GAY PRIDE

30/06/08 - Da Facciamo Breccia

Tutte/i con Graziella.
Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti
avvenuti al Pride di Bologna


Facciamo breccia esprime sconcerto e
preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla
conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna
di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli
interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano,
vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro
coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la
scritta: "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" per
rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella
data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata
da un'istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla
Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri
attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all'ingresso del palco
da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un
uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo
dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella
viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l'
uomo che l'aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono
allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori
dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso
terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene
spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e
altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che
la "signora" non aveva fatto niente e che la situazione era
incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo,
indagata per "Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate
alla resistenza".
Graziella stava partecipando ad un'azione di
comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava
nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al
pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante
il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per
rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le
destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in
ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.
Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e
arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha
lasciato svolgere l'azione del tutto pacifica che ha riscosso molto
riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente
preso parte.
Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande
corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e
cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile
fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili
del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay – Arcilesbica,
da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e
transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum
Sociale Europeo di Firenze del 2002.
Non si era mai vista la polizia
legittimata sul palco di un pride: il concetto di "sicurezza" messo in
opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è
risultato un'azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un'
attivista riconosciuta da tutte e tutti.
Chiediamo oggi a tutte le
componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività
politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione,
cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di
prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una
nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al
Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria
si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia è
stata causata da un abnorme "equivoco".

Coordinamento Facciamo Breccia
www.facciamobreccia.org


8 giugno 2008 - dal nostro amico D.C.

Anche l'ultimo Gay Pride romano è passato. E per fortuna, aggiungerei.

L'attesa di un anno si è esaurita nella solita carnevalata che tutto rievoca tranne la rivolta di Stonewall del 1969 a New York.

Liberi di manifestare in un paese libero ma credo che la questione non debba esaurirsi nascondendosi solo dietro la libertà di espressione individuale.

Il problema vero è a monte e sta nella organizzazione delle manifestazioni di questo tipo. Di manifestazioni ce ne sono tante. Anche durante i Gran Premi di Formula Uno, per esempio, le ragazze smaniano per alzarsi la T-shirt (gia succinta fino a togliere loro il respiro) per mostrare alla prima telecamera che le inquadra tutto l'orgoglio delle loro mammelle (spesso anche aiutate con lieviti artificiali).

Però nessuno si sognerebbe mai di associare la gara di automobilismo ad una mostra selvaggia di tette siliconate. Con il Gay pride (italiano) invece è così.
Il punto, a mio avviso, è nella mancanza di relazioni esterne all'organizzazione. Un collegamento che serva soprattutto a spiegare i veri motivi di quella manifestazione. E, infine, in un diverso equilibrio mediatico tra i manifestanti e i « mostranti ».

Dov'erano le parti politiche che ne condividono gli aspetti di fondo? Non parlo dei singoli visi pallidi che si fanno fotografare dietro uno striscione di qualche associazione.

Parlo del gota del partito che si presenta a nome e per conto di tutta la sua organizzazione politica. Dove sono i personaggi pubblici che sui gay ci campano e che con la loro presenza possono si spostare i consensi e modificare le opinioni ? Ma è ovvio che la Carrà o la Turci piuttosto che la Nannini non saliranno mai sul fragile palco che gli organizzatori offrirebbero loro. Vi siete mai chiesti perchè personaggi di spicco, notoriamente gay, non vi partecipino? Forse perchè poi smetterebbero di lavorare in televisione?

Sito on line di repubblica : 23 foto del gay pride di Roma.
Il corriere on line : 24.

Mi si perdoni la drastica sintesi ma credo di non aver visto nessuna foto che mi facesse capire (o almeno intendere) che lo scopo di quel giorno non fosse infilarsi impunemente la lingua in bocca davanti alla camera fotografica del giornalista (baciarsi è decisamente altra cosa) o non godere con mitrie papali ornate di ingiurie gratuite e senza senso pratico (per quanto la mia posizione sia notoriamente contro le tesi - tutte - del vATICANO inteso come organo politica della vita italiana).

Senza senso, ai fini del dibattito vero, anche le foto di diavolesse (che più checche non si può) che con grandi ali da farfalla sfilano con fare cattivo su due zatteroni leather con due cani dobermann al guinzaglio.

Tutta sta gran premessa per arrivare alle gravi mancanze di ogni pride italiano che io ricordi (tranne il world pride del 200O) e per sottolineare che molti (moltissimi) gay restano lontani da quella caciara pur condividendone gli stessi propositi.

Manca, o comunque non si coglie, il senso civico della manifestazione. Non si colgono gli aspetti politici delle richieste ai politicanti. Anche la protesta contro la cARFAGNA si è limitata a 12 travestite che si fingono carceriere dei diritti, di chi o di cosa, su di un carro di presunta allegoria.

Siamo realisti : c'è più molto più senso politico sui carri allegorici di Putignano o di Cento.
Un mio modesto parere, lo esprimo anche sugli aspetti di contorno che hanno accompagnato quest'anno l'evento e che ho trovato molto seri e alquanto gravi.

E' da poco prima delle elezioni primaverili che ha cominciato a (ri)prendere piede una informazione omofobica di chiaro stampo politico-clericale. Come d'incanto si scoprono prostituti cubani agli angoli delle nostre case, si scopre l'esistenza di marchette rumene attorno alla Stazione centrale di Milano e di attempati torinesi disposti a ricompensare giovani avventori di una sauna dove si gira « persino con solo un asciugamani attorno alla vita ».

Quest'anno, a latere del Gay Pride, si è registrato un fatto che si sta cercando di far passare troppo sotto banco. La mancata concessione, all'ultimo istante, di P.zza San Giovanni è un fatto di una gravità con pochi precedenti in un paese dove il diritto di manifestare è sancito dalla Costituzione e regolato dal Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza.

L'autorizzazione all'accesso alla piazza era stata concessa in larghissimo anticipo. Poi, a dire dei diretti interessati, si scopre quasi per caso che questa concessione è stata unilateralmente revocata. Motivo? Un concerto che sarebbe iniziato in serata all'interno delle mura di San Giovanni in Laterano.

Con tutto il rispetto per eventi di questo tipo, ma mi si permetta di chiedere: E CHI SE NE FREGA? Non credo che i residenti di P.zza Navona siano più cretini per doversi subire d'ordine il casino della manifestazione, per ossequiare il silenzio ai 50 (ad essere buoni) spettatori del concerto canonico.

Non mi si faccia credere, per cortesia, che detto concerto non poteva essere rimandato e non mi si dica che questo possa influire in qualche modo su una manifestazione che si svolge su un luogo pubblico (italiano, per di più).

Ricordo, per esempio, che i miei esami di maturità furono disturbati da una manifestazione di metalmeccanici che passava sotto le finestre della mia aula. Mi si vuole fare credere forse che la mia maturità scolastica sia meno importante di un canto gregoriano? Che nessuno si permetta. Eppure quel corteo non fu rimandato e nemmeno deviato. Nessuno se ne interessò.
Il mio diritto alla maturità non ledeva il loro diritto a manifestare.

Considerando che gli eventi canori delle centinaia di chiese a Roma (come, del resto, in tutta Italia) non sono annoverate nell'agenda del Consiglio provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, devo pensare che sia stata una richiesta partita dall'interno delle mura lateranensi (o vaticane).

Devo pensare anche che l'idea di spostare il concerto non sia stata presa in considerazione e devo credere, infine, che l'ordine clericale italiano non abbia nemmeno tentato una conciliazione con gli organizzatori della manifestazione. Sono andati diritti dall'autorità costituita ottenendone un immediato appecorinamento ai loro voleri.

Sia chiaro che, col senno del poi, sia stato anche un bene che i 4 gatti che hanno manifestato non si siano mostrati in tutta la loro insignificante presenza in una piazza, come quella di S. Giovanni in Laterano, così grande da evidenziare più le assenze che le presenze. Del resto i 500 mila vantati dagli organizzatori sono ben lontani dai 20 mila ufficializzati dai dati (più credibili) della Questura.

La giusta reazione ad una ingerenza di questo tipo (chiedo scusa per coloro che credono che la parola ingerenza sia una moda qualunquista) sarebbe stata una immediata sospensione della manifestazione. Le possibili soluzioni sarebbero potute essere lo slittamento di 15 gg (per rinnovare le necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza) o, meglio ancora, annullarla del tutto, dando appuntamento a tutti al pride nazionale di Bologna per una più sonora e univoca protesta nazionale. Questo sì che sarebbe stato un segno chiaro di protesta contro tutta quella parte politica che ha taciuto, nonostante che la trombatura delle ultime elezioni politiche sia stata dovuta, in gran parte, anche al loro silenzio contro la vaticanizzazione delle nostre istituzioni.

In ultima ipotesi, si sarebbe potuto sì accettare l'infamia del cambiamento unilaterale della piazza ma dare allo stesso tempo un decisio cambio di registro al tono della quermesse: Meno colore, meno musica, meno pallettes e farla diventare una protesta vera come quelle newyorkesi del '69. Una manifestazione di dissenso vero, civile e sano.

Gli spunti del resto non mancavano (e continuano a non mancare). Alla piazza negata ci si poteva aggiungere l'ennesimo ritardo sulla questione dei diritti civili; qualcuno poteva far notare che il Consiglio dei Ministri ha da poco adottato un provvedimento per la ratifica del Trattato di Barcellona ma che non vi è nel programma di Governo un solo straccio di disegno di legge per attuarne gli aspetti legati al riconoscimento dei dirtti civili ivi previsti.

Tanto si poteva fare ma non si è fatto. E siamo di nuovo qui a sfogliare i giornali con le foto delle solite tette coperte di strass, delle vertiginose zeppe di vernice rossa e di volgari slinguazzamenti che si vogliono far passare come diritto ad essere liberi.

No, non concordo. Continuo ad essere fermo nella mia chiara richiesta di diritti civili (e non religiosi) ma non mi si mischi con questo tipo di metodo. Non è il mio.

Un grazie alla Provincia di Roma per il patrocinio: l'ennesimo sperpero di soldi pubblici che puzza di elemosina dalla chiara connotazione politica.
10/06/08 - ROMA PRIDE 2008:
IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA,
FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO



Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre
200.000 persone.
Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei
movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro
di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà
di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di
destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride
il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando
simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano
(Santa Sede).
Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata,
occupiamo San Pietro”, “No Vat”,  “Facciamo Breccia”.
La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di
Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono
state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine
fotografiche.
Contemporaneamente, l'azione veniva rivendicata dal palco del Pride in
piazza Navona.
Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che
però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.
Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da
qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e
trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e
sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti.
Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei
pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay.

Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra
solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e
alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio
per chiunque sia identificato come ‘diverso’.
In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla
nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di
resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione
istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo
definitivamente la strada ad un regime autoritario.
Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata
da “Radio Onda Rossa" è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina
del nostro sito www.facciamobreccia.org


Coordinamento Facciamo Breccia

29 Maggio 2008 - Dal nostro cortese amico D.C.

Finalmente un po' di brutte notizie.

Per fortuna è finito il
periodo delle mezze promesse, delle finte proposte, delle sterili
considerazioni di chi preferisce parlare invece che agire.

Finalmente vediamo
che qualcuno non è d’accordo con il riconoscimento dei diritti civili che,
durante i 5 anni di opposizione e i 2 di governo, la sinistra ha sbandierato ma
che poi, alla fine, non ha potuto materializzare in un provvedimento concreto.
Sia ben chiaro che l’impossibilità incontrata dal precedente Governo era solo
intestina, dovuta alle improponibili (quanto improbabili) alleanze che hanno
loro permesso di vincere le elezioni, seppur con una esigua maggioranza. La
colpa fu data alla legge elettorale ma, col senno di poi, possiamo
tranquillamente constatare che con il medesimo sistema elettorale, altri hanno
fatto decisamente meglio.

Torniamo al preambolo. Se escludiamo i moniti
inflazionati del vATICANO e i continui appelli della CEI alla sacralità della
famiglia secondo tradizione (la loro), le brutte notizie, arrivano per esempio
da due genitori che per vergogna accoltellano i propri figli omosessuali. Su
questo punto mi chiedo quanti possano essere i casi che, invece, non arrivano
in prima pagina. Anche se, bisogna dirlo, il caso siciliano ha subito avuto un
seguito con tanto di foto fashion dell’accoltellato che, guarda caso, vuole
entrare nel mondo platinato del cinema e della moda, ovvero in quel mondo
allegro e scanzonato, tutto a colori che gli arriva a casa via chat (sue
dichiarazioni al corriere.it), sfuttando un po l’ombra che prevale attorno a
lui.

Per fortuna sono molto più tranquillo dopo le esternazioni del Ministro
delle DISpari opprtunità che afferma in piena convinzione che le
discriminazioni contro gli omosessuali non esistono. Ma solo se si è nella
cerchia delle sue amicizie. No scusate, ritiro quanto scritto: ha gia
ritrattato.

Altre brutte notizie, se così possono definirsi, arrivano anche
dalle dichiarazioni del Sindaco di Roma Alemanno, il quale giustifica il
diniego del patrocinio al gay pride capitolino con una più che coerente
posizione di disaccordo sulle rivendicazioni, proprie della kermesse, di
matrimoni tra omosessuali e coppie di fatto.

Detto questo, perchè si dovrebbe
« sperare » in brutte notizie come queste? Tenuto conto che la destra gay è di
fatto « normativamente sterile », perchè gioire dell’assenza della sinistra gay
in Parlamento ?

Le ragioni sono semplici. Partendo da zero si può impostare un
buon lavoro laico e civile, che tenga conto della realtà quotidiana e delle
reali esigenze di una grossa fetta di cittadini che non si riconoscono in
valori religiosi, o almeno non in quelli imposti dalla dottrina clericale
cattolica italiana.

Una debole speranza che qualche addetto ai lavori si metta
a « faticare » per costruire un valido progetto per il futuro, è ancora viva. L’
importante è che, come tutti i progetti che si rispettino, questo risponda a un
criterio di fattibilità che è di vitale importanza sia per la sua credibilità
sia per la velocità di assimilazione da parte di coloro che, ideologicamente,
si svegliano al mattino per contrastarlo aprioristicamente.

Ad Alemanno non
contesto nulla, è stato coerente nella sua posizione. Il facile richiamo alla
ipocrisia del passato lo soffoco sul nascere ma lascio alla memoria personale
di ognuno di voi le dichiaraizoni dei due predecessori vELTRONI e rUTELLI.
Ormai la sinistra al governo è gia « passato  ter-Remoto ».

Adesso, in pieno
veltrusconismo, non si può nemmeno sperare in una sana opposizione.

Ecco
perchè la mia speranza in questo momento è legata solo ai lavori
extraparlamentari che si preoccupino di svegliare le coscienze sopite di chi la
politica la subisce inerte. E’ ora di (ri)organizzarsi cominciando a far
conoscere i progetti in corso prima ai loro diretti beneficiari. Sono questi
ultimi che fra 5 anni (si spera non prima) andranno a votare. Sono questi che i
giorni del gay pride devono far valere e pesare la propria presenza.
Chissenefrega del patrocinio. Per una passeggiata lungo le vie del centro non c’
è bisogno di essere pagati. Non ci saranno gli striscioni coloratissimi? Non i
palloncini iridati ? Non i chiassosi stereo-TIR ?  Di nuovo chissenefrega.


Portare un sorriso per rappresentare il proprio benessere ha una quantità
infinita di benefici contro una nullità di costo. Basta infine parlare di «
orgoglio » omosessuale ! Non c’è bisogno di essere orgogliosi di essere gay o
etero. Sulla scia delle due principali strade etimologiche della parola GAY,
sono certo che l’importante sia essere convinti in prima persona che si è
consapevoli di essere « Good As You », ovvero, essere gioiosi, felici e,
aggiungerei, consapevoli di essere omosessuali.


INCENDIO AL COMING OUT
SIT IN contro l´omofobia e la transfobia
VENERDI´ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 22.00
via di San Giovanni in Laterano, 8 - GAY STREET -

Lunedì 18 febbraio
, all´apertura del bar "Coming Out" in via di San Giovanni in Laterano 8, le proprietarie hanno riscontrato che parte dei locali erano stati incendiati. Si è trattato di un incendio doloso. Prima di tutto esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle proprietarie, alle lavoratrici e ai lavoratori.
E´ un gesto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa. Colpire il Coming Out, che è tra i luoghi simbolo per la comunità gay romana e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, vuol dire ostacolare la visibilità delle persone lesbiche, gay e trans, costringendoci all´anonimato e al silenzio. Da tempo abbiamo denunciato azioni om ofobe contro la Gay Street, che è diventata un simbolo di civiltà e di dialogo con la nostra città plurale e chiediamo il supporto della Polizia e degli Enti Locali per garantire la sicurezza per le cittadine e i cittadini lesbiche, gay e trans.
Arcigay Roma ha indetto un SIT IN contro l´omofobia e la transfobia
VENERDI´ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 22.00
via di San Giovanni in Laterano, 8 - Gay Street -

Per adesioni roma@arcigay.it
347 9578585
Arcigay Roma Gruppo ORA


21/01/08 - In memoria di un grande spirito laico è stato costituita la Fondazione Massimo Consoli. Come NO GOD abbiamo avuto l' onore e il grande piacere di avere Massimo come nostro conferenziere in molte occasioni. Ora che ci ha lasciato la sua ricca eredità di documentazione inerente alle lotte di liberazione del movimento omosessuale verrà gestita dalla fondazione di cui ci ha dato notizia Alba Montori. LEGGI

20/12/07 - Porcate di Natale.

E siamo di nuovo a Natale. Consumismo e frenesia faranno in modo che anche quest'anno arriveranno i soliti regali inutili. Eppur sempre di regalo si tratta.

E ci ritroveremo sotto l'albero le pantofole con i pon-pon, oppure il solito portafogli di coccodrillo bordeaux o il solito accendino da tavola barocco come una luminare natalizia. Tutte cose diverse ma con un minimo comune denominatore: sono delle porcate.

Il gOVERNO non è da meno, e anche dal gOVERNO abbiamo ricevuto una porcata sotto l'albero. Non sono passati molti giorni da quando prospettavo 3 scenari possibili sulla norma anti omofobia. E proprio il terzo scenario, che io definivo politicamente TERRIFICANTE, si è avverato.

A brevi tappe ricordiamo:
- La norma anti omofobia viene tolta dal Pacchetto sicurezza per darle una corsia di emergenza
- Il Pacchetto sicurezza arriva in Senato prima della norma
- La norma viene "nascosta" nel Pacchetto
- mASTELLA se ne accorge e si imbufalisce
- Il gOVERNO stipula un accordo con i mASTELLIANI che dice: Firmatelo così com'è e poi lo cambiamo
- Marcello Pera si accorge di un errore grosso quanto una casa, PRIMA della votazione!
- Il Presidente del Senato mARINI (la seconda carica dello Stato, colui che deve rappresentare l'unità dell'Italia e dei suoi cittadini nei casi previsti dalla Costituzione) dice che il provvedimento può essere votato così e che verrà corretto solo dopo la votazione (?!?!)
- Il Pacchetto viene votato con l'errore

Poi tutti coloro che si erano schierati contro la modifica chiesta da mASTELLA (verdi, socialisti e comunisti) si sono opposti a qualsivoglia modifica.
Cosa si fa? Certo, si pensa all'ennesima presa per i fondelli (che io oso definire una porcata politica) per camuffare la più completa divisione della maggioranza sul tema dei diritti civili.

E' assordante il silenzio di coloro che non volevano nessuna modifica. mASTELLA si è compiaciuto almeno su 4 testate nazionali differenti da ieri ad oggi. E i comunisti? E i verdi? Dov'è gRILLINI? lUXURIA? dESIMONE?

Parafrasando  il codice penale direi:
"Colui che non impedisce una porcata che ha l'obbligo (morale e politico) di impedire contribuisce a commetterla."

Invece che correggere un errore, che pur essendo di una portata gigantesca si riduce ad un piccolo riferimento normativo errato, si preferisce riscrivere l'interno pacchetto sicurezza senza la norma indicata, che OVVIAMENTE viene stralciata in blocco per avere la solita corsia preferenziale in commissione, e la dignità di una discussione autonoma (rUTELLI dixit).

MA CHI LA VUOLE STA DIGNITOSA DISCUSSIONE? Ma chi l'ha chiesta sta corsia preferenziale? Una cosa è certa, quello che non si vota oggi non si voterà nemmeno domani. 
Ma si, è Natale, cosa importa a me che sono un cittadino tutto preso dallo shopping natalizio? Che mi frega della finanziaria in votazione, del decreto milleproroghe, dell'ennesimo voto di fiducia (credo che in 2 anni di governo pRODI abbiano gia superato il nr. di fiducie chieste dal precedente esecutivo).
E ancora, le porcate sono come le ciliegie, una tira l'altra.

Le dichiarazioni della bINETTI che afferma che lei non ha nulla contro gli omosessuali. Ditele che su youtube c'è una megera che le assomiglia tantissimo e che parla in termini e toni razzisti decisamente diversi.

E il festival delle porcate non finisce qui. Abbiamo la porcata capitolina di pochissimi giorni fa. Il PD di vELTRONI, o meglio, vELTRONI del PD, che a livello nazionale si propone come paladino degli interessi e dei diritti delle coppie di fatto. Aveva la possibilità di far vedere a tutto il mondo politico le sue vere intenzioni, usando il municipio romano come una palestra politica, un biglietto da visita per le elezioni (che spero vivamente arrivino presto). Invece no! sINDACO e vICE sINDACO pensano bene di andare a fare una gita fuori porta in Abruzzo per un "impegno ufficiale". (E allora? Si sposta la seduta al giorno dopo)
Ovviamente la proposta di creare un innocuo e (dal punto di vista legale) inerte registro civile a Roma è stata respinta IN MASSA dai politicanti capitolini.

Allora che si fa? Apriamo i giornali per nutrirci degli insulti che liberamente si possono pubblicare. Si ritorna a parlare di atti immorali e contro natura; lo stesso cOSSIGA, che è stato Presidente della Repubblica, ha portato questa espressione nell'aula parlamentare. Il Giornale scomoda addirittura San Girolamo per un titolo d'effetto: "Con le campagne pro-gay vince il mondo dell'irreale", riferendosi alla teoria del Santo la quale afferma che «Il demonio scimmiotta Dio e vuole creare un'altra realtà...».

IL DEMONIO !!! Per fortuna c'è Babbo Natale che mi difenderà.
Leggo che prossimamente si potrà scegliere di farsi curare in uno Stato europeo semplicemente se il malato richiedente reputi più conveniente quella struttura rispetto a quella italiana. Non sarebbe male poter scegliere un altro Stato anche in caso di assoluta sfiducia nella classe politica

Il festival delle porcate non finisce qui, ne sono certo.

Aspettiamo la prossima.


D.C.

18/12/07 - L'ULTIMO GIORNO DI CREDIBILITA' LAICA DI VELTRONI

Riesco a scrivere solo ora circa quella che è stata la seduta del consiglio capitolino più deprimente e raccapricciante a cui abbia mai assistito (e per me è la terza).

All'inizio sembrava mancare il numero legale, poi invece si è dato il via ai lavori : Veltroni assente !
I lavori si sono aperti con una lunga sequela di interventi e di dichiarazioni di voto sulla proposta di delibera delal Garavaglia (che doveva sostituire quella popolare).
Inutile elencarli tutti (ho filmato solo l'intervento di Quadrana), l'unica cosa che posso sottolineare è il carattere delle varie correnti :

Consiglieri promotori e sostenitori della delibera - decisamente vicine alle nostre posizioni
Consigliri opposizione - confessionalismo più becero che tentava di negare la dipendenza degli stessi partiti dall'ingerenza clericale
Consiglieri del PD - gesuitismo cerchiobottista

Durante l'intervento della Spera c'è stata un'interruzione da parte di due consiglieri dell'UDEUR e di uno di AN : la reazione della platea (soprattutto dei radicali) è stata immediata : hanno gridato "fascisti"; la seduta stava per essere sospesa.
Negli interventi precedenti e successivi ogni volta che l'UDC interveniva a difesa della famiglia la platea gli gridava a ripetizione il nome di Cosimo Mele.
Terminati gli interventi si è passti alla votazione : delibera bocciata !

Si passa poi all'esame di tre proposte (una dell'opposizione e due della maggioranza) : tutte e tre bocciate !

Arriva alla fine la votazione sulla delibera popolare (per la quale avevamo raccolto più di 10000 firme).
Mentre io riprendo col palmare, Massimiliano Iervolino (segretario de Radicali di Roma e capogruppo del nostro comitato promotore) interviene e spara a zero su tutti : denuncia tutte le irregolarità del Comune verso i regolamenti e verso tutte le delibere di iniziativa popolare che sono in attesa di discussione da anni, denuncia tutti i retroscena che si sono avuti a Roma dal 22 novembre e i rapporto tra Sindaco e Vaticano, denuncia anche i miliardi di euro che ogni anno vengono versati al vaticano, soldi con cui vengono finaziate anche le campagne elettorali di alcuni consiglieri dell'opposizione.
A questo punto l'opposizione insorge, la platea reagisce immediatamente ed inizia ad apostrofare i consiglieri dell'opposizione con termini come "leccapreti" e "baciapile".
Dopo un attimo di confusione, la seduta riprende.
Si passa ad un ultimo giro di interventi (in cui dalla platea viene di nuovo gridato il nome di Cosimo Mele ogni volta che l'UDC tenta di parlare di difesa della famiglia).
Si arriva alla votazione.
Poco prima della votazione due ragazze di ARCILESBICA gridano "Vogliamo le unioni civili" e si baciano davanti al Consiglio.
Altro momento di cofusione.
Si vota : delibera bocciata !
Immediatamente dalla platea il Comitato promotore tira fuori tante bandierine del Vaticano e grida "Viva il papa re !".
I Giovani socialisti espongono un cartello con scritto PD = POI DECIDEREMO i vigili si avvicinano per rimuovere gli oggetti mentre io riprendo tutto col palmare.

Questa giunta capitolina con una maggioranza schiacciante della sinistra (38 contro 22) non è riuscita a far approvare un provvedimento semplice e banale come il registro delle unioni civili, ma non basta : è riuscita a non far approvare la propria delibera sostitutiva e tutti i provvedimenti che alcuni suoi gruppi hanno presentato.
Il Sindaco si è dato latitante !
E' la giornata più nera del nuovo partito appena nato : il PD e Veltroni si coprono di ridicolo perchè lo stesso Ruini si era dichiarato contrario a una della proposte del PD di mandare tutto alle decisioni del governo (provvedimento attraverso cui Valter tentava di uscire dal casino delle UNIONI CIVILI dalla porta di servizio).

Veltroni vergogna !

Francesco Paoletti - Coordinatore del Circolo di Roma dell' UAAR


13/12/07 - L'analisi logica nella politica.

E' strano come in Italia si abbiano periodi in cui i fatti sembrino essersi messi d'accordo per accadere quasi contemporaneamente.
E' così, per esempio, che nell'arco di una settimana si sente parlare ogni giorno di cani che aggrediscono bambini piuttosto che di pirati della strada che investono i passanti. Solo d'estate si avvistano squali in mare e tutti i truffatori di anziani agiscono lo stesso giorno dell'anno. E poi il silenzio, che potrebbe durare anche mesi senza che casi simili si ripresentino nella cronaca quotidiana.

Seguendo questra strana tesi, è da qualche giorno che sento parlare di politica in termini di analisi logica. Come funghi in autunno vedo spuntare nuovi e diversi soggetti politici.
Soggetto, sostantivo maschile atto a indicare una questione su cui si verte. Una persona o una cosa direttamente connessa al predicato verbale.

E in politica di prediche se ne sentono fin troppe, come troppi sono i soggetti politici che, in piena coerenza con la legge fondamentale della natura, mai si creano, mai si distruggono ma sempre si trasformano.

E' da poco arrivato il nuovo soggetto politico di Berlusconi, come nuovo è il soggetto poliltico di vELTRONI, e poi abbiamo la "Cosa Rossa", la "Cosa Bianca" e, last but not least, "La sinistra l'arcobaleno".

Ed ecco ieri comparire nel tatro politico italiano l'ultimissimo ritrovato di soggetto. Un nuovo soggetto politico e sociale di riferimento del mondo omosessuale italiano. L'annuncio di ieri è del presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso. 
Quasi come una minaccia postdatata, Mancuso ci informa che a febbraio ci sara' una grande manifestazione nazionale che parlerà direttamente alla societa' italiana (gay, lesbiche, trans) e, aggiungerei per fortuna, anche a tutte le persone laiche e libertarie che senza alcun riferimento partitico avvertono l'attuale politica lontana, se non addirittura nemica.

Il grande evento sarà per febbraio ma si è sentita forte la necessità di annunciarlo oggi. Perché? Perché non fare oggi la manifestazione? Forse per sondare gli umori trasversali e avere il tempo di aggiustare il tiro? Forse per prenotarsi un posto al sole del Parlamento in previsione di elezioni imminenti? Oppure perché bisogna attendere che la nuova legge elettorale chiarisca i nuovi orizzonti per permettere al nuovo "soggetto politico" di superare i diversi sbarramenti-percentuale che verranno imposti dalla prossima riforma elettorale?.

Una cosa è certa: una ghettizzazione (anche se limitata al campo politico) ha solo risvolti negativi. Sono curioso di sapere con quali aggregazioni acrobatiche si potranno superare gli sbarramenti previsti dalla riforma elettorale in valutazione.

Un altro dubbio ce l'ho pensando all'isolamento a cui il partito potrebbe venirsi a trovare in caso di contrasto su determinati argomenti (praticamente tutti quelli che riguardano la tematica omosessuale). Non ho nessun dubbio che sulle questioni inerenti la laicità dello Stato, il supporto della sinistra (e non tutta) sarebbe garantito. La curiosità resta se mi chiedo se, anche per le questioni strettamente riguardanti la tematica omosessuale, la stessa sinistra laica supporterà, senza vicolo di partito, questo nuovo soggetto politico ancora in itinere.

Continuando l'analisi logica fatta in premessa, mi preme sottolineare che l'analisi, in politica come in sintassi, non si dovrebbe fermare al soggetto e al predicato. Sarebbe una frase tronca, che dice poco. Più completa sarebbe la frase arricchita da un comlemento oggetto, in modo che l'analisi contempli tutti gli elementi che la compongono per meglio comprenderne i procedimenti formali che esprimone l'idea.

Mi piacerebbe cominciare a vedere tanti "complementi oggetti" che seguono le tante prediche politiche. Vedere finalmente un risultato da portare a casa per poi passare al progetto successivo che completi la frase in corso.

Aspettiamo febbraio e vediamo tutte le mutazioni genetiche che questo nuovo soggetto politico subirà in corso d'opera.

D.C.


10/12/07 - (Omofobia in Parlamento. Aggiornamento)

Pane e ignoranza

Mai mi stancherò di ripetere che della nostra ignoranza qualcuno ci campa. Combattiamola questa ignoranza. Non è poi così difficile. Basta informarsi.
(Ogni riferimento a quello che sto per scrivere è lasciato alla singola coscienza di chi legge.)

Sappiamo benissimo come sono andate le cose al Senato la scorsa settimana, in occasione del voto sul pacchetto sicurezza. Mi riferisco, ovviamente al pasticciaccio della norma anti omofobia.

Abbiamo letto delle presunte minacce del sottosegretario Lucidi (co-relatrice del pacchetto) al Senatore Dini, abbiamo visto la defezione della bINETTI alla fiducia al gOVERNO proprio in relazione alla norma in parola, abbiamo tristemente confermato le incomprensibili posizioni dei cATTOLICI (divorziati e peccatori compresi) e abbiamo, infine, a lungo sentito parlare delle incredibili incongruenze politiche (e morali) di mASTELLA che sinceramente non potrei schierare a destra e non mi sento di schierarlo a sinistra. E li. Lasciamolo dov'è. Prendiamolo com'è.

Vorrei attirare l'attenzione su una questione che mi preme. Sappiamo che l'emendamento  in questione è passato al Senato con un vizio di forma. Infatti la norma fa riferimento ad un articolo del Trattato di Amsterdam, che non è quello corretto. In sede di votazione lo stesso Marini, presidente del Senato, ha detto che trattasi di un refuso e che sarebbe stato corretto dopo la votazione. Pare invece che il testo non sia stato ancora corretto ma che sia stato in ogni caso segnalato il problema al Presidente della Camera Bertinotti.

Gli scenari che si potrebbero prospettare sono i seguenti:

1) Il refuso viene corretto e l'emendamento viene presentato alla Camera per la votazione nella sua formulazione definitiva;
(nulla cambia e il nuovo emendamento viene sottoposto all'approvazione dei parlamentari, senza snaturarne il senso)

2) L'emendamento viene sub-emendato per cancellarlo (o snaturarlo del tutto) per permettere ai mASTELLIANI di votare l'intero pacchetto;
(in questo caso il provvedimento dovrà tornare al Senato perché di fatto modificato, ed ogni modifica apportata da uno dei due rami del Parlamento DEVE poi ritornare all'altra Camera per l'approvazione della modifica (scusate ma in questo caso mi permetto gia di sorridere).

E fin qui tutto burocraticamente corretto.

Il terzo scenario ha un retroscena alquanto terrificante e merita quindi un commento esplicativo. In caso di errori così grossolani, il provvedimento potrebbe decadere per motivi procedurali.

3) L'emendamento viene dichiarato decaduto

Cosa vuol dire? Vuol dire che la norma scompare del tutto dal testo e non per effetto di un emendamento, pertanto, il provvedimento non dovrà (per questo motivo)  tornare al Senato. I verdi e i comunisti poterbbero non votare il nuovo testo ma a questo punto il gOVERNO potrebbe avere i voti necessari per approvare comunque il pacchetto sicurezza. I verdi e comunisti salverebbero faccia e onore, mASTELLA e bINETTI salvano il loro orgoglio cattolico e il gOVERNO salva le poltrone di tutti coloro che stanno cercando di annaspare fino a metà legislatura (garantendosi la pensione d'oro)* prima di tornare alle urne.

Checché se ne dica siamo davanti ad uno stallo del Parlamento, non si può pensare di andare avanti così per i prossimi tre anni con delle opposizioni, interne alla minimaggioranza, chiaramente insormontabili.

Io aspetto il voto alla Camera, lo seguirò con immutato interesse, con la solita curiosità morbosa  ma con un velo di timore per la situazione sopra descritta. Se la norma verrà effettivamente dichiarata decaduta, mi riterrò legittimato a pensare qualsiasi cosa, come, per esempio, che un errore così grossolano, così evidente, così impensabile possa essere stato in qualche modo premeditato. L'aggravante è anche quella di essersi accorti dell'errore PRIMA del voto al Senato ma che si è deciso in ogni caso di votare l'emendamento senza correggerlo.

Un Senatore di nome Giulio dice spesso che a pensare male si fa peccato .. ma ci si azzecca sempre.

La buona fede? Il gOVERNOn la può dimostrare presentando un emendamento che riproponga ESATTAMENTE il testo approvato al Senato ma senza l'erroraccio e , POSSIBILMENTE, senza altri errori.

Vigiliamo, ne abbiamo diritto ma è soprattutto un nostro dovere: loro decidono del futuro di noi cittadini. A chi non interessa il proprio futuro?

*Chiedo venia ma proprio non ce la faccio a non essere demagogico e populista.

cAttivo74

(D.C.)


8/12/07 - (Riceviamo da un nostro cortese lettore e volentieri pubblichiamo)

Credo che un fondo così fondo non si sia mai toccato dall'inizio della legislatura Prodi. E la cosa che più mi fa paura, è che ho l'imporessione che non si sia ancora raggiunto il punto più profondo.
Se il costo di portare certi argomenti nei Palazzi che contano è quello di consacrare in Parlamento proprio quegli insulti che la legge vorrebbe cancellare dalla faccia della nostra società, direi che è un costo troppo alto per il portafogli della mia dignità.
Che io non sia lo sponsor ufficiale di questa proposta legislativa è un dato di fatto ampiamente commentato in precedenza.  Però con questo non ammetto che i cosiddetti onorevoli si permettano di disonorare i cittadini che permettono loro di stare su quella poltrona,  che guai a dire che sia costosissima, altrimenti si rischia di essere demagogici.
Ho seguito divertito la seduta al Senato per la votazione del pacchetto sulla sicurezza. Mi sono divertito per tutto il tempo in cui gli onorevoli deputati di sinistra cercavano di ovattare la supposta amara per i teodem, senza rendersi conto che la stavano di fatto ingrossando. Si è cercato anche di impapocchiarla facendo un riferimento all'articolo 13 del Trattato di Amsterdam. Poi un refuso ha fatto diventare il 13 un 31. Di fatto si stava votando la protezione delle categorie di cui all'articolo 31 del Trattato di Amsterdam, che invece prevede la proroga all'infinito dello stesso Trattato (scusate la confusione ma è proprio così). Dopo un po di panico la questione è stata risolta dal presidente del Senato mARINI ammettendo l'errore che di fatto verrà corretto dopo la votazione (dopo??).
 E dall'altra parte dell'arco parlamentare si rispondeva con la solita ideologia di chi sta all'opposizione e deve recitare la parte del bastian contrario. Dichiarazioni unanimi, tutte politicamente corrette, gravemente malate di paraculite acuta.
Mai come questa volta mi è parso chiaro che la legge dei numeri sia stata addomesticata dalle regole di partito. Le due assenze giustificate della sinistra, sono state di fatto aggravate dal voto contrario della bINETTI che, dopo aver dato una stretta al cilicio, ha deciso di dire un no secco al voto unanime del suo partito.
Inspiegabilmente dall'altra parte, quasi a compensare il voto contrario della bINETTI, c'è stata l'assenza di Divella, talmente ingiustificata, che il suo segretario di partito, Fini, gli ha chiesto le dimissioni (mai successo nella storia delle assenze; nemmeno Berlusconi ha chiesto le dimissioni di Previti  nonostante questi si sia presentato al Senato solo una volta: il giorno delle sue dimissioni).
E veniamo ad alcuni passi agghiaccianti degli oNOREVOLI. Nulla da dire sulle sterili posizioni degli esponenti di destra, tutte dichiarazioni lontane dalla logica, lontane dei problemi veri, lontane dalla questione, e (di fatto) lontane dalla politica.
Poi l'incomprensibile è arrivato con le dichiarazioni di cOSSIGA. Una cosa si è capita, cOSSIGA non è d'accordo alla norma contro l'omofobia. Si votava un intero pacchetto sicurezza ma la questione sembrava centrata solo sulla questione omofibica, ben oltre le espulsioni dei rumeni, oltre i CPT, oltre gli scippi e oltre i reati di pedofilia. Durante la sua dichiarazione di voto, cOSSIGA, nella sede di TUTTI i cittadini italiani (omosessuali compresi), si permette di fare riferimento ai suoi ALTI valori cristiani per giustificare, dietro i comandamenti del catechismo, la sua avversione piena agli atti "contro natura".
Alla faccia dei valori cristiani. Non mi stupisce affatto che gli stessi cristiani misero in croce il loro profeta sceso in terra. Ma è anche vero che quegli uomini erano accecati dal diavolo. Ma è anche vero che tra poche notti Babbo Natale  volerà con le renne e che dopo 15 giorni esatti la Befana scenderà dal camino (con tutto rispetto per la poesia legata a Babbo Natale e alla Befana).
La cosa ancora più assurda è che cOSSIGA voti a favore di un provvedimento che va contro ogni sua convinzione politica e lo ammette chiaramente senza un minimo di vergogna.
Di una cosa ha ragione però. Nella sua lunga premessa, cOSSIGA ammette poco timidamente che il Senato ormai vota "qualsiasi cosa" piuttosto di votare. Veramente ignobili le sue minacce di rivelare ciò che il suo amico Amato gli aveva detto in camera caritatis sul provvedimento che Amato stesso aveva preparato e che, stando alle minacce dell'oNOREVOLE cOSSIGA, si intuisce non esserne proprio convinto.
Ma la cosa che ancor di più mi lascia stupito, è la posizione del ceppalonico catto-bigotto che vota a favore del provvedimento solo perché il Governo ha promesso di modificarlo. No aspetta, ripeto perché io stesso non ho capito bene. mASTELLA vota a favore di un provvedimento solo perché il Governo gli ha promesso che quel provvedimento verrà cambiato.
In situazioni simili mi vengono sempre domande cretine: E ALLORA perché NON LO CAMBIATE ADESSO, PRIMA DEL VOTO? No, perché se lo cambiano adesso, Verdi e comunisti non lo votano. Ma se lo cambiano dopo i verdi e i comunisti non lo voteranno. Ma se non lo cambieranno i mastelliani faranno cadere il governo. Si dice che i casini siano chiusi? Andate a dare un'occhiata al Senato, li si che il casino è materia quotidiana.
Ho continuato a voler pensare di aver capito male fino a questa mattina quando ho letto su Repubblica on line che lo stesso Vannino Chiti, Ministro per i rapporti con il Parlamento, si è impegnato a far modificare la norma. Ci ha tenuto anche a specificare che non si è certo impegnato a titolo personale, il che mi fa pensare che lo abbia fatto a nome del Governo. Lo stesso Governo che ha preparato il pacchetto sicurezza? Quindi il Governo si è impegnato a modificare un provvedimento approvato dal Governo affinché mASTELLA voti la fiducia al Governo cha ha fatto un provvedimento che a mASTELLA non piace?

Mi ripeto: che casini! Non cASINI il politico. Quello dopo essersi (RI)sposato con rito civile non si espone più di tanto con le sue teorie sulla moralità. Aspetta che NOI dimentichiamo, così come abbiamo dimenticato tantissime altre cose.
Oggi sui giornali la fINOCCHIARO ha detto la sua (che coraggio, a distanza della sua figuraccia fatta sempre in tema di omosessuali lo scorso dicembre), mASTELLA ha detto la sua (e sinceramente poteva anche risparmiarsela), tutti hanno strillato dalle prime pagine dei giornali le proprie posizioni ma non ho sentito esponenti illustri della categoria, come lUXURIA, gRILLINI, pECORARO sCANIO e simili, eguagliare gli stessi toni. Non che da loro mi aspetti qualcosa, non più ormai.
Per finire, in un certo senso sono contento di come si stanno mettendo le cose. La norma che gia non mi piaceva prima, figurati se può piacermi adesso che è stata annacquata con un riferimento ad un Trattato che l'Italia ha ratificato tanto tempo fa e CHE NESSUNO SI ACCORGE CHE DA ALLORA VIENE DISATTESO!!! (Ritorno a dire che gli ignoranti siamo noi cittadini che non ci accorgiamo di queste cose).

In ogni caso il provvedimento era stato ammorbidito anche prima del riferimento al Trattato. Di fatto la norma non prevede una fattispecie di reato, limitandosi a fare riferimento a teoriche discriminazioni nei confronti degli omosessuali (vorrei sapere cosa sarà discriminante e cosa no). Signori, Costituzione e Codice penale parlano chiaro: nessun comportamento potrà essere punito se non vi è una fattispecie che lo preveda come illegittimo. La discriminazione, al contrario di una fattispecie riscontrabile, è una situazione che che va dimostrata a botta di teorie e contro-teorie di avvocatoni nei tribunali. Ma ve la immaginate voi una udienza che si apre con il giudice che dice: Dichiaro aperta la causa del Gay Mario Rossi contro il vATICANO per il reato di discriminazioni sessuali!

Se mai dovesse accadere, il processo si chiuderebbe senza colpevoli perché il reato è avvenuto all'estero. Le sue uscite migliori il pAPA le fa infatti la domenica al balcone del suo palazzo che si trova in territorio vATICANO. Al massimo le spara grosse nella  piazza sotto casa, che, fino a revisione dei patti lateranensi, gode di extraterritorialità. Anche le chiese godono dello stesso beneficio e i preti potrebbero anche invocare la stessa scriminante concessa ai parlamentari che commenttono reati nell'esercizio delle proprie funzioni.

Ecco gia dei possibili inganni per una legge impossibile.
Diverso sarebbe, invece, se una associazione omosessuale desse inizio ad una "class action" alla quale migliaia di persone potrebbero partecipare. Ecco, qui io mi divertirei molto a stare a guardare l'effetto che fa. Forse è per questo che mASTELLA & Co. sono contrari anche alla "class action"?.

Tutto questo mentre un tribunale di Palermo restituisce ad una mamma il proprio il figlio, sottratto perché SOSPETTATA di essere lesbica. Vittoria? Non direi proprio visto che il bambino le era stato tolto da una sentenza di 2 anni fa.

Signori non dormiamo, chi dorme prende certi cefali che non ci si crede.

D.C.


16 GIUGNO 2007 - VITTORIA
DELLE FAMIGLIE FONDATE SULL' AMORE
CONTRO LE FAMIGLIE DEL 12 MAGGIO FONDATE SULL' IPOCRISIA E LA DISCRIMINAZIONE.
UN MILIONE DI CITTADINI IN PIAZZA SAN GIOVANNI
ANNIENTANO L' EFFIMERO SUCCESSO DI BAGNASCO E PEZZOTTA
UN MESSAGGIO DIROMPENTE PER I POLITICI AL SERVIZIO DEL PAPA RE NEL PARLAMENTO ITALIANO

19/06/07 - Un Generale dimezzato.
Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, il Governo Ombra dei vescovi italiani che guida e controlla il Governo ufficiale nel Vicereame del Papa Re, ha subìto un incredibile dimezzamento di immagine e autorità dopo lo straordinario successo del Gay Pride. A conti fatti, sulla base di calcoli effettuati dalla Questura (solitamente non inficiati dalla vanagloria dei promotori), il Family Day contro la parità di diritti dei cittadini omosessuali è arrivato a 250.000 partecipanti, mentre il Gay Pride ne ha contati 400.000. Ma il ridimensionamento del Family Day, organizzato dal Generale Bagnasco in sinergia con il sub-comandante Pezzotta, non comporterà nessuna riduzione della sua pensione di Generale dell' Esercito italiano , almeno 30.000 Euro l' anno per i pochi anni di servizio militare come Capo dei Cappellani. Negli eserciti dei Paesi seri i generali sconfitti vengono degradati. Ci accontentiamo che al Generale Bagnasco venga almeno ridimensionata la pensione (pagata da tutti noi contribuenti) a quella di Caporale.

17/06/07 - Vittoria !
Un milione di cittadini ieri in Piazza San Giovanni ha pareggiato i conti con il milione vantato il 12 maggio dalla strana coppia formata dal Generale Bagnasco e dal sub-comandante Pezzotta. Ma secondo i conteggi della Questura (solitamente molto precisi) sarebbero stati solo 250.000 quelli del Family Day e addirittura 400.00 quelli del Gay Pride. Con tanti saluti e pernacchie alla strana coppia Bagnasco-Pezzotta, due scapoloni che hanno l' ardire di insistere sulla famiglia "naturale" avendo loro stessi rinunciato a formarne una. Per non parlare poi, almeno nel caso del Generale, della scelta formale della castità, la più contro-natura delle scelte umane. Non sappiamo se il sub-comandante Pezzotta, non essendo prete, abbia fatto la stessa scelta. Ma conoscendolo come cattolico di sani principi morali (e non essendo sposato) presumiamo che dal punto di vista sessuale debba accontentarsi delle semplici, inconsapevoli e non pecccaminose polluzioni notturne. Orbene, ci auguriamo che la strana coppia da oggi in poi smetta di pavoneggiarsi con quel milione di "naturalmente" sposati, integrati dall' esercito di parlamentari pluridivorziati, pubblici concubini e pubbliche concubine, genitori di figliolanze miste con molteplici partner, mignottari conclamati, il cui ragguardevole numero è stato appena accresciuto dal neo-separato Gianfranco Fini. Quella vanteria non potrà mai più essere esibita perchè il Gay Pride, senza la collaborazione di 26.000 parrocchie, i finanziamenti dell' ottopermille, il battage pubblicitario preventivo durato due mesi a cura di tutti i giornali, le radio e le TV pubbliche e private al servizio del Papa Re e del Generale Bagnasco, ha portato in piazza molta più gente di quella improvvidamente vantata dalla strana coppia e smentita dalla Questura. Cittadini che
, a differenza di quelli che al Family Day invocavano la discriminazione delle persone omosessuali, hanno marciato in nome della dignità, della laicità e della parità di diritti per tutti.

17/06/07 - Sul Gay Pride di ieri, che passerà alla storia del nostro Paese, ecco il gustoso commento di Tiziana Ficacci. LEGGI - E qui il commento di Anna Spina su www.direfarepensare.it

16/06/07 - TUTTI AL GAY PRIDE !!!!
Per liberare le leggi dello Stato dai tabù delle religioni. Per la parità dei diritti per tutti i cittadini. Contro le odiose discriminazioni imposte dai sedicenti interpreti della volontà di immaginarie entità soprannaturali. Per affermare che la famiglia è ovunque ci siano due persone che si amano e si promettono aiuto e rispetto reciproco. NO GOD parteciperà al Gay Pride insieme all' UNIONE ATEI (UAAR)

 

Sabato 9 Luglio 2005 Gay Pride di Roma

GAY PRIDE E ORGOGLIO LAICO
ROMA 9 LUGLIO 2005

NO GOD – Atei per la laicità degli Stati partecipa a questo gay-pride romano con la speranza di vedere approvata anche in Italia, come già in tutti i paesi civili d’Europa e del mondo, una legge che riconosca giuridicamente le coppie omosessuali.
Sappiamo bene che nel nostro Paese solo la pervicace volontà di discriminazione che caratterizza la religione cattolica (ma anche altre religioni che impongono addirittura di uccidere gli omosessuali) impedisce una soluzione positiva in un Parlamento dominato dai cattolici di entrambi gli schieramenti.
Ma lo straripante potere della chiesa, che solo poco tempo fa ancora arrostiva sui roghi gli eretici, i gay e le donne come streghe, oggi si accanisce esclusivamente contro i gay.
Per sconfiggere questi propositi “intrinsecamente malvagi” (per usare la stessa terminologia del catechismo di Ratzinger a proposito dei comportamenti omosessuali)
NO GOD ha promosso una campagna per cambiare la legge dell’ottopermille che regala ogni anno quasi duemila miliardi delle vecchie lire alla chiesa cattolica.
La Petizione, che prevede la possibilità di destinare anche agli istituti di ricerca scientifica in campo bio-medico gli importi dell’ottopermille che oggi arricchisce quasi eslusivamente la chiesa, può essere sottoscritta online dal nostro sito www . nogod . it .
NO GOD infine invita i cittadini e tutte le associazioni democratiche ad unirsi nella comune battaglia per la difesa della laicità contro la deriva clericale che sta travolgendo l’Italia trasformandola in uno stato teocratico né più né meno della Repubblica islamica Iraniana.

VIVA LA RESISTENZA LAICA
CONTRO LA DERIVA CLERICALE
CHE TRAVOLGE L’lTALIA



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