COMMENTI ALLA LEGGE SULLA LIBERTA' RELIGIOSA
15/01/07 - La legge sulla libertà religiosa fra polemiche e perplessità. Vi proponiamo il corrosivo commento di Tiziana Ficacci che arriva dritta al nodo centrale : quella legge è un errore, conseguenza ultima di quella catena di errori che ha origine nel Concordato. Niente da eccepire sulle critiche specifiche alle singole norme, così imprecise e ambigue. Ma c'è una dicotomia fra l'opinione di Tiziana e quella di NO GOD. E' più facile entro questo secolo, con questa classe dirigente vaticano-dipendente, arrivare ad abolire l' ignobile concordato, o svuotarlo di senso ed esclusività cattolica estendendone tutti diritti a tutte le concezioni del mondo, ivi comprese quelle dei non credenti ? Su questo vorremmo aprire un ricco e stimolante dibattito invitando i nostri lettori ad inviarci le loro opinioni che pubblicheremo subito sotto il commento di Tiziana Ficacci. - Scrivere a nogod@email.it La settimana scorsa si è conclusa una tornata di audizioni presso la commissione Affari Costituzionali della Camera per l’esame delle leggi Spini-Boato sulla libertà di culto per le minoranze religiose con le quali ancora non ci sono intese con lo stato italiano. Il grumo più doloroso da affrontare è stato quello che ha riguardato l’articolo 11 del progetto Spini che non prevede l’obbligo per il ministro di culto di leggere gli articoli del codice civile su diritti e doveri degli sposi e che potrebbe aggirare il divieto sulla poligamia (sic). Ma siccome la realtà è più veloce e variegata della statica politica partitante italiana abituata a non guardare oltre il proprio ombelico, la commissione ha dovuto fare i conti con i musulmani moderati.(ignoravano i politici del moderatismo religioso, conoscendo solo l’estremismo cattolico che li tiene in riga). Yahya Pallavicini (Coreis) ha paventato la possibilità di strumentalizzazione della legge sulla libertà religiosa, a causa di articoli troppo generici che non prevedono meccanismi di controllo per impedire ai ministri di culto di diffondere il fondamentalismo dalle moschee. Souad Sbai, da tempo paladina delle donne vittime del maschilismo islamico, si è detta contraria a una legge come questa, che darebbe linfa ad abitudini estranee alle norme europee rafforzando i fondamentalismi. Nour Dachan (Ucoii) ha decantato l’alto numero di moschee che alla organizzazione fanno riferimento e al fecondo dialogo con i cristiani (servendo su un piatto d’argento una facile battuta al peperino Giovanardi sul manifesto antisemita della scorsa estate, velocemente digerito da maggioranza opposizione e vaticani). Marco Boato, firmatario di uno dei due testi, ammette senza rossore che in effetti i 41 articoli sono stati formulati a metà degli anni Novanta, e riconosce che l’articolato andrebbe rivisitato. Spini invece ci tiene a dire che il suo articolo 18 recita che “le confessioni religiose non devono contrastare l’ordinamento giuridico italiano e i diritti umani”. La discussione riprenderà fra un mese, e mi auguro che il protagonismo dei due firmatari si incanali sulle loro vite, e rinuncino, insieme a tutti i membri della commissione, ad aggiungere metastasi al cancro concordatario. Tiziana Ficacci |
COMMENTI
| 15/01/07 - Abrogare pactum necesse est. Inutile girarci intorno. Fintantochè in Intalia esisterà l'articolo 7 della Costituzione repubblicana, antifascista nella carta ma che, guarda caso, del regime di Mussolini confermò in toto il concordato tra stato e chiesa del 1929, con il decisivo voto dei deputati costituenti del PCI di Togliatti (mentre i socialisti di Nenni votarono contro), qualunque discorso su libertà di culto et imilia sarà viziato, ed etiandio, bloccato da quell'enorme, antimoderno a ntistorico e illiberale macigno. E fu commeso, spiace dirlo, un enorme errore quando, in sede di revisione concordataria, fu convenuto l' 8 per mille. Le tasse si versano allo Stato: provveda poi questa entità a stabilire come debbano poi essere ripartite. Certo, non per favorire cricche di potere bnsì per assolvere ai bisogni dei cittadini, a cominciare dall' istruzione. E, aggiungo, anche alle mense dei poveri, un dovere sociale "graziosamente" appaltato, con soldi dei contribuenti, ad associazioni pseudoreligiose come la caritas, strettamente interdipendente con il Vaticano. Rebus sic stantibus. Gianni Lubrano |
15/01/07 - Non riesco a capire la necessitá di una legge sulla libertá religiosa. Non basta il principio della libertá di pensiero? La libertá di religione non é compresa in quest´ultimo? Mi sembra anche una legge retrograda, nel senso che amplia e ramifica i mali di una legge come quella del concordato. L´istruzione religiosa nelle scuole pubbliche sarebbe estesa anche all´islam, al giudaismo, al buddismo, al bahá´í, al voodo? Ci sarebbe qualche religione esclusa? E se si dietro a quali criteri? Gli istruttori continuerebbero a essere pagati dallo stato e indicati dalle varie autoritá religiose? Questi e altri dubbi non levano a concludere che per mettere tutti i credi sullo stesso piano, senza concedere benefici differenziati a nessuna religione, l´ideale é eliminare le eventuali regalie giá concesse a qualche religione e lasciare i cittadini liberi, come gia lo sono, di seguire questo o quel credo sempre che non sia contrario a quanto stabilito dalle leggi italiane. Includo in questa libertá quella di ogni cittadino di finanziare la costruzione di tempi, cappelle e altre edificazioni adebite al culto, di sostenere scuole domenicali, infine di gettare i propri soldi nella maniera che trova piú conveniente. Per regalie da eliminare, solo per esemplificare, menzionerei: L´isenzione dell´ICI, l´otto per mille, la sovvenzione agli istituti privati di educazione, la donazione di terreni per costruire chiese, tempi e moschee, e via di questo passo. Sto sognando alto? Si, ma mi sembra l´unica via per evitare una prossima guerra tra fondamentalisti di várie tendenze. Gino Pieri |
15/01/07 -
Postavo qualche settimana fa nella lista ateismo le seguenti mie considerazioni che qui ribadisco, convinto che nella particolare situazione italiana l'unico modo di modificare la situazione esistente è procedere al lento e graduale svuotamento dei privilegi della chiesa cattolica attribuendoli a tutti gli altri in modo da far cessare la situazione di privilegio esistente. E poichè lo stato non potra sostenere i costi di tale allrgamento secondo me sarà costretto a ridurre i costi per tutti chiesa cattolica compresa. E' una strategia di lungo termine, ma credo possa dare i suoi frutti, con i connazionali che abbiamo ritengo che sia improduttivo prendere il problema di petto. "Dico francamente che la mia idea di laicità e quella in cui le religioni o le non religioni sono un fatto privato, che deve essere lasciato alla assoluta libertà dei cittadini e vissuto nei limiti delle leggi vigenti per la generalità dei cittadini. La mia idea di laicità non ha nulla a che vedere con i regimi concordatari. Ciò posto, stante che viviamo in un regime concordatario, donatoci da due infausti personaggi, e che appare assolutamente non verosimile che questa nazione sia matura al rifiuto dei concordati, ciò che appare opportuno è generalizzare i concordati in modo da renderne nullo l’effetto privilegiante e far tornare il concetto che in fondo una religione ( o non religione) vale l’altra. Già questo a mio parere sarebbe un elemento di razionalizzazione della situazione e un passo avanti in relazione alla attuale situazione italiana. Ove tutte le confessioni e le non confessioni, fossero in grado di gestire asili nido, case per anziani, scuole allo stesso modo, e con le stesse risorse finanziarie, tutto dipenderebbe dalle loro capacità di organizzarsi (cosa in cui la chiesa cattolica per anni di inveterato monopolio è capace di fare) sostituendosi pian, piano sempre più allo stato che è lieto di sgravarsi di tali problemi e scaricare su chi è pronto ad assumerseli ciò che e suo dovere primario come la educazione dei giovani e la tutela della vecchiaia. Pertanto ben vengano i riconoscimenti sia pur minimi che cominciano a venire, a noi sta allargare e migliorare la situazione anche per le altre confessioni. Un pensatore (non ricordo chi) diceva: dove tutto è mare nulla è mare (dove tutto è privilegio nessuno è più privilegiato, se il privilegio è uguale per tutti)." Cordialmente. enna |
17/01/07 - Giustissima l´idea del Sr. Gianni Lubrano che eliminando il concordato ci libereremmo non solo del fardello cattolico ma di tutte le religioni. Facile dirlo ma quasi im possibile farlo visto che bisognerebbe modificare la costituzione. Molto piú facile, a mio vedere, sarebbe nullificare il concordato rendendolo lettera morta con una serie di provvedimenti che richiedono solo un po di buona volontá politica. Cominciamo con l´8 per mille: dare alla chiesa soltanto quella percentuale chiaramente espressa nelle dichiarazioni di reddito. ICI, isentare solo gli edifici a esclusivo uso religioso. Le chiese che utilizzano spazi per mostre artistiche e altri eventi non strettamente religiosi dovrebbero pagara la famosa imposta. Ritirare o ridurre drasticamente le sovvenzioni dirette e indirette agli istituti scolastici privati. Relegare l´ora di religione al primo o all´ultimo periodo dell´orario scolastico. Non remunerare gli istruttori di tale ora nominati dai vescovi lasciandogli esercire il volontariato. Esigere il pagamento delle tasse per l´acqua, l´elettricitá e la sanitizzazione del Vaticano, se non paga eliminare la prestazione dei servizi e lasciateli affogare nei propri detriti. Seguendo la tecnica dei boxeurs é con piccoli e ripetuti colpetti al fegato che si manda l´avversario KO. Saluti, Gino |