20/12/08 - Madonne a martellate sulla testa di tutti. Non solo i crocifissi e i padripii. ma anche la madonne devono essere imposte nei pubblici edifici come simbolo religioso obbligatorio per tutti. Come i versetti del Corano nei paesi in cui vige la sharìa. E dalla Sicilia, che qualche eredità islamica ce l'ha nelle sue radici, un nostro cortese lettore ci segnala questo episodio di talibanesimo cattolico.
19/10/08 - Malgrado i miei appelli alla Stampa, ad associazioni varie, a personalità politiche ed intellettuali, il ”caso della Madonna Addolorata” (vedi www.casogalvagno.blogspot.com) non ha trovato riscontri nemmeno tra quei partiti cosiddetti “laici” che in questi giorni manifestano chiedendo il rispetto della Costituzione.
La questione degli altarini all’interno del Palazzo Comunale ha fatto cadere qualunque altra considerazione giuridica, se non morale, circa la condotta della Pubblica Amministrazione e le sue responsabilità. Così il sottoscritto Pietro Galvagno ha capito una cosa: in Italia SI GIOCA ad essere intellettuali, laici e liberali, senza mai esporsi. Rimuovere due altarini in un Paese cattolico è troppo impopolare, e assai più complicato che far cadere il Governo ( … e poi critichiamo i Paesi islamici ).
Purtroppo, anche la Magistratura pare appiattirsi su posizioni populiste: sono passati cinque mesi da quando è stato presentato il ricorso, e la Cassazione non ha ancora fissato nemmeno la data per l’udienza.
Questo “caso della Madonna” è una patata bollente e nessun giudice vuole scottarsi le dita. Per come la vedo io, a questo punto magistrati della Cassazione hanno solo tre possibilità:
-annullare il provvedimento contestato, ristabilire la legalità costituzionale, e sopportare la dannazione del Vaticano;
-confermare il provvedimento contestato, e autorizzare implicitamente tutti i comuni d’Italia ad elevare altari cattolici in tutti i Palazzi Comunali e nei locali della Pubblica Amministrazione( … e già immagino la gara a chi lo fa più bello!), con la benedizione del Vaticano, ma col biasimo di tute le confessioni religiose diverse della cattolica e dell’Europa Unita;
-negare la propria competenza, tergiversare con cavilli giuridici e burocratici, evitando di affrontare la questione, sperando che le conseguenze della crisi economica in atto stendano una coltre d’oblio sull’intera faccenda: ma in questo caso la Magistratura perderebbe la faccia.
Al di là delle angherie che ho subito per aver osato sollevare la questione, quello della Laicità dello Stato è un Principio fondamentale, la cui violazione altera la fisionomia della Repubblica.
La collocazione di statue, icone e quant’altro abbia un preciso significato religioso, nei locali della Pubblica Amministrazione non rappresenta la violazione ASTRATTA di un Principio astratto, ma l’imposizione Concreta di simboli religiosi a persone fisiche,attuata, peraltro in modo subdolo, dalle Autorità di governo tenute a garantirne i diritti.
La violazione di un Principio astratto può avere conseguenze disastrose sull’intero ordinamento. Io sono un pubblico ufficiale, faccio il vigile: perché dovrei far rispettare un semplice ”divieto di sosta” o rimuovere una macchina ferma in seconda fila, mentre in Comune la Pubblica Amministrazione viola la Costituzione?
A chi spetta, chi sono i soggetti tenuti a garantire la Laicità dello Stato?
Non certo i singoli, ai quali la Costituzione garantisce ampia libertà di culto; e neppure le formazioni sociali (associazioni in senso lato) dove i singoli esprimono la loro personalità. Non restano che le istituzioni pubbliche, e i vari uffici in cui sono articolate: la Pubblica Amministrazione, per l’appunto.
La conquista dello Stato Laico è costata la vita di milioni di persone. Io non intendo tradire la loro memoria.
Internet è l’ultimo territorio libero in cui il “caso della Madonna Addolorata” viene ancora trattato e discusso. Mi sono rivolto a voi perché venga ulteriormente pubblicizzato.
Saluti,
Pietro Galvagno
17/11/07 - Crocifissi a martellate sulla testa di tutti.
Nel Municipio di Bagnoli (Napoli), alla presenza del vescovo e del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, sarà affisso obbligatoriamente un crocifisso. La Teocrazia che regna fascistamente in Italia si afferma non solo con i suoi deputati il Parlamento, ma anche imponendo il suo crocifisso come simbolo distintivo in ogni pubblico edificio. Il Papa Re che il 15 agosto 2005, con una perentoria esternazione, ordinò di contrassegnare tutti pubblici edifici con il suo segno distintivo, viene prontamente obbedito dai suoi sudditi in ogni luogo del suo Vicereame. Contro la prepotenza e l' arroganza dei catto-talibani è sempre più urgente organizzare la Resistenza Laica con le armi della protesta democratica nei media e nelle piazze. LEGGI - Vi trascriviamo il Comunicato di NO GOD del 15/08/05 : """" Crocifissi inchiodati a martellate sulla testa di tutti. Incredibile sortita odierna di Benedetto XVI che adesso pretende apertamente che siano inchiodati crocifissi non solo nelle case private, ma anche nelle "case pubbliche", vale a dire nei pubblici edifici dove si amministrano città, province e regioni, nei tribunali, negli ospedali, nelle scuole, nelle stazioni, aeroporti, alle poste e alla banca d'Italia. Insomma il simbolo del potere della chiesa cattolica deve essere inchiodato a martellate in ogni luogo affinché sia ben visibile che in Italia è lui che comanda e il potere delle gerarchie cattoliche deve essere ben visibile a tutti i cittadini. Via le bandiere italiane ed europee, via i gonfaloni cittadini, via ogni altro simbolo che ricordi anche lontanamente che l'Italia è una Repubblica laica. Non si era ancora vista un'offensiva catto-talibana così clamorosa e temiamo la prossima defenestrazione del presidente Ciampi di cui ricorderemo con nostalgia il sussulto di dignità con cui il 24 giugno scorso ha osato dichiararsi orgogliosamente laico di fronte al papa-re che, adesso lo comprendiamo bene, quel giorno non andava in visita, ma piuttosto a riprendere possesso del Palazzo del Quirinale. """"
6/07/06 - From: Studio Antetomaso To: nogod@email.it Sent: Thursday, July 06, 2006 1:09 PM
Subject: Adel Smith assolto
Sicuri di farvi cosa gradita, vi partecipiamo l'assoluzione di Adel Smith dal reato di offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio di cose. Di seguito una ricostruzione del fatto e maggiori dettagli
Cordialità
Avv. Erasmo Antetomaso
Avv. Cesare Antetomaso
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Adel Smith è stato assolto ieri dal Tribunale di Roma dall'accusa di "offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio di cose". Il fatto risale al novembre del 2001, quando, ospite della trasmissione televisiva di Bruno Vespa "Porta a Porta", il presidente dell'Unione dei Musulmani d'Italia, nel dichiararsi contrario alla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche e negli altri edifici pubblici, a precisa domanda descrisse il simbolo della cristianità come "il cadavere di un uomo nudo affisso su un pezzo di legno usato dai Romani per punire i peggiori criminali", lamentandone l'imposizione per mezzo di una normativa vetusta e, per di più, regolamentare e non legislativa. Con questa affermazione, Smith ha finito per essere identificato, dai fedeli più conservatori, come profanatore della religione cattolica; lo stesso Vespa, nel corso di trasmissioni successive, gli ha attribuito una locuzione mai pronunciata, definendolo "quello del cadaverino". Tra le contumelie piovute su Smith, c'è stato anche chi ha deciso di dare al caso una evoluzione giudiziaria: nella fattispecie, una telespettatrice siciliana, sentitasi offesa nella sua sensibilità religiosa, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, poi trasmesso per competenza a quella di Roma. Successivamente, il Sostituto Procuratore Pietro Pollidori ha deciso di citare a giudizio Adel Smith, rispolverando, dopo circa quaranta anni, la desueta norma di cui all'articolo 404 del codice penale, della quale non vi è traccia in alcuno dei progetti di riforma del codice penale. Tale disposizione, che punisce appunto le offese a una confessione religiosa (all'epoca dei fatti "alla religione dello Stato") mediante vilipendio di cose, fu reintrodotta nel sistema penale italiano dal guardasigilli fascista Alfredo Rocco nel 1930, dopo che il precedente codice Zanardelli, di ispirazione liberale, lo aveva espunto dalla codificazione.
Il Giudice dell'ottava sezione penale del Tribunale di Roma, Marco Marocchi, ha invece ritenuto, come sostenuto dai difensori di Smith, che quella dell'imputato fosse un'opinione soggettiva, eventualmente sussumibile nella previsione incriminatrice del reato di vilipendio della religione dello Stato di cui all'art. 402 del codice penale, dichiarato costituzionalmente illegittimo già nel 2000, ed ha pertanto mandato assolto Smith perché il fatto non costituisce più reato.
Lo scrittore italoegiziano non era presente, essendosi rifiutato di partecipare al processo per obiezione di coscienza, legata appunto al permanere di quel regolamento da lui denunciato che prevede l'esposizione del crocifisso anche nelle aule di giustizia.
I difensori di Smith, Erasmo e Cesare Antetomaso, nel sostenere il diritto alla libertà di opinione del leader dei "Musulmani d'Italia", hanno espresso forti perplessità per la "riesumazione di un armamentario punitivo arcaico, oscurantista e di segno chiaramente illiberale, in aperto contrasto con la lettera e lo spirito della Costituzione repubblicana", richiamando il pensiero del presidente dell'Assemblea costituente Umberto Terracini, che definì la Costituzione difesa giuridica invalicabile da qualunque tentativo di "influenza costantiniana o da novelle guerre di religione". Per questo, il processo "desta preoccupazione, in quanto si inserisce nel medesimo spirito persecutorio del dissenso che ha ispirato la repressione di meri reati di opinione come quelli contestati ai neo-global di Cosenza". Cionnonostante, l'esito assolutorio è "un'ottima notizia, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo codice, per chi ritiene che l'impostazione conservatrice se non reazionaria data a certe figure di reato possa essere battuta da un'interpretazione della norma costituzionalmente orientata ed adeguata a una società multietnica, multiculturale, multireligiosa".
09/12/06 - Crocifissi a martellate sulla testa di tutti. Comunicato di NO GOD.
Incredibile pretesa di Benedetto XVI, che nel discorso odierno ai giuristi cattolici ordina di fatto di ripristinare in Italia la Religione di Stato mediante la marcatura di tutti i pubblici edifici con l' affissione del crocifisso. Come se fosse esso il simbolo dello Stato e non quello approvato dall' Assemblea Costituente e stabilito con Decreto Legislativo 5/5/1948 n. 5359 a firma del Presidente Enrico De Nicola.
Giulio C.Vallocchia - Webmaster di NO GOD Ateismo è Libertà
20/03/06
- I crocifissi in Svizzera.
Riceviamo dal nostro amico S.... dalla Svizzera questa interessante informazione.
Ciao Giulio. Da un lungo e interessante articolo nella NZZ di oggi (il
giornale di Zurigo) ti traduco un passaggio significativo sul diverso
atteggiamento dei due paesi, Italia e Svizzera.
Il Tribunale Federale è la massima autorità, paragonabile
alla nostra Corte costituzionale.
Il velo non è proibito da noi come in Francia, e non c'è
stato un dibattito in merito: mi sembra meglio, gli svizzeri non sono
così fanatici (personalmente credo che non si possa proibire il
velo a scuola: più che un simbolo religioso è semplicemente
un capo di vestiario a cui le donne sono abituate e che non si può
loro strappare dal capo. Del resto anche le nostre suore girano sempre
con un simil-burka). Però il Tribunale federale ha proibito il
velo a un'insegnante musulmana: a scuola niente velo. Decisione questa
controversa e che nemmeno io saprei approvare.
Ma eccoti il passaggio:
Con
il "verdetto sul crocifisso" del 1990 il Tribunale Federale
ha proibito al comune ticinese di Cadro di affiggere il crocifisso nella
sua scuola. Lo Stato ha il dovere di assicurare la neutralità in
ambito filosofico-religioso della sua scuola e non può identificarsi
con una confessione o religione. Deve evitare che studenti e studentesse
"siano offesi nelle loro convinzioni religiose dalla continua presenza
del simbolo di una religione a cui non appartengono". La decisione
segue una tendenza generale in Europa e risale agli ambienti liberali
impegnati nel Kulturkampf del XIX secolo.
In effetti il
crocifisso non c'è nelle scuole svizzere. Il comune di Cadro invece
voleva mettercelo e Giorgio Bernasconi, insegnante nel comune suddetto,
si battè allo spasimo per la rimozione, invocando anche il pronunciamento
del Tribunale federale che gli diede ragione (tre giudici a favore, due
contrari).
Una sentenza memorabile che fece fremere i democristiani in parlamento.
L'elezione dei giudici federali è purtroppo condizionata anche
da noi dall'appartenenza politica.
Tieni comunque presente la semplicità, chiarezza e comprensibilità
del verdetto federale qui sopra e confronta con l'astrusità del
recente pronunciamento in Italia con cui si ribadiva addirittura non solo
la legittimità, ma persino la necessità dell'affissione
del simbolo cattolico in quanto "simbolo ormai universale e non più
religioso".
15/02/06
- Crocifissi obbligatori nelle scuole della Repubblica. Comunicato di
NO GOD.
Il Consiglio Stato ha emesso nei giorni scorsi un'incredibile sentenza
in base alla quale è il crocifisso che deve essere affisso nelle
aule scolastiche e non uno dei possibili simboli della Repubblica Italiana:
bandiera, Costituzione, ritratto del Presidente, l'immagine dell' Italia
turrita o il bollo con la stella che caratterizza i pubblici documenti.
E così il simbolo della sola religione cattolica (e non delle
altre religioni cristiane che si caratterizzano per la sola croce senza
corpi appesi) diventa il segno distintivo delle scuole della Repubblica,
come se d'improvviso fosse stato ripristinato l'art. 1 del Trattato
del 1929 laddove quella cattolica venne definita "la sola religione
dello Stato". Eppure questa definizione era stata superata dal
Concordato del 1984 con il consenso della stessa Santa Sede. A fronte
di questa sentenza che nelle scuole impone letteralmente a martellate
il crocifisso sulla testa del personale docente e non docente e di tutti
gli studenti, cattolici, credenti in altre fedi, atei o indifferenti
in spregio alla laicità della Costituzione tanto spesso richiamata
dal Presidente Ciampi, proponiamo un'azione di disobbedienza civile
invitando studenti e professori a rifiutarsi di seguire o fare lezioni
in aule contrassegnate dai simboli di una religione anziché da
quelli della Repubblica Italiana.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la laicità
degli Stati
2/02/06
- Lesa maestà del crocifisso. Comunicato di NO GOD.
Il Giudice Luigi Tosti, dopo essere stato condannato dal Tribunale de
L'Aquila a sette mesi di reclusione per essersi rifiutato di amministrare
la giustizia in aule contrassegnate da un crocifisso, è stato
anche sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dalla sezione disciplinare
del Csm. Non entriamo assolutamente nel merito delle due sentenze che
richiederebbero duemila pagine di trattazione, vogliamo solo rilevare
il fatto più inquietante di tutta la vicenda Tosti. Il fatto
cioè che nel Tribunale di Camerino, in cui presta servizio, gli
era stata offerta la possibilità di svolgere le udienze di sua
competenza in un'aula appositamente allestita senza alcun simbolo religioso.
Il che significa che l'esibizione del crocifisso nei tribunali NON è
obbligatoria, né necessaria a fini di giustizia. Il Giudice Tosti
però chiedeva che l'indipendenza dei tribunali italiani da qualsiasi
religione venisse affermata in qualunque aula di tribunale e pertanto
non accettò la soluzione aumme aumme che gli veniva proposta.
Ma dargli ragione togliendo quel simbolo esclusivo di una religione
(ed evidentemente anche dello Stato) da ogni aula di giustizia significava
commettere un gravissimo reato medievale che evidentemente è
ancora attuale : la "lesa maestà" del crocifisso. E'
questo il vero reato di Luigi Tosti.
Giulio C.Vallocchia Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità
degli Stati
12/11/05
- Crocifissi e bibbia presto obbligatori per tutti. Comunicato di NO GOD.
Mentre i catto-talibani di destra e di sinistra si affannano per imporre
il crocifisso a martellate sulla testa di tutti i cittadini, il noto biblista
Ravasi lancia la proposta che la bibbia venga studiata obbligatoriamente
nelle scuole ben oltre le normali ore di religione, ma addirittura come
materia di tutti i programmi di qualsiasi corso di studi, con tanto di
voto e valutazione utile per la carriera scolastica. Gli "imbocconi"
di sinistra aderiscono entusiasti e rovesciando il concetto di Marx si
schierano a favore della massima diffusione dell'oppio dei popoli. Si
può facilmente presumere che anche le nuove schiere di insegnanti
addetti allo spaccio di s-balle religiose saranno assunti direttamente
dai vescovi. Ma forse in questo caso, visto che la bibbia riguarda anche
i "fratelli maggiori", parteciperanno alla nomina in ruolo degli
insegnanti anche i rabbini, con adeguato contorno di pastori e pope.
E come sfuggire poi alle proteste dei musulmani che pretenderanno giustamente
l'insegnamento obbligatorio anche del Corano ? Per sfuggire all'imposizione
per legge del pensiero unico religioso, totalitario e totalizzante, occorre
attivare l'unico antidoto compatibile : la Resistenza Laica, a partire
dall'insegnamento della Storia della Libertà di Pensiero.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD - Atei per la Laictà
degli Stati
22/10/05
- Crocifissi al posto della bandiera nazionale. Comunicato di NO GOD.
Crocifissi obbligatoriamente piantati a martellate sulla testa di tutti
i cittadini. E' questa la strada imboccata dal ministro Matteoli che
ha sostenuto l'acquisto e l'affissione obbligatoria di crocifissi in
tutte le stanze del Ministero dell'Ambiente. La deriva clericale che
travolge il nostro Paese si arricchisce ora con i metodi applicati in
Afghanistan dai talibani. Povero Cristo, che presto avrà bisogno
dei carabinieri per essere appeso nei pubblici edifici al posto della
bandiera nazionale o del tradizionale simbolo dell' Italia turrita.
Eppure il Concordato del 1984 aveva definitivamente cancellato, con
il completo accordo del Vaticano, la religione cattolica come "religione
dello Stato", ma dopo che il papa Ratzinger due mesi fa ha perentoriamente
chiesto che il crocifisso venga ostentato anche nei pubblici edifici
i ministri vaticaliani si sono subito affrettati ad eseguire l'ordine.
Giulio C.Vallochia, Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità
degli Stati
15/08/05
- Crocifissi inchiodati a martellate sulla testa di tutti. Comunicato
di NO GOD.
Incredibile sortita odierna di Benedetto XVI che adesso pretende apertamente
che siano inchiodati crocifissi non solo nelle case private, ma anche
nelle "case pubbliche", vale a dire nei pubblici edifici dove
si amministrano città, province e regioni, nei tribunali, negli
ospedali, nelle scuole, nelle stazioni, aeroporti, alle poste e alla banca
d'Italia. Insomma il simbolo del potere della chiesa cattolica deve essere
inchiodato a martellate in ogni luogo affinché sia ben visibile
che in Italia è lui che comanda e il potere delle gerarchie cattoliche
deve essere ben visibile a tutti i cittadini. Via le bandiere italiane
ed europee, via i gonfaloni cittadini, via ogni altro simbolo che ricordi
anche lontanamente che l'Italia è una Repubblica laica. Non si
era ancora vista un'offensiva catto-talibana così clamorosa e temiamo
la prossima defenestrazione del presidente Ciampi di cui ricorderemo con
nostalgia il sussulto di dignità con cui il 24 giugno ha osato
dichiararsi orgogliosamente laico di fronte al papa-re che, adesso lo
comprendiamo bene, andava a riprendere possesso del Palazzo del Quirinale.
Giulio C.Vallocchia, Presidente di NO GOD
- Atei per la laicità degli Stati - Ateismo è Libertà
21/05/05
- Crocifissi murati - Comunicato di NO GOD
Apprendiamo da una agenzia ANSA-web del 20/05/05 che in una scuola bergamasca
il preside avrebbe fatto murare i crocefissi nelle aule. Protestiamo per
questa ennesima imposizione di una sorta di "religione obbligatoria"
nelle scuole statali, ma osserviamo anche che se i seguaci di una religione
arrivano a mettere sotto cemento i loro simboli per costringere la gente
a credere e seguire i loro dogmi, e se le autorità di una repubblica
sedicente laica non intervengono per garantire la libertà di pensiero
di tutti, siamo veramente arrivati a un regime teocratico degno confratello
della Repubblica islamica dell'Iran.
Giulio C.Vallocchia,
Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati www.nogod.it
23/12/04
-Talibani cattolici all'attacco in tutta Italia. Comunicato di NO GOD
Un po' in tutta Italia i talibani del cattolicesimo imperversano ed affermano,
in nome di una religione che come quasi tutte le altre ha fatto milioni
di morti in Europa e nel mondo, il loro diritto di inchiodare a martellate
i crocifissi sulla testa di tutti, compresi i credenti di qualunque altra
divinità e gli atei. E' un simbolo di pace e di amore, quindi non
vi azzardate a toglierlo ! E ringraziate iddio che non vi diamo fuoco
come potevamo fare in passato e non vi sgozziamo come fanno i nostri fratelli
musulmani....beati loro che possono !
Giulio C.Vallocchia - Presidente di NO GOD - Atei per la laicità
degli Stati
16/12/04
- Crocifissi e talibani. Comunicato di NO GOD.
La sentenza delle Corte Costituzionale che ha rispedito al Tar del Veneto
il quesito sulla costituzionalità dell'esposizione di un simbolo
religioso riferibile esclusivamente ad una sola religione ha scatenato
esultanti commenti di molti esponenti politici che vedono nel crocifisso
il simbolo identificativo dell'intero Paese. Ma la Costituzione Italiana
separa nettamente la sfera di interesse e di intervento dello Stato e
della Chiesa che, con il concordato del 1984, ha accettato l'eliminazione
di ogni riferimento al cattolicesimo come "religione dello Stato".
La Repubblica Italiana non è a nessun titolo e non può essere
la "Repubblica Cattolica Italiana" e la pretesa di contrassegnare
i pubblici edifici, come scuole e tribunali, con l'affissione del crocifisso
testimonia una volontà di sopraffazione nei confronti sia della
fede religiosa dei credenti in altre religioni sia dei cittadini atei
e agnostici che in Italia, secondo statistiche di fonte cattolica, sono
alcuni milioni. Qualificare in senso religioso l'entità statuale
è una caratteristica esclusiva dei paesi islamici in cui vige la
sharia, la legge stabilita dal Corano, che è a tutti gli effetti
la legge dello Stato. Non vorremmo che si sviluppasse in Italia, in chiave
cattolica, un fenomeno imitativo che assecondando il rinnovato e diffuso
fervore religioso di tanti esponenti politici dei diversi schieramenti
facesse nascere in Italia il partito dei catto-talibani.
23/11/04
- Ecco i miei gioielli. Chiesa e marketing. Comunicato di NO GOD
Oltre alle croci vistosamente tempestate di diamanti, che si insinuano
peccaminose fra gli abbondanti seni delle conduttrici televisive, vedremo
presto altri simboli religiosi uscire dalle chiese e prendere la strada
della gioielleria per testimoniare quello "splendor fidei" che
i cristianisti all'amatriciana e garruli intellettual-chic una volta laici
hanno recentemente riscoperto. E così, con la benedizione di un
vescovo del profondo sud, un'abbondante produzione orafa rilancerà
su petti, colli, dita e lobi, ma anche sulle altre appendici umane che
la dilagante moda del piercing ha recentemente valorizzato, quel senso
di appartenenza religiosa che sembrava declinante.
Giulio C.Vallocchia Presidente di NO GOD - Atei per la laicità
degli Stati
28/10/04
- Repubblica Vaticaliana ? Comunicato di NO GOD
La "santa" alleanza Vaticano-Italia è stata
stabilita con l'inserimento dei Patti Lateranensi nella Costituzione.
Di conseguenza il crocifisso è diventato un simbolo della nazione,
come la bandiera. Ergo, crocifissi appesi dappertutto. Con questi arditi
argomenti l'Avvocatura dello Stato di fatto ipotizza una sorta di Repubblica
Cattolica Italiana che potremmo anche ribattezzare Repubblica Vaticaliana.
NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati, esprime l'auspicio che
la Corte Costituzionale, ove è in discussione la liceità
dell'affissione dei crocifissi nelle scuole, stabilisca definitivamente se viviamo in uno Stato laico o confessionale.
Giulio C.Vallocchia
27/10/04
- Crocifissi a scuola. Comunicato di NO GOD
La Corte
Costituzionale dovrà decidere entro un mese sull'esposizione dei
crocifissi nelle aule scolastiche. E intanto con ardite acrobazie politico-giuridiche
l'Avvocato dello Stato afferma che il crocifisso deve restare dov'è
in quanto è il simbolo di un'alleanza (santa ?) tra Stato e Chiesa
stabilita con l'inserimento dei Patti Lateranensi nel testo costituzionale.
Strano però che non esista la reciprocità derivante da qualsiasi
alleanza e che il simbolo dello Stato Italiano non appaia appeso nè
in Vaticano e nemmeno in nessuna chiesa del nostro Paese. Ma la religione
e i suoi simboli sono obbligatori solo dove vige una teocrazia, e cioè
dove il diritto civile e la religione sono regolati da un' unica legge
(divina). Così succedeva in Afganistan quando governavano i talibani,
e così succede nei paesi in cui vige solo la legge coranica. Deve
essere così anche in Italia ? NO GOD - Atei per la Laicità
degli Stati (www.nogod.it) esprime il timore che l'estrema conseguenza
dell'interpretazione data dall'Avvocato dello Stato al valore cogente
dell'art. 7 della Costituzione per quanto riguarda l'esposizione dei Crocifissi
possa estendersi anche al diritto canonico, trasformando la presunta e
fantasiosa "alleanza" in una "resa" senza condizioni
agli eredi di Pio IX.
Giulio C.Vallocchia
Presidente di NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati
16/07/04
- Scrocifiggiamo le scuole. Comunicato di NO GOD.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) condivide
la decisione di non istituire classi esclusivamente islamiche all'interno
della scuola pubblica italiana. Ma in base allo stesso principio della
laicità della scuola, e quindi nel rispetto assoluto per qualunque
concezione del mondo - religiosa o atea - a cui si ispirano insegnanti
e studenti, è del tutto ovvio e conseguente che anche gli edifici
destinati all'istruzione pubblica debbano essere caratterizzati dall'assoluta
neutralità degli stessi rispetto a qualunque fede religiosa. NO
GOD pertanto chiede la rimozione immediata dei crocifissi da tutte le
aule della scuola pubblica italiana .
Giulio C.Vallocchia
Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati
14/06/04
- Crocifissi nei seggi elettorali. Comunicato Stampa di NO GOD.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) esprime
la sua solidarità al giudice di Camerino Luigi Tosti, che si è
rifiutato di votare in un seggio elettorale in cui era appeso un crocifisso.
NO GOD ricorda che il dettato costituzionale e la dirimente sentenza N.
439 dell'1/3/2000 della Corte di Cassazione prevedono espressamente che
i luoghi destinati ad attività di natura pubblica, come le elezioni,
devono essere sgombri di simboli religiosi di qualsiasi tipo, stante la
neutralità delle istituzioni rispetto sia alle religioni che alle
altre concezioni del mondo a cui si ispirano i cittadini. Giulio C.Vallocchia
Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati - www.nogod.it
11/06/04 - 2° Comunicato Stampa. Crocifissi, elezioni e "Resistenza Laica".
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) in occasione
delle prossime elezioni propone un'azione di "Resistenza Laica"
a fronte della deriva clericale che sta travolgendo il nostro Paese.
La proposta è che tutti i cittadini che ritengono il valore della
laicità una garanzia della neutralità delle Istituzioni
rispetto alle fedi religiose e alle altre concezioni del mondo, si rechino
a votare in un giorno preciso e ad un'ora concordati ( sabato 12 maggio
alle ore 18) e tutti quelli che trovano il crocifisso appeso nel seggio
ne richiedano la rimozione ai sensi della famosa "sentenza Montagnana",
la sentenza della Corte di Cassazione N. 439 del 1/3/2000 che assolse
definitivamente un cittadino che si era rifiutato di fare lo scrutatore
in un seggio ove era affisso un crocifisso.
La sentenza riconosceva implicitamente come indebita l'ostensione di simboli
religiosi in luoghi deputati ad attività di natura pubblica, come
le elezioni, che in ottemperanza alla "laicità" esplicitamente
prevista dalla Costituzione devono essere neutrali rispetto a qualsiasi
fede religiosa.
NO GOD ritiene che anche attraverso azioni di semplice "Resistenza
Laica" impostate sul rispetto della Costituzione e delle sentenze
della Cassazione si possa contribuire al mantenimento di quel valore di
laicità indispensabile alla pacifica convivenza dei cittadini,
soprattutto adesso che esplodono pericolosamente nel mondo e anche in
Italia i contrasti fra i diversi fondamentalismi religiosi.
Per ricevere copia della sentenza N.439/2000 della Corte di Cassazione
scrivere a nogod@email.it
oppure visitare questa pagina
LEGGI
10/06/04
- Comunicato Stampa. Crocifissi nei
seggi elettorali.
NO GO - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) ricorda
che con sentenza N. 439 dell' 1/3/2000 la Corte di Cassazione assolse
definitivamente un cittadino che si era rifiutato di fare lo scrutatore
in un seggio elettorale ove era affisso un crocifisso. La sentenza riconosceva
quindi come indebita l'ostensione di simboli religiosi in luoghi deputati
ad attività di natura pubblica, come le elezioni, che in ottemperanza
alla "laicità" esplicitamente prevista dalla Costituzione
devono essere neutrali rispetto a qualsiasi fede religiosa. NO GOD invita
quindi gli elettori e i Presidenti di seggio al rispetto di tale sentenza.
31/10/03
- Crocifissi e nazionale di calcio. Comunicato stampa di NO GOD.
Uno strano paese il nostro, dove si riscopre l'identità nazionale
in casi rarissimi: quando vinciamo i campionati del mondo di calcio o,
adesso, all'ombra del crocifisso percepito come oggetto di una presunta
minaccia islamica.
Nel 1982 fu Pertini e la nazionale di Bearzot a far sentire italiani gli
italiani, e oggi ci riesce il crocifisso e Ciampi , che lo indica come
segno identitario dimenticandosi la bandiera, la Costituzione e il Concordato
del 1984 quando, consenziente la chiesa, fu abolito il riferimento alla
religione cattolica come "religione di stato".
E nel crocifisso ritrovano una comune identità con il resto degli
italiani persino i secessionisti padani.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) si dissocia
dal coro di quanti si riscoprono italiani "solo se cristiani",
e ribadisce la sua solidarietà a Mario Montanaro, il giudice coraggioso
che nella sua ordinanza si è ispirato alla Costituzione e alle
sentenze della Corte Costituzionale e non alle disposizioni ministeriali
(non leggi) di epoca fascista.
28/10/03 - I catto-talibani
del crocifisso. COMUNICATO di NO GOD
Prosegue ad oltranza la professione di fede cristianissima da parte dei
politici italiani con le rare eccezioni di Pannella e La Malfa. Emergono
toni da crociata degni di ben altre battaglie. Sembra che adesso il crocifisso
ce lo vogliono piantare a martellate nella zucca di tutti noi e minacciano
di imporlo per legge. Nuove leggi talibane che trasformerebero l'Italia
nel primo paese dell'occidente sottoposto a una sorta di "sharia"
cattolica, dal momento che l'affissione del simbolo di una sola religione,
quella cattolica, in tutti gli edifici pubblici ripristinerebbe quella
"religione di stato" che era stata tolta dal concordato craxiano
del 1984. Ma quello che più ci indigna è il linciaggio mediatico
a cui è stato sottoposto il coraggioso magistrato, Mario Monanaro,
che nelle sua decisione si è ispirato alla Costituzione anziché
ai vangeli. NO GOD - Atei per la laicità degli Stati esprime al
dr. Montanaro la sua solidarietà.
27/10/03 - Scatenati
tutti i media sulla storia del crocifisso.
Grande risalto ai commenti
di religiosi e politici che inneggiano alla presunta cristianità
italiana. Critiche anche pesanti all'operato di un magistrato onesto e
coraggioso. Gli effetti della pervasiva presenza della chiesa cattolica
in Italia trovano adesso la massima espressione. Sembriamo alla vigilia
di una nuova crociata: Dio è con noi, Cristo regna in Italia e
per affermarlo piantiamo crocifissi in cielo in terra e in ogni luogo.
C'è addirittura chi invoca una legge di epoca fascista (del 1923)
che obbliga all'affissione del crocifisso e del ritratto del re. Ma di
quale re ? Vittorio Emanuele III o il papà
di Emanuele Filiberto, novello sposo ? La Consulta dirimerà il
problema costituzionale ?
Come direbbe Totò.....ma facitece 'o piacere !
26/10/03 - Rimozione
crocifisso da aula scolastica. Comunicato di NO GOD
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati apprende con amarezza
che solo dopo il pur legittimo ricorso di un genitore musulmano un magistrato
italiano applica una sentenza della Corte Costituzionale del lontano 1989
e ordina la rimozione di un crocifisso da un'aula scolastica.
La laicità delle istituzioni, ivi comprese quelle scolastiche,
è l'unica garanzia per l'uguaglianza di tutti i cittadini, atei
o credenti delle diverse fedi.
Se quella sentenza della Corte fosse stata applicata da subito, senza
nessun timore reverenziale verso le pretese egemoniche e totalizzanti
della chiesa cattolica italiana, oggi non saremmo davanti al grave rischio
di un conflitto di religione derivante da una sentenza che dà giustamente
ragione a un nostro concittadino di religione islamica.
Un conflitto religioso che già si preannuncia dai focosi commenti
di esponenti religiosi e politici cattolici a seguito della sentenza.
NO GOD esprime l'augurio che da questo episodio scaturisca una riflessione
profonda sul valore della laicità come garanzia di pacifica convivenza
fra i cittadini indipendentemente dai valori religiosi o culturali di
riferimento, ma soprattutto per evitare di fornire ulteriore esca ai conflitti
fra i vari fondamentalismi religiosi che rischiano di esplodere anche
in Italia.
16/09/03 - Crocifissi
e altro nelle scuole. In Abruzzo, Comune di Ofena, scoppia la scintilla
che potrebbe provocare un incendio di enormi proporzioni. Il rappresentante
di un' associazione islamica fa appendere il simbolo della sua religione
accanto al crocifisso nell'aula scolastica frequentata dal figlio. La
notizia apparsa ieri su televideo ricompare oggi su Il resto del Carlino,
dentro un articolo dedicato alla scuola e alla riforma Moratti.
Su Il Resto del Carlino.it
LEGGI
Questo il Comunicato Stampa di NO GOD al
riguardo :
Apprendiamo che in una scuola abruzzese, nel Comune di Ofena, il rappresentante
di una comunità islamica ha fatto affiggere nell'aula scolastica
frequentata da suo figlio il simbolo delle propria religione accanto al
crocifisso.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) ritiene
che la laicità delle Istituzioni prevista e tutelata dalla nostra
Carta Costituzionale dovrebbe escludere da qualunque edificio pubblico,
comprese le aule delle scuole statali e comunali, la possibilità
di caratterizzarli con i simboli di qualsiasi religione.
Ma se questa regola non ha più valore chiederemo che nelle aule
scolastiche frequentate dai figli dei nostri associati sia esposta anche
la doppia spirale del codice genetico che, per noi atei di NO GOD, è
l'unico simbolo veramente rappresentativo della razza umana a cui tutti
apparteniamo indipendentemente dalla fede in Cristo, Geova, Allah, Brahma
e divinità varie o dalla mancanza di fede in qualunque dio.
5
Febbraio 2003 Riceviamo da Sergio Lo Giudice.
Care amiche e cari
amici,
ieri mattina ha avuto luogo l'udienza conoscitiva della Commissione
Istruzione del Comune di Bologna con le associazioni di insegnanti e
di genitori, le organizzazioni sindacali e i dirigenti scolastici, da
me richiesta per contrastare la proposta di ordine del giorno della
maggioranza sui crocifissi nelle aule. La reazione della scuola bolognese
alla proposta del centrodestra è stata tanto ferma quanto motivata:
la scuola ha bisogno di ben altro che di guerre ideologiche come questa
o come quella, proveniente dagli stessi banchi, sulla commissione di
controllo sui manuali di storia. A breve ci sarà un'ulteriore
udienza conoscitiva con le diverse religioni presenti in città
A seguire, l'ordine del giorno e un resoconto dell'agenzia DIRE. Buon
lavoro Sergio Lo Giudice Ordine del Giorno N.328 (PGN193800/2002) PER
INVITARE LA GIUNTA AD ATTIVARSI AFFINCHÉ' IN TUTTE LE SCUOLE
DI COMPETENZA COMUNALE VENGA ESPOSTO IL CROCIFISSO """Il
Consiglio Comunale tenuto conto che l'esposizione del crocifisso è
un fatto che identifica il tessuto culturale del nostro paese; visto
che la grandiosa eredità del cristianesimo deve essere valorizzata
appieno, e questo non è affatto la negazione dello stato laico,
ma la non rinuncia alla propria identità; considerato ancora
che così si contribuisce a costruire una costituzione europea,
fatto meno di documenti e più di principi e valori condivisi
Rilevato, altresì, che la cultura e l'identità nazionale
non possono prescindere dalla storia della Nazione e dai valori morali,
civili e religiosi propri del Popolo italiano, e che, al di là
della libertà di culto riconosciuta dalla Carta Costituzionale,
non vi sia nulla di lesivo nel riconoscere e mantenere vivo il valore
della cristianità intrinseco e proprio della cultura italiana;
Atteso che il Consiglio di Stato (sezione II) con parere n. 63/88 del
27.4.88, diffuso dal Ministero della Pubblica Istruzione con circolare
n. 157 del 9.6.88, ha rilevato che debbano ritenersi tuttora legittimamente
operanti le disposizioni di cui all'art. 118 del R.D. 30/4/1924 n. 965
e quelle di cui all'allegato C del R.D. 26/41928 n. 1297, concernenti
l'esposizione del Crocifisso nelle scuole, che non attengono all'insegnamento
della religione cattolica, né costituiscono attuazione degli
impegni assunti dallo Stato in sede concordataria; Rilevato che il Consiglio
di Stato considera nel suo parere che "la costituzione Repubblicana,
pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose,
non prescrive alcun divieto alle esposizioni nei pubblici uffici di
un simbolo che, come quello del Crocefisso, per i principi che evoca
... fa parte del patrimonio storico.... Né pare, d'altra parte,
che la presenza dell'immagine del Crocefisso nelle aule scolastiche
possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale
a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa." INVITA
IL SINDACO E LA GIUNTA A farsi parte diligente presso le competenti
Autorità affinché venga promossa l'esposizione del Crocefisso
nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici. Il Consiglio Comunale
auspica inoltre che soprattutto negli asili,materne, scuole elementari
si realizzi in occasione delle Festività Natalizie il Presepe.
Firmato dai Consiglieri: N.Rocco di Torrepadula, D.Carella, D.Bottino,G.Strazzari,M.Mazzanti,
A.Bianchi, F.Garagnani Distinti saluti. Il Presidente Giuseppe Maria
Mioni _____________________________________________________________________
(ER) SCUOLA BOLOGNA. CROCIFISSO, LA RIVOLTA DEGLI INSEGNANTI TANTI "NO"
IN COMUNE; MARCHESELLI: DIFENDERE AUTONOMIA SCOLASTICA
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(DIRE)- BOLOGNA- FUORI LA POLITICA DALLE SCUOLE. UN CORO DI "NO",
FERMAMENTE DICHIARATI SIA DAL MONDO LAICO SIA DA QUELLO CATTOLICO, SBARRA
LE PORTE DELLE SCUOLE BOLOGNESI ALLA PROPOSTA DELLA MAGGIORANZA CIVICO-POLISTA
DI REINTRODURRE IN TUTTE LE AULE IL CROCIFISSO. A GIRARE LA CHIAVE A
DOPPIA MANDATA E' POLO MARCHESELLI, DIRETTORE DEL CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI
DI BOLOGNA (L'EX PROVVEDITORATO). "NON ENTRO NEL MERITO DELLA PROPOSTA",
PREMETTE MARCHESELLI, DETTO QUESTO, PERO', DIFENDE A SPADA TRATTA "L'AUTONOMIA
DI CIASCUNA ISTITUZIONE, IN PARTICOLAR MODO DELLA SCUOLA E DEI SINGOLI
DOCENTI, FORTEMENTE TUTELATA DALLA COSTITUZIONE: L'ESERCIZIO QUOTIDIANO
DI QUESTE AUTONOMIE VA RISPETTATO". QUINDI, IL DIRETTORE DEL CSA
METTE LA PAROLA FINE A QUALSIASI DUBBIO: "DO LA PIENA ASSICURAZIONE
SULLA VOLONTA' DEL MONDO SCOLASTICO BOLOGNESE DI TUTELARE E GARANTIRE
LA LAICITA' DELLA SCUOLA, E L'ESIGENZA SEMPRE PRESENTE DEL PRINCIPIO
DI PLURALITA' CULTURALE E RELIGIOSA". INFINE, IL DIRIGENTE SCOLASTICO
"AUSPICA" CHE SI "EVITINO PUNTE ESASPERATE CHE RISCHIANO
DI PORTARE DIVISIONI ALL'INTERNO DELLA SCUOLA". LA LUNGA SERIE
DI INTERVENTI (TUTTI DOCENTI, PROFESSORI UNIVERSITARI, DIRIGENTI SCOLASTICI
E ASSOCIAZIONI DI GENITORI) SI E' SVOLTA OGGI A PALAZZO D'ACCURSIO NELLA
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE, CHE OSPITAVA LA COMMISSIONE CULTURA SU
RICHIESTA DEL DIESSINO, SERGIO LO GIUDICE. A FAR QUADRATO A DIFESA DELLA
"LIBERTA' E AUTONOMIA DELLA SCUOLA", MA ANCHE E SOPRATTUTTO
DEL "RISPETTO E DELLA GARANZIA DEL PRINCIPIO DI PLURALITA'"
CHE TROVA IL SUO "FONDAMENTO PROPRIO NELLA SCUOLA PUBBLICA",
E' UN PRESUPPOSTO DI BASE: "QUESTA E' UN'OPERAZIONE POLITICA- AFFERMA
GIOVANNI CIMBALO, DOCENTE DI DIRITTO ECCLESIASTICO ALL'UNIVERSITA' DI
BOLOGNA, NONCHÉ MEMBRO DELL'ASSOCIAZIONE 'SCUOLA DELLA REPUBBLICA'-
CHE NON TROVA D'ACCORDO NEMMENO IL MONDO ECCLESIASTICO". CON L'INVITO
ALLA GIUNTA E AL SINDACO GIORGIO GUAZZALOCA DI "FARSI PARTE DILIGENTE
PRESSO LE AUTORITA' COMPETENTI DI PROMUOVERE L'ESPOSIZIONE DEL CROCIFISSO
NELLE AULE", COME RECITA L'ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI
DI MAGGIORANZA DANIELA BOTTINO (LTB) E NICCOLO' ROCCO DI TORREPADULA
(INDIPENDENTE DI DESTRA), POI APPOGGIATO DA TUTTO IL CENTRO-DESTRA,
"IL CONSIGLIO COMUNALE- INSISTE CIMBALO- FA UNA SCELTA POLITICA
NON SUPPORTATA DA ALCUN FONDAMENTO GIURIDICO". MA, "FATTO
ANCOR PIÙ GRAVE", FA SÌ CHE SI "INTRODUCA NELLA
SCUOLA UNA TURBATIVA FORTE", CREANDO "DIVISIONI SU UN SIMBOLO
CHE NON DOVREBBE ASSOLUTAMENTE PRODURNE". E QUINDI, E' IL MONITO
DEL PROFESSORE, SE IL CONSIGLIO COMUNALE SI FA PROMOTORE DI UNA TALE
"SCELTA POLITICA, SARANNO GLI ELETTORI A GIUDICARE". MA SE
DA UN LATO SI LAMENTANO LA MANCANZA DI BASI GIURIDICHE E IL CARATTERE
POLITICO DELLA PROPOSTA, DALL'ALTRO GLI INSEGNANTI TEMONO "L'INTRODUZIONE
NELLE AULE DI VISIONI DISCRIMINATORIE", PROPRIO Là DOVE
SI INSEGNANO "I PRINCIPI DELLA CONVIVENZA PACIFICA", SPIEGA
FRANCA POLI, DEL COORDINAMENTO "OLTRE CATTEDRA", NATO LO SCORSO
ANNO A DIFESA "DEL CARATTERE LAICO E PUBBLICO DELLA SCUOLA".
IL CROCIFISSO, PROSEGUE POLI, "E' UN SIMBOLO CHE IDENTIFICA SOLO
UNA PARTE", PERCHè ANCOR PRIMA DI RAPPRESENTARE LA "NOSTRA
IDENTITA' CULTURALE E' INNANZITUTTO UN SIMBOLO DELLA CHIESA CATTOLICA".
INSOMMA, SBOTTA L'INSEGNANTE, "LA SCUOLA HA PROBLEMI BEN PIù
URGENTI: NEMMENO GLI INSEGNANTI CATTOLICI AVVERTONO LA MANCANZA DEL
CROCIFISSO, BENSì QUELLA DI ORGANICO". PER DONATO CAMMELLI,
MAESTRO ELEMENTARE DEL MOVIMENTO "COOPERAZIONE EDUCATIVA",
IN QUESTO MODO "NON SOLO SI PREVARICA CHI APPARTIENE AD ALTRE RELIGIONI,
MA ANCHE I CITTADINI ITALIANI LAICI". VITTORIO BIAGINI, PRESIDENTE
DELL'ASSOCIAZIONE "SCUOLE AUTONOME", RIPORTA IL DISCORSO SUL
TEMA GIURIDICO E POLITICO: "IL CONSIGLIO COMUNALE NON HA ALCUNA
COMPETENZA IN MATERIA", E LA SCUOLA "DEVE ESSERE TENUTA FUORI
DA PERCORSI PRETESTUOSI DI CONTRAPPOSIZIONE IDEOLOGICA". MA LA
MAGGIORANZA VA DRITTA PER LA SUA STRADA, CERTA DELLA "GIUSTEZZA"
DEL TEMA, SUPPORTATA DA "UNA LEGGE (IL REGIO DECRETO DEL '24, NDR)
CHE NON E' STATA ANCORA ABROGATA", CONTROBATTE BOTTINO. E POI,
INSISTE LA CONSIGLIERA CIVICA, "IL CROCIFISSO FA PARTE DEL NOSTRO
DNA, DELLA NOSTRA CULTURA: VERGOGNARSI DI ESPORLO E' COME VERGOGNARSI
DEI PROPRI GIOIELLI". QUINDI, BOTTINO NON ESCLUDE "UN REFERENDUM
NELLE SCUOLE". LE FA ECO DANIELE CARELLA (FI), CHE LAMENTA: "LA
SCUOLA NON PUÒ ESSERE LA COMPONENTE DI UNA SOLA PARTE".
INFINE, PER DAVIDE FERRARI, CAPOGRUPPO DS IN COMUNE, "L'IMPORTANTE
ADESSO E' SALVAGUARDARE LA SCUOLA BOLOGNESE DA UNA PURA SPECULAZIONE
POLITICA". ( DIRE)