| Prometeo
(di Goethe -Trad.
di G. Baioni)
Copri
il tuo cielo, Giove,
col vapor delle nubi!
E la tua forza esercita,
come il fanciullo che svetta cardi,
sulle querce e sui monti!
Che nulla puoi tu
contro la mia terra,
contro questa capanna,
che non costruisti, contro il mio focolare,
per la cui fiamma tu
mi porti invidia.
Io
non conosco al mondo
nulla di più meschino di voi, o dèi.
Miseramente nutrite
d’oboli e preci
la vostra maestà
ed a stento vivreste,
se bimbi e mendichi
non fossero pieni
di stolta speranza.
Quando
ero fanciullo
e mi sentivo perduto,
volgevo al sole gli occhi smarriti,
quasi vi fosse lassù
un orecchio che udisse il mio pianto,
un cuore come il mio
che avesse pietà dell’oppresso.
Chi
mi aiutò
contro la tracotanza dei Titani?
Chi mi salvò da morte,
da schiavitù?
Non
hai tutto compiuto tu,
sacro ardente cuore?
E giovane e buono, ingannato,
il tuo fervore di gratitudine
rivolgevi a colui
che dormiva lassù?
Io
renderti onore? E perché?
Hai mai lenito i dolori
di me ch’ero afflitto?
Hai mai calmato le lacrime
di me ch’ero in angoscia?
Non
mi fecero uomo
il tempo onnipotente
e l’eterno destino,
i miei e i tuoi padroni?
Credevi
tu forse
Che avrei odiato la vita,
che sarei fuggito nei deserti
perché non tutti i sogni
fiorirono della mia infanzia?
Io
sto qui e creo uomini
a mia immagine e somiglianza,
una stirpe simile a me,
fatta per soffrire e per piangere,
per godere e gioire
e non curarsi di te,
come me.
(Autunno
1774)
Ecco
qui alcune folgoranti poesie di Giorgio Caproni segnalate
dal nostro amico Sergio dalla Svizzera
PROFESSIO
Dio
non c'è,
ma non si vede.
Non è una battuta: è
una professione di fede
Dio di bontà
infinita.
Noi preghiamo, per te.
Preghiamo perché ti sia lunga
e serena la vita.
Ma anche tu, se puoi,
prega, qualche volta, per noi.
E rimettici i nostri debiti
come noi rimettiamo i tuoi.
PENSIERO
PIO
Sta
forse nel suo non essere
l'immensità di Dio?
Dio
di volontà,
Dio onnipotente, cerca
(sfòrzati!), a furia d'insistere
- almeno - di esistere.
DEUS
ABSCONDITUS (Da "Il Muro della Terra")
Un semplice dato:
Dio non s'è nascosto.
Dio s'è suicidato.
Ho
fatto una scommessa
(di Alessio Fricano)
Ho
fatto una scommessa contro Dio,
e lui mi ha detto che sto vincendo.
L'ha detto a me che non lo vedo
attraverso chi pensa d'essergli accanto,
attraverso tutti coloro che credono
in ciò che non esiste.
Io, che credo solo in me stesso,
sto vincendo.
"NERO
ASSENSO" Poesie di Rosalba Sgroia
Fabio Croce Editore
E. 8,00
Recensione a cura di Giulio C.Vallocchia
Coniugare ragione e sentimento, rigore formale
e passione civile: complicate acrobazie della psiche
che possono trovare una gradevole sintesi sul piano
ondulato della più pura poesia.
Ci riesce benissimo Rosalba Sgroia, facendoci immergere
nella suggestiva dicotomia di emozione e
razionalità e ricompattando gli apparenti contrasti
dei contenuti nella straordinaria limpidezza della
forma.
In queste poesie in fuga dal trascendente riscopriamo
la superiorità dell'umano rispetto al troppo,
e da troppi, vagheggiato divino.
(Qui sotto cinque poesie tratte dal volume)
Nero
assenso (di Rosalba Sgroia)
Mi
strappa e mi distoglie
-il brusio fuori di me-
da queste liete e tormentate sponde.
L’acque dei miei pensieri erranti
non sanno a lungo stagnare
e tra ciottoli e strettoie s’approntano la via.
Mi disturba e mi dà noia
la patina che vela il disappunto
solo per tener salva l’apparenza.
L’acque dei miei pensieri
sanno
irrompere nel nero assenso
e
col velo sollevano la menzogna.
Nell’aria…
(di Rosalba Sgroia)
Non voglio tonache
quando vi dirò
addio.
Nell’aria vorrò essere.
Cenere sparsa
e libera di accarezzare
altre terre…
Né sermoni,
né tristi preghiere,
a me lontane e ipocrite,
ma un sorriso sincero
da chi ha conosciuto
le mie vesti....
Inesistenti
realtà (di
Rosalba Sgroia)
(A
Simona)
Dove sono tutte le cose
che non esistono, mamma?
Nei tuoi pensieri di bimba,
nei miei pensieri di donna.
S’animano nei sonni agitati,
nei nostri sogni e fantasie
prendono corpo e vita,
succo della mente rapita
da quel nascosto mondo
che ci portiamo dentro,
fragilità, paure e desideri
verso una via d’uscita.
Solo lì, bambina mia
dormono e si svegliano
le inesistenti realtà.
Conoscile e conservale con cura
per essere te stessa per intero,
non una persona a metà…
ATEI
(di
Rosalba Sgroia)
Ci
chiamano superbi
per non avere un dio
a cui affidare l'anima....
C'inducono a pregare
per ottenere in dono
la forza di superare il male....
Ci vogliono salvare
dall'errore e dal peccato
di godere di un libero pensiero....
Noi, "senza dio" facciam paura
ché siamo senza briglie....
Siam piccoli e meschini
senza valore aggiunto
senza la fede che ci cura.
Così siam visti e additati,
votati alla lascivia, al vizio...
D'onestà e di forza privi
alla perdizione assoggettati....
Ma del mondo l'opinione
mille volti assume,
legarsi ad altre fedi
o esser liberi d'aver altro giudizio.
C'è un credo anche nell'ateo
che non ha meno valore
ed è in questa e in nessun'altra vita.
Questa dolce e triste vita
-la nascita, la morte, l'amore-
degna d'essere vissuta
all'insegna del rispetto
oltre diversità di sess, di colore.
L’acqua
santa
(di Rosalba Sgroia)
Ossessive
e catartiche abluzioni
per
levar l’onta primordiale.
Ceri
ardenti e candide vesti
per
iniziar così il cerimoniale
che
all’indiscussa fede apre le porte…
La
testolina ignara
dalle
"sante acque" lambita
s’avvia
ad esser consacrata
e,
tra le possenti e pietose spire
dell’Assoluto
Bene, riposta.
Poi
il travaso dei santi precetti
all’ombra
di una croce
per
impinguare le coscienza impure,
d’indicibili
peccati di bambino macchiate.
Intermediata
assoluzione…
…magica
superstizione.
Si
può sperare che il futuro buffetto
sulle
acerbe guance
possa
svegliar la dignità assopita
nella
nebbia degli incensi
e,
incredula d’esser stata lesa,
ricongiunga
i pensieri, mediti, dubiti…
(
se il risveglio non sia avvenuto prima!)
Ma
intanto i pesanti tomi consacrati
s’impregnano
d’indelebile inchiostro,
testimone
d’un comprovato assenso,
sigillo
della santità in nuce…
E
le le congiunte mani tonacali
iniziano
a sfregarsi con "lussuria".
"
Siamo in tanti, siamo forti".
Recita
così il coro degli eletti.
E
giù con l’amalgama di terrene e divine leggi
per
soggiogar teste pensanti e indipendenti…
E
non t’azzardar a proferir diverse congetture
che
l’onta ti risucchia vivo!
E
non ti sognar di confutar miracoli e visioni
chè
non sarai degno d’esser ascoltato…
-L’umiltà
professata d’ingiuriosa spocchia è rivestita.-
Affìdati
alla Volontà Divina…
…ne
trarrai conforto, giovamento e stima!
(
Ci servono i docili fedeli, è il nostro quotidiano
"pane")
E
dalla Santa Mano accarezzato,
sotto
le santificate coltri…dell’Unico e giusto verbo
l’alito
di luce e di salvezza ti sarà donato
Pensieri in versi di Roberto Vilmercati
Non
è una questione di crocefissi
l'ora di religione è solo un abuso,
un arbitrio, un'offesa.
La brama di sapere
la voglia di capire
buttata nelle mani industriali
di chi non accetta punti di vista
diversi dai propri.
Questi ragazzi già omologati
tutti vestiti uguali
che non sanno più pensare
nè tantomeno pretestare
sono facili preda
di chi traccia il loro domani.
Il futuro è proprio grigio,
automobili e benessere,
un lavoro ben pagato, un viaggio,
e una fede a buon mercato.
Un prete mascherato da persona
che fa finta di ascoltare
e li aiuta a diventare
bravi cittadini col lasciapassare
non solo per un domani
ma pure per un al di là.
L'ateismo
è una donna
dagli occhi verdi
L'ateismo è una donna
dal sorriso accennato
Un'utopia che non svanisce al mattino,
un ricordo che affiora ogni giorno,
leggero, duraturo
come la neve del '56.
L'ateismo è un sogno adolescenziale
di un mondo migliore,
di un domani che non finisce male.
Eppure siam pochi,
siamo uno su mille.
Eppure siam tanti
col nostro pensiero
che va un pò più lontano.
Pater noster (di
Jacques Prevért)
Padre
nostro che sei cieli
Restaci
pure
Quanto
a noi resteremo sulla terra
Che
a volte è cosi bella
Con
tutti i suoi misteri di New York
Seguiti
dai misteri di Parigi
Che
valgon bene quello della Santa Trinità
Con
il suo piccolo canale dell'Ourcq
E
la sua grande muraglia Cinese
Il
suo fiume di Morlaix
E
le sue caramelle di Cambrai
Con
il suo oceano Pacifico
E
le sue vasche delle Tuileries
Con i suoi buoni bambini e i suoi cattivi soggetti
Con
tutte le meravigliose meraviglie del mondo
Che
se stanno sulla terra
Offerte
a tutti quanti
Sparpagliate
Meravigliate anch'esse d'essere delle tali meraviglie
Tanto
che non ardiscono confessarlo a se stesse
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
E con tutte le orribili sofferenze del mondo
Che
son legione
Con
i loro legionari
Con
i loro reziari
Con
i signori e padroni del mondo
Ciascun
padrone con i suoi predicatori i suoi traditori i suoi
predatori
Con
le stagioni
Con
gli anni
Con
le belle ragazze e i poveri coglioni
Con
la paglia della miseria che marcisce nell'acciaio dei
cannoni
Crepuscolo
(di G.Carlotti)
Così
si annuncia
il crepuscolo degli dei,
scorre a fiotti il sangue
dei figli di Geova, Cristo, Allah
e quello dei figli di Brahma,
gli uni contro gli altri
armati.
Possa ricadere questo sangue
sulla testa di chi
per primo
ha inventato gli dei.
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