PADREPIO SUPERSTAR

25/08/08 - Papa Wojtyla contro Padrepio. Pur senza aver ancora passato i primi esami nei competenti organismi vaticani che decidono beatificazione e santificazione, il defunto Papa Wojtyla brucia le tappe nel lucroso mercato dell'iconografia. In Calabria, dove mi trovo in vacanza, comincia ad apparire sempre più spesso la sua immagine, ma per il momento solo sui manifestini che annunciano i funerali. Così, dopo anni di dominio incontrastato, il barbuto fratacchione di Pietralcina che ha soppiantato madonne e santi di qualsiasi altro tipo nella fascinazione idolatrica della masse cattoliche, deve cominciare a temere la concorrenza di un agguerito rivale. Sarà difficile che il papa polacco riesca a ripetere il successo di Padrepio, ma nel mondo cattolico il mercato degli idoli non teme nè recessione nè inflazione, e accoglierà con un successo sicuro santini, medagliette, statuine e ogni altro genere di paccottiglia religiosa per la gioia dei fans di Wojtyla e, soprattutto, della casa madre dell'idolatria, la chiesa cattolica.

24/04/08 - Ore 15 - Tutti pazzi per Pio. Da stamattina Rai 1 e Rai 2 ci bombardano in diretta con immagini del cadavere riesumato. Un popolo di necrofili sfila ininterrottamente davanti al corpo taroccato a cura del Museo delle Cere di Madame Tussauds, scattando foto e girando film da rivedere poi nelle serate casalinghe dedicate al genere horror. L'esaltazione di massa per questa discutibile figura è dovuta alla convinzione che facesse miracoli, nonchè a sanguinolente quanto appariscenti stimmate, sparite misteriosamente (o fraudolentemente) al momento del decesso. E nella interminabile diretta TV si sono accavallate le testimonianze delle più variegate figure del circo mediatico accomunate dall'esaltazione generalizzata per l'attività miracolistica attribuita al defunto. Prende sempre più consistenza la voce che questa sezione italiana del Museo delle Cere protrarrà la sua apertura ben oltre la chiusura prevista per il 2009. Del resto chi si azzarderebbe a interrompere il fiume di denaro che i visitatori del museo, prenotatisi a centinaia di migliaia, portano direttamente o indirettamente alle casse di chi detiene il copy right dello spettacolo ? Ma il successo del frate cappuccino più famoso del mondo va ben oltre i luoghi di Pietralcina e San Giovanni Rotondo. Dilaga con immagini, mezzibusti e statue intere di marmo, gesso, bronzo, plastica e cartapesta in vie e piazze d' Italia, a spese di presunti miracolati e di condomìnii, contrade, borghi, municipi, province e regioni. Spopola nelle fiction televisive, nell'editoria religiosa, e perfino in quella scandalistica dove al barbuto fratacchione si dichiarano devote le più note mignotte televisive, nonchè sculettanti divi delle canzonette. Ma il successo più clamoroso si registra nei cimiteri dove a partire dal 2002, anno della canonizzazione, sui loculi e sulle tombe l'immagine del frate ha completamente soppiantato quella della madonna. Si salva gesùcristo, di cui però si ha traccia solo grazie alla presenza sulle lapidi di croci sottili, non troppo vistose per non oscurare l'arcigna possanza del frate. Siamo di fronte alla più grandiosa manifestazione di idolatria di massa nella storia d' Italia, e con tutto l'oro che rende non ce ne libereremo più.

24/04/08 - Padrepio, un santo al silicone per chi crede ai miracoli. Si mette in moto per rendere omaggio al cadavere siliconato e imbellettato di Francesco Forgione una folla immensa, sostenuta dalla stessa fede nei miracoli dell' altra folla che quindici giorni fa ha votato un altro dispensatore di miracoli che però, a differenza del primo, si è fatto imbalsamare, imparruccare e plastificare ancora da vivo. Che bello vivere in un Paese che crede ai miracoli, per fortuna che Sanpìo c'è, anche se le sue famose, decanate ed esibite stimmate non state trovate nè al momento della morte e neppure al momento della risesumazione. Miracolo ! Miracolo ! LEGGI - Ed ecco il commento di un nostro affezionato lettore : """ Forse sarebbe bene ricordare alle migliaia di pellegrini che si accingono ad incrementare la già florida economia di San Giovanni Rotondo alcuni fatti che non potranno essere smentiti neppure da Sua Santità Benedetto XVI. Il corpo di Padre Pio è composto da proteine, perlomeno quello che ancora non è stato degradato dai normali processi di decomposizione la cui variabilità dipende solo da fattori ambientali. Queste complesse molecole, espressione genica del suo DNA, sono costituite da atomi prodotti all'interno di qualche remota stella (in questo senso possiamo dirci tutti "figli delle stelle" o più prosaicamente "polvere di stelle"). Gli atomi che costituivano il corpo del santo erano per il 65% di ossigeno, 18% di carbonio, 10% di idrogeno, 3% di azoto oltre ad una manciata di altri elementi in percentuali minime. Ora, dal momento che neppure il Papa riuscirà a dimostrare che gli atomi presenti in quel cadavere sono "diversi" da tutti gli altri presenti in Natura, mi chiedo cosa richiami tutti quei pellegrini oltre all'ignoranza. Da parte mia ignoro cosa sia l'anima, oltre che la giustificazione ultima per il continuo trasferimento di miliardi di euro dal nostro Stato a quello del Vaticano, ma se anche esistesse in quel cadavere non ve ne è sicuramente più traccia.""" Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

5/03/08 - Padrepio riesumato, con qualche delusione. Si perde pezzi (ma le unghie sono perfette), sono sparite le sante stimmate (se mai le ha avute veramente), non emana deliziosi profumi (anzi, forse puzza), e soprattutto non ha fatto manco uno straccio di miracolo da quando ha rivisto la luce. Ed ecco qui su www.contrappunti.it un delizioso commento.

3/03(08 - Padrepio esce dalla tomba, ma non è intatto. Anzi, contrariamente alle attese di chi si aspettava il miracolo della perfetta conservazione, pare che solo alcune parti del suo corpo siano intatte. LEGGI - E sempre a proposito di sante reliquie trascriviamo il commento di un nostro cortese lettore : """" In occasione dell'esumazione di quanto rimasto del cadavere di Padre Pio, mi permetto di rivolgere una semplice domanda a quanti continuano a ritenere possibile la coesistenza tra cognizioni scientifiche ormai diffuse e quanto proposto dalla Religione. Ritengo che neppure i membri della commissione che ha elevato all'onore degli altari il frate in questione potranno negare che gli atomi presenti nelle proteine che costituivano il suo corpo (idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto ed una dozzina di altri elementi in quantità minime) provenissero dall'ambiente nel quale è vissuto e non avessero pertanto assolutamente nulla di particolare. Inoltre, dal momento che questi sono stati "riciclati" un'infinità di volte durante la vita del soggetto, qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo vengono reputati così importanti quelli che erano presenti al momento della morte e che peraltro hanno continuato ad  interagire con l'ambiente circostante attraverso noti processi di decomposizione. Reazioni chimiche alle quali sarebbe stato sottratto il solo corpo di Maria al fine di venire "assunto integralmente in Cielo" (dovrebbe pertanto trovarsi ancora all'interno della nostra Galassia, sempre che per Lei non sia stato violato anche il limite imposto dalla velocità della luce)."""" Marco Bertinatti, Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

1/03/08 - Padrepio non trasloca. La salma del santo più popolare in Italia e forse nel mondo non verrà traslata nella nuova Basilica disegnata da Renzo Piano. Ma pur restando all' interno della vecchia chiesa sarà riesumata e una volta esaminate le condizioni di conservazione potrebbe essere esposta alla totale visibilità dei pellegrini. Scommettiamo 10 a 1 che non solo la salma apparirà perfettamente conservata, ma che emanerà ancora una volta l'intenso e inconfondibile profumo che si sprigionava all' apprizione del frate quando era ancora vivo. Segnaliamo intanto che l'idolatria padrepiesca ha prodotto la più incredibile proliferazione di icone sulle tombe di tutti i cimiteri italiani. In pratica, a partire dal 2002, anno della canonizzazione, oltre alle tradizionali croci e crocifissi un incredibile numero di lapidi reca affissa anche un'immagine del barbuto cappuccino. Ma quello che appare sorprendente è che Padrepio batte 20 a 1 la madonna, le cui icone prima dell' avvento del frate apparivano abbastanza frequentemente sulle lapidi. LEGGI

7/01/08 - In vista un nuovo miracolo di Padrepio.
La notizia dell' esumazione delle venerate spoglie per trasferirle nel nuovo tempip faraonico disegnato dal grande Renzo Piano scatena polemiche fra i fedeli e i cappuccini. Gli uni contrari e gli altri favorevoli alla traslazione. Non sappiamo come andrà a finire, ma se si aprirà la tomba siamo certi che il corpo apparirà intatto e spargerà il solito intenso profumo di rose per un nuovo quanto prevedibile miracolo. Scommettiamo ?


1/07/04 - Padrepio Superstar. Comunicato Stampa di NO GOD

Padrepio Superstar, batte la Madonna 2 a 1 e conquista la prima fila per la nomina a Santo Protettore degli Ostaggi.
NO GOD - Atei per la laicità degli Stati ( www.nogod.it ) osserva con ammirazione l'irresistibile ascesa di Padre Pio nella devozione popolare. Da un'indagine da noi effettuata nel cimitero romano di Prima Porta abbiamo rilevato che a partire dal 1999, anno della beatificazione, le immagini del santo di Pietralcina su loculi e tombe sono superiori a quelle della Madonna in un rapporto di 2 a 1, ma la performance aumenta progressivamente a partire dal 2002, anno della santificazione. Il fenomeno è senza precedenti, infatti nessun altro santo - nemmeno i popolarissimi San Francesco e Sant'Antonio - godono di tanta devozione nei cimiteri, anzi le loro immagini sono del tutto assenti in quel contesto. L'unica concorrenza che abbiamo rilevato, ma si tratta di un fenomeno esclusivamente romano, è quella di bandiere e stendardi della Roma e della Lazio che, in un rapporto pressoché identico (2 a 1), colorano il desolato panorama cimiteriale in ricordo dei tifosi defunti. Ma l'irresistibile ascesa di Padrepio nell'olimpo cristiano si arricchisce di ulteriori attribuzioni miracolose, che lo pongono in pole position per la futura nomina a santo protettore degli ostaggi, essendogli stato attribuito anche il merito della liberazione degli ostaggi italiani in Irak. E per arricchire con il dovuto sfarzo tanta apoteosi gli industriali pratesi hanno donato oltre un chilometro di tessuti preziosissimi per realizzare i paramenti sacri necessari ad abbigliare suntuosamente 10 cardinali, 120 vescovi e 500 sacerdoti partecipanti all'inaugurazione della nuova chiesa a lui dedicata a S.Giovanni Rotondo. Lasciamo ad altri il calcolo di quanta ricerca scientifica in campo medico si sarebbe potuto finanziare con i molti milioni di euro costati la chiesa e l'inaugurazione.
Giulio C.Vallocchia
Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati

 

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