al contrario della religione, metterà sempre in discussione tutto, anche se stessa. Un coraggio che la religione raramente ha avuto, e men che mai oggi. Il sogno di John Lennon, quella meravigliosa ed eterea visione della vita scritta in una delle più belle canzoni di tutti i tempi, Imagine, è ancora lontano da venire : “Immagina un mondo senza inferno né paradiso… e senza religione.” Un modo originale, ma anche terribilmente vero, di definire l’amore. Roma, 15/1/2008 http://loscientista.blog.kataweb.it/ |
15/10/07 - Il Talebano Scarlatto di Roma S.F. |