GAY PRIDE
30/06/08 - Da Facciamo Breccia Tutte/i con Graziella. |
8 giugno 2008 - dal nostro amico D.C. Anche l'ultimo Gay Pride romano è passato. E per fortuna, aggiungerei. L'attesa di un anno si è esaurita nella solita carnevalata che tutto rievoca tranne la rivolta di Stonewall del 1969 a New York. Liberi di manifestare in un paese libero ma credo che la questione non debba esaurirsi nascondendosi solo dietro la libertà di espressione individuale. Il problema vero è a monte e sta nella organizzazione delle manifestazioni di questo tipo. Di manifestazioni ce ne sono tante. Anche durante i Gran Premi di Formula Uno, per esempio, le ragazze smaniano per alzarsi la T-shirt (gia succinta fino a togliere loro il respiro) per mostrare alla prima telecamera che le inquadra tutto l'orgoglio delle loro mammelle (spesso anche aiutate con lieviti artificiali). Però nessuno si sognerebbe mai di associare la gara di automobilismo ad una mostra selvaggia di tette siliconate. Con il Gay pride (italiano) invece è così. Il punto, a mio avviso, è nella mancanza di relazioni esterne all'organizzazione. Un collegamento che serva soprattutto a spiegare i veri motivi di quella manifestazione. E, infine, in un diverso equilibrio mediatico tra i manifestanti e i « mostranti ». Dov'erano le parti politiche che ne condividono gli aspetti di fondo? Non parlo dei singoli visi pallidi che si fanno fotografare dietro uno striscione di qualche associazione. Parlo del gota del partito che si presenta a nome e per conto di tutta la sua organizzazione politica. Dove sono i personaggi pubblici che sui gay ci campano e che con la loro presenza possono si spostare i consensi e modificare le opinioni ? Ma è ovvio che la Carrà o la Turci piuttosto che la Nannini non saliranno mai sul fragile palco che gli organizzatori offrirebbero loro. Vi siete mai chiesti perchè personaggi di spicco, notoriamente gay, non vi partecipino? Forse perchè poi smetterebbero di lavorare in televisione? Sito on line di repubblica : 23 foto del gay pride di Roma. Il corriere on line : 24. Mi si perdoni la drastica sintesi ma credo di non aver visto nessuna foto che mi facesse capire (o almeno intendere) che lo scopo di quel giorno non fosse infilarsi impunemente la lingua in bocca davanti alla camera fotografica del giornalista (baciarsi è decisamente altra cosa) o non godere con mitrie papali ornate di ingiurie gratuite e senza senso pratico (per quanto la mia posizione sia notoriamente contro le tesi - tutte - del vATICANO inteso come organo politica della vita italiana). Senza senso, ai fini del dibattito vero, anche le foto di diavolesse (che più checche non si può) che con grandi ali da farfalla sfilano con fare cattivo su due zatteroni leather con due cani dobermann al guinzaglio. Tutta sta gran premessa per arrivare alle gravi mancanze di ogni pride italiano che io ricordi (tranne il world pride del 200O) e per sottolineare che molti (moltissimi) gay restano lontani da quella caciara pur condividendone gli stessi propositi. Manca, o comunque non si coglie, il senso civico della manifestazione. Non si colgono gli aspetti politici delle richieste ai politicanti. Anche la protesta contro la cARFAGNA si è limitata a 12 travestite che si fingono carceriere dei diritti, di chi o di cosa, su di un carro di presunta allegoria. Siamo realisti : c'è più molto più senso politico sui carri allegorici di Putignano o di Cento. Un mio modesto parere, lo esprimo anche sugli aspetti di contorno che hanno accompagnato quest'anno l'evento e che ho trovato molto seri e alquanto gravi. E' da poco prima delle elezioni primaverili che ha cominciato a (ri)prendere piede una informazione omofobica di chiaro stampo politico-clericale. Come d'incanto si scoprono prostituti cubani agli angoli delle nostre case, si scopre l'esistenza di marchette rumene attorno alla Stazione centrale di Milano e di attempati torinesi disposti a ricompensare giovani avventori di una sauna dove si gira « persino con solo un asciugamani attorno alla vita ». Quest'anno, a latere del Gay Pride, si è registrato un fatto che si sta cercando di far passare troppo sotto banco. La mancata concessione, all'ultimo istante, di P.zza San Giovanni è un fatto di una gravità con pochi precedenti in un paese dove il diritto di manifestare è sancito dalla Costituzione e regolato dal Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza. L'autorizzazione all'accesso alla piazza era stata concessa in larghissimo anticipo. Poi, a dire dei diretti interessati, si scopre quasi per caso che questa concessione è stata unilateralmente revocata. Motivo? Un concerto che sarebbe iniziato in serata all'interno delle mura di San Giovanni in Laterano. Con tutto il rispetto per eventi di questo tipo, ma mi si permetta di chiedere: E CHI SE NE FREGA? Non credo che i residenti di P.zza Navona siano più cretini per doversi subire d'ordine il casino della manifestazione, per ossequiare il silenzio ai 50 (ad essere buoni) spettatori del concerto canonico. Non mi si faccia credere, per cortesia, che detto concerto non poteva essere rimandato e non mi si dica che questo possa influire in qualche modo su una manifestazione che si svolge su un luogo pubblico (italiano, per di più). Ricordo, per esempio, che i miei esami di maturità furono disturbati da una manifestazione di metalmeccanici che passava sotto le finestre della mia aula. Mi si vuole fare credere forse che la mia maturità scolastica sia meno importante di un canto gregoriano? Che nessuno si permetta. Eppure quel corteo non fu rimandato e nemmeno deviato. Nessuno se ne interessò. Il mio diritto alla maturità non ledeva il loro diritto a manifestare. Considerando che gli eventi canori delle centinaia di chiese a Roma (come, del resto, in tutta Italia) non sono annoverate nell'agenda del Consiglio provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, devo pensare che sia stata una richiesta partita dall'interno delle mura lateranensi (o vaticane). Devo pensare anche che l'idea di spostare il concerto non sia stata presa in considerazione e devo credere, infine, che l'ordine clericale italiano non abbia nemmeno tentato una conciliazione con gli organizzatori della manifestazione. Sono andati diritti dall'autorità costituita ottenendone un immediato appecorinamento ai loro voleri. Sia chiaro che, col senno del poi, sia stato anche un bene che i 4 gatti che hanno manifestato non si siano mostrati in tutta la loro insignificante presenza in una piazza, come quella di S. Giovanni in Laterano, così grande da evidenziare più le assenze che le presenze. Del resto i 500 mila vantati dagli organizzatori sono ben lontani dai 20 mila ufficializzati dai dati (più credibili) della Questura. La giusta reazione ad una ingerenza di questo tipo (chiedo scusa per coloro che credono che la parola ingerenza sia una moda qualunquista) sarebbe stata una immediata sospensione della manifestazione. Le possibili soluzioni sarebbero potute essere lo slittamento di 15 gg (per rinnovare le necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza) o, meglio ancora, annullarla del tutto, dando appuntamento a tutti al pride nazionale di Bologna per una più sonora e univoca protesta nazionale. Questo sì che sarebbe stato un segno chiaro di protesta contro tutta quella parte politica che ha taciuto, nonostante che la trombatura delle ultime elezioni politiche sia stata dovuta, in gran parte, anche al loro silenzio contro la vaticanizzazione delle nostre istituzioni. In ultima ipotesi, si sarebbe potuto sì accettare l'infamia del cambiamento unilaterale della piazza ma dare allo stesso tempo un decisio cambio di registro al tono della quermesse: Meno colore, meno musica, meno pallettes e farla diventare una protesta vera come quelle newyorkesi del '69. Una manifestazione di dissenso vero, civile e sano. Gli spunti del resto non mancavano (e continuano a non mancare). Alla piazza negata ci si poteva aggiungere l'ennesimo ritardo sulla questione dei diritti civili; qualcuno poteva far notare che il Consiglio dei Ministri ha da poco adottato un provvedimento per la ratifica del Trattato di Barcellona ma che non vi è nel programma di Governo un solo straccio di disegno di legge per attuarne gli aspetti legati al riconoscimento dei dirtti civili ivi previsti. Tanto si poteva fare ma non si è fatto. E siamo di nuovo qui a sfogliare i giornali con le foto delle solite tette coperte di strass, delle vertiginose zeppe di vernice rossa e di volgari slinguazzamenti che si vogliono far passare come diritto ad essere liberi. No, non concordo. Continuo ad essere fermo nella mia chiara richiesta di diritti civili (e non religiosi) ma non mi si mischi con questo tipo di metodo. Non è il mio. Un grazie alla Provincia di Roma per il patrocinio: l'ennesimo sperpero di soldi pubblici che puzza di elemosina dalla chiara connotazione politica. |
10/06/08 - ROMA PRIDE 2008: IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA, FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre 200.000 persone. Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano (Santa Sede). Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata, occupiamo San Pietro”, “No Vat”, “Facciamo Breccia”. La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine fotografiche. Contemporaneamente, l'azione veniva rivendicata dal palco del Pride in piazza Navona. Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime. Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti. Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay. Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio per chiunque sia identificato come ‘diverso’. In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo definitivamente la strada ad un regime autoritario. Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata da “Radio Onda Rossa" è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina del nostro sito www.facciamobreccia.org Coordinamento Facciamo Breccia |
| 29 Maggio 2008 - Dal nostro cortese amico D.C. Finalmente un po' di brutte notizie. Per fortuna è finito il periodo delle mezze promesse, delle finte proposte, delle sterili considerazioni di chi preferisce parlare invece che agire. Finalmente vediamo che qualcuno non è d’accordo con il riconoscimento dei diritti civili che, durante i 5 anni di opposizione e i 2 di governo, la sinistra ha sbandierato ma che poi, alla fine, non ha potuto materializzare in un provvedimento concreto. Sia ben chiaro che l’impossibilità incontrata dal precedente Governo era solo intestina, dovuta alle improponibili (quanto improbabili) alleanze che hanno loro permesso di vincere le elezioni, seppur con una esigua maggioranza. La colpa fu data alla legge elettorale ma, col senno di poi, possiamo tranquillamente constatare che con il medesimo sistema elettorale, altri hanno fatto decisamente meglio. Torniamo al preambolo. Se escludiamo i moniti inflazionati del vATICANO e i continui appelli della CEI alla sacralità della famiglia secondo tradizione (la loro), le brutte notizie, arrivano per esempio da due genitori che per vergogna accoltellano i propri figli omosessuali. Su questo punto mi chiedo quanti possano essere i casi che, invece, non arrivano in prima pagina. Anche se, bisogna dirlo, il caso siciliano ha subito avuto un seguito con tanto di foto fashion dell’accoltellato che, guarda caso, vuole entrare nel mondo platinato del cinema e della moda, ovvero in quel mondo allegro e scanzonato, tutto a colori che gli arriva a casa via chat (sue dichiarazioni al corriere.it), sfuttando un po l’ombra che prevale attorno a lui. Per fortuna sono molto più tranquillo dopo le esternazioni del Ministro delle DISpari opprtunità che afferma in piena convinzione che le discriminazioni contro gli omosessuali non esistono. Ma solo se si è nella cerchia delle sue amicizie. No scusate, ritiro quanto scritto: ha gia ritrattato. Altre brutte notizie, se così possono definirsi, arrivano anche dalle dichiarazioni del Sindaco di Roma Alemanno, il quale giustifica il diniego del patrocinio al gay pride capitolino con una più che coerente posizione di disaccordo sulle rivendicazioni, proprie della kermesse, di matrimoni tra omosessuali e coppie di fatto. Detto questo, perchè si dovrebbe « sperare » in brutte notizie come queste? Tenuto conto che la destra gay è di fatto « normativamente sterile », perchè gioire dell’assenza della sinistra gay in Parlamento ? Le ragioni sono semplici. Partendo da zero si può impostare un buon lavoro laico e civile, che tenga conto della realtà quotidiana e delle reali esigenze di una grossa fetta di cittadini che non si riconoscono in valori religiosi, o almeno non in quelli imposti dalla dottrina clericale cattolica italiana. Una debole speranza che qualche addetto ai lavori si metta a « faticare » per costruire un valido progetto per il futuro, è ancora viva. L’ importante è che, come tutti i progetti che si rispettino, questo risponda a un criterio di fattibilità che è di vitale importanza sia per la sua credibilità sia per la velocità di assimilazione da parte di coloro che, ideologicamente, si svegliano al mattino per contrastarlo aprioristicamente. Ad Alemanno non contesto nulla, è stato coerente nella sua posizione. Il facile richiamo alla ipocrisia del passato lo soffoco sul nascere ma lascio alla memoria personale di ognuno di voi le dichiaraizoni dei due predecessori vELTRONI e rUTELLI. Ormai la sinistra al governo è gia « passato ter-Remoto ». Adesso, in pieno veltrusconismo, non si può nemmeno sperare in una sana opposizione. Ecco perchè la mia speranza in questo momento è legata solo ai lavori extraparlamentari che si preoccupino di svegliare le coscienze sopite di chi la politica la subisce inerte. E’ ora di (ri)organizzarsi cominciando a far conoscere i progetti in corso prima ai loro diretti beneficiari. Sono questi ultimi che fra 5 anni (si spera non prima) andranno a votare. Sono questi che i giorni del gay pride devono far valere e pesare la propria presenza. Chissenefrega del patrocinio. Per una passeggiata lungo le vie del centro non c’ è bisogno di essere pagati. Non ci saranno gli striscioni coloratissimi? Non i palloncini iridati ? Non i chiassosi stereo-TIR ? Di nuovo chissenefrega. Portare un sorriso per rappresentare il proprio benessere ha una quantità infinita di benefici contro una nullità di costo. Basta infine parlare di « orgoglio » omosessuale ! Non c’è bisogno di essere orgogliosi di essere gay o etero. Sulla scia delle due principali strade etimologiche della parola GAY, sono certo che l’importante sia essere convinti in prima persona che si è consapevoli di essere « Good As You », ovvero, essere gioiosi, felici e, aggiungerei, consapevoli di essere omosessuali. |
INCENDIO AL COMING OUT
SIT IN contro l´omofobia e la transfobia
VENERDI´ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 22.00
via di San Giovanni in Laterano, 8 - GAY STREET -
Lunedì 18 febbraio, all´apertura del bar "Coming Out" in via di San Giovanni in Laterano 8, le proprietarie hanno riscontrato che parte dei locali erano stati incendiati. Si è trattato di un incendio doloso. Prima di tutto esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle proprietarie, alle lavoratrici e ai lavoratori. E´ un gesto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa. Colpire il Coming Out, che è tra i luoghi simbolo per la comunità gay romana e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, vuol dire ostacolare la visibilità delle persone lesbiche, gay e trans, costringendoci all´anonimato e al silenzio. Da tempo abbiamo denunciato azioni om ofobe contro la Gay Street, che è diventata un simbolo di civiltà e di dialogo con la nostra città plurale e chiediamo il supporto della Polizia e degli Enti Locali per garantire la sicurezza per le cittadine e i cittadini lesbiche, gay e trans.
Arcigay Roma ha indetto un SIT IN contro l´omofobia e la transfobia
VENERDI´ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 22.00
via di San Giovanni in Laterano, 8 - Gay Street -
Per adesioni roma@arcigay.it 347 9578585
Arcigay Roma Gruppo ORA
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21/01/08 - In memoria di un grande spirito laico è stato costituita la Fondazione Massimo Consoli. Come NO GOD abbiamo avuto l' onore e il grande piacere di avere Massimo come nostro conferenziere in molte occasioni. Ora che ci ha lasciato la sua ricca eredità di documentazione inerente alle lotte di liberazione del movimento omosessuale verrà gestita dalla fondazione di cui ci ha dato notizia Alba Montori. LEGGI |
20/12/07 - Porcate di Natale. E siamo di nuovo a Natale. Consumismo e frenesia faranno in modo che anche quest'anno arriveranno i soliti regali inutili. Eppur sempre di regalo si tratta. E ci ritroveremo sotto l'albero le pantofole con i pon-pon, oppure il solito portafogli di coccodrillo bordeaux o il solito accendino da tavola barocco come una luminare natalizia. Tutte cose diverse ma con un minimo comune denominatore: sono delle porcate. Il gOVERNO non è da meno, e anche dal gOVERNO abbiamo ricevuto una porcata sotto l'albero. Non sono passati molti giorni da quando prospettavo 3 scenari possibili sulla norma anti omofobia. E proprio il terzo scenario, che io definivo politicamente TERRIFICANTE, si è avverato. A brevi tappe ricordiamo: - La norma anti omofobia viene tolta dal Pacchetto sicurezza per darle una corsia di emergenza - Il Pacchetto sicurezza arriva in Senato prima della norma - La norma viene "nascosta" nel Pacchetto - mASTELLA se ne accorge e si imbufalisce - Il gOVERNO stipula un accordo con i mASTELLIANI che dice: Firmatelo così com'è e poi lo cambiamo - Marcello Pera si accorge di un errore grosso quanto una casa, PRIMA della votazione! - Il Presidente del Senato mARINI (la seconda carica dello Stato, colui che deve rappresentare l'unità dell'Italia e dei suoi cittadini nei casi previsti dalla Costituzione) dice che il provvedimento può essere votato così e che verrà corretto solo dopo la votazione (?!?!) - Il Pacchetto viene votato con l'errore Poi tutti coloro che si erano schierati contro la modifica chiesta da mASTELLA (verdi, socialisti e comunisti) si sono opposti a qualsivoglia modifica. Cosa si fa? Certo, si pensa all'ennesima presa per i fondelli (che io oso definire una porcata politica) per camuffare la più completa divisione della maggioranza sul tema dei diritti civili. E' assordante il silenzio di coloro che non volevano nessuna modifica. mASTELLA si è compiaciuto almeno su 4 testate nazionali differenti da ieri ad oggi. E i comunisti? E i verdi? Dov'è gRILLINI? lUXURIA? dESIMONE? Parafrasando il codice penale direi: "Colui che non impedisce una porcata che ha l'obbligo (morale e politico) di impedire contribuisce a commetterla." Invece che correggere un errore, che pur essendo di una portata gigantesca si riduce ad un piccolo riferimento normativo errato, si preferisce riscrivere l'interno pacchetto sicurezza senza la norma indicata, che OVVIAMENTE viene stralciata in blocco per avere la solita corsia preferenziale in commissione, e la dignità di una discussione autonoma (rUTELLI dixit). MA CHI LA VUOLE STA DIGNITOSA DISCUSSIONE? Ma chi l'ha chiesta sta corsia preferenziale? Una cosa è certa, quello che non si vota oggi non si voterà nemmeno domani. Ma si, è Natale, cosa importa a me che sono un cittadino tutto preso dallo shopping natalizio? Che mi frega della finanziaria in votazione, del decreto milleproroghe, dell'ennesimo voto di fiducia (credo che in 2 anni di governo pRODI abbiano gia superato il nr. di fiducie chieste dal precedente esecutivo). E ancora, le porcate sono come le ciliegie, una tira l'altra. Le dichiarazioni della bINETTI che afferma che lei non ha nulla contro gli omosessuali. Ditele che su youtube c'è una megera che le assomiglia tantissimo e che parla in termini e toni razzisti decisamente diversi. E il festival delle porcate non finisce qui. Abbiamo la porcata capitolina di pochissimi giorni fa. Il PD di vELTRONI, o meglio, vELTRONI del PD, che a livello nazionale si propone come paladino degli interessi e dei diritti delle coppie di fatto. Aveva la possibilità di far vedere a tutto il mondo politico le sue vere intenzioni, usando il municipio romano come una palestra politica, un biglietto da visita per le elezioni (che spero vivamente arrivino presto). Invece no! sINDACO e vICE sINDACO pensano bene di andare a fare una gita fuori porta in Abruzzo per un "impegno ufficiale". (E allora? Si sposta la seduta al giorno dopo) Ovviamente la proposta di creare un innocuo e (dal punto di vista legale) inerte registro civile a Roma è stata respinta IN MASSA dai politicanti capitolini. Allora che si fa? Apriamo i giornali per nutrirci degli insulti che liberamente si possono pubblicare. Si ritorna a parlare di atti immorali e contro natura; lo stesso cOSSIGA, che è stato Presidente della Repubblica, ha portato questa espressione nell'aula parlamentare. Il Giornale scomoda addirittura San Girolamo per un titolo d'effetto: "Con le campagne pro-gay vince il mondo dell'irreale", riferendosi alla teoria del Santo la quale afferma che «Il demonio scimmiotta Dio e vuole creare un'altra realtà...». IL DEMONIO !!! Per fortuna c'è Babbo Natale che mi difenderà. Leggo che prossimamente si potrà scegliere di farsi curare in uno Stato europeo semplicemente se il malato richiedente reputi più conveniente quella struttura rispetto a quella italiana. Non sarebbe male poter scegliere un altro Stato anche in caso di assoluta sfiducia nella classe politica Il festival delle porcate non finisce qui, ne sono certo. Aspettiamo la prossima. D.C. |
18/12/07 - L'ULTIMO GIORNO DI CREDIBILITA' LAICA DI VELTRONI Francesco Paoletti - Coordinatore del Circolo di Roma dell' UAAR |
13/12/07 - L'analisi logica nella politica. E' strano come in Italia si abbiano periodi in cui i fatti sembrino essersi messi d'accordo per accadere quasi contemporaneamente. E' così, per esempio, che nell'arco di una settimana si sente parlare ogni giorno di cani che aggrediscono bambini piuttosto che di pirati della strada che investono i passanti. Solo d'estate si avvistano squali in mare e tutti i truffatori di anziani agiscono lo stesso giorno dell'anno. E poi il silenzio, che potrebbe durare anche mesi senza che casi simili si ripresentino nella cronaca quotidiana. Seguendo questra strana tesi, è da qualche giorno che sento parlare di politica in termini di analisi logica. Come funghi in autunno vedo spuntare nuovi e diversi soggetti politici. Soggetto, sostantivo maschile atto a indicare una questione su cui si verte. Una persona o una cosa direttamente connessa al predicato verbale. E in politica di prediche se ne sentono fin troppe, come troppi sono i soggetti politici che, in piena coerenza con la legge fondamentale della natura, mai si creano, mai si distruggono ma sempre si trasformano. E' da poco arrivato il nuovo soggetto politico di Berlusconi, come nuovo è il soggetto poliltico di vELTRONI, e poi abbiamo la "Cosa Rossa", la "Cosa Bianca" e, last but not least, "La sinistra l'arcobaleno". Ed ecco ieri comparire nel tatro politico italiano l'ultimissimo ritrovato di soggetto. Un nuovo soggetto politico e sociale di riferimento del mondo omosessuale italiano. L'annuncio di ieri è del presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso. Quasi come una minaccia postdatata, Mancuso ci informa che a febbraio ci sara' una grande manifestazione nazionale che parlerà direttamente alla societa' italiana (gay, lesbiche, trans) e, aggiungerei per fortuna, anche a tutte le persone laiche e libertarie che senza alcun riferimento partitico avvertono l'attuale politica lontana, se non addirittura nemica. Il grande evento sarà per febbraio ma si è sentita forte la necessità di annunciarlo oggi. Perché? Perché non fare oggi la manifestazione? Forse per sondare gli umori trasversali e avere il tempo di aggiustare il tiro? Forse per prenotarsi un posto al sole del Parlamento in previsione di elezioni imminenti? Oppure perché bisogna attendere che la nuova legge elettorale chiarisca i nuovi orizzonti per permettere al nuovo "soggetto politico" di superare i diversi sbarramenti-percentuale che verranno imposti dalla prossima riforma elettorale?. Una cosa è certa: una ghettizzazione (anche se limitata al campo politico) ha solo risvolti negativi. Sono curioso di sapere con quali aggregazioni acrobatiche si potranno superare gli sbarramenti previsti dalla riforma elettorale in valutazione. Un altro dubbio ce l'ho pensando all'isolamento a cui il partito potrebbe venirsi a trovare in caso di contrasto su determinati argomenti (praticamente tutti quelli che riguardano la tematica omosessuale). Non ho nessun dubbio che sulle questioni inerenti la laicità dello Stato, il supporto della sinistra (e non tutta) sarebbe garantito. La curiosità resta se mi chiedo se, anche per le questioni strettamente riguardanti la tematica omosessuale, la stessa sinistra laica supporterà, senza vicolo di partito, questo nuovo soggetto politico ancora in itinere. Continuando l'analisi logica fatta in premessa, mi preme sottolineare che l'analisi, in politica come in sintassi, non si dovrebbe fermare al soggetto e al predicato. Sarebbe una frase tronca, che dice poco. Più completa sarebbe la frase arricchita da un comlemento oggetto, in modo che l'analisi contempli tutti gli elementi che la compongono per meglio comprenderne i procedimenti formali che esprimone l'idea. Mi piacerebbe cominciare a vedere tanti "complementi oggetti" che seguono le tante prediche politiche. Vedere finalmente un risultato da portare a casa per poi passare al progetto successivo che completi la frase in corso. Aspettiamo febbraio e vediamo tutte le mutazioni genetiche che questo nuovo soggetto politico subirà in corso d'opera. D.C. |
10/12/07 - (Omofobia in Parlamento. Aggiornamento) Pane e ignoranza |
8/12/07 - (Riceviamo da un nostro cortese lettore e volentieri pubblichiamo) Credo che un fondo così fondo non si sia mai toccato dall'inizio della legislatura Prodi. E la cosa che più mi fa paura, è che ho l'imporessione che non si sia ancora raggiunto il punto più profondo. |
16 GIUGNO 2007 - VITTORIA DELLE FAMIGLIE FONDATE SULL' AMORE CONTRO LE FAMIGLIE DEL 12 MAGGIO FONDATE SULL' IPOCRISIA E LA DISCRIMINAZIONE. UN MILIONE DI CITTADINI IN PIAZZA SAN GIOVANNI ANNIENTANO L' EFFIMERO SUCCESSO DI BAGNASCO E PEZZOTTA UN MESSAGGIO DIROMPENTE PER I POLITICI AL SERVIZIO DEL PAPA RE NEL PARLAMENTO ITALIANO |
19/06/07 - Un Generale dimezzato. 17/06/07 - Vittoria ! 17/06/07 - Sul Gay Pride di ieri, che passerà alla storia del nostro Paese, ecco il gustoso commento di Tiziana Ficacci. LEGGI - E qui il commento di Anna Spina su www.direfarepensare.it 16/06/07 - TUTTI AL GAY PRIDE !!!! |
Sabato 9 Luglio 2005 Gay Pride di Roma
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GAY
PRIDE E ORGOGLIO LAICO
ROMA 9 LUGLIO 2005 NO
GOD – Atei per la laicità degli Stati partecipa a questo
gay-pride romano con la speranza di vedere approvata anche in Italia,
come già in tutti i paesi civili d’Europa e del mondo,
una legge che riconosca giuridicamente le coppie omosessuali. VIVA
LA RESISTENZA LAICA |